Il paradosso di Linkedin

Linkedin per cercare lavoroPuò apparire strano ma Linkedin sembra apprezzato dai datori di lavoro più che dai lavoratori.

Il social network professionale per antonomasia conta oramai duecento milioni di utenti ed è presente in oltre duecento paesi; presenta il 77% delle offerte di lavoro (al netto di quelle pubblicate dai portali-spazzatura) di cui il 48% in esclusiva. Nel 2013 dovrebbe crescere ancora.

I datori di lavoro adorano Linkedin perché costa poco, è selettivo, ha un respiro internazionale e risulta credibile (non è facile mentire impunemente all’interno della propria comunità professionale): il 97% dei selezionatori l’ha adoperato per riempire una posizione e l’89% lo ha utilizzato per assumere almeno una persona.

Eppure, malgrado queste potenzialità, solo il 50% degli utenti ha completato il proprio profilo e il tempo trascorso sul sito è inferiore, in media, alle due ore settimanali. L’80% degli iscritti al momento non lo sta adoperando per cercare nuove opportunità.

Per ora, attraverso i siti dedicati al lavoro, viene coperto solo un decimo delle posizioni aperte.

Il fenomeno è però destinato a espandersi: nel 2012 il 73% dei selezionatori ha fatto ricorso ai social media contro il 58% dell’anno precedente. Linkedin recita la parte del leone ma anche Facebook e Twitter stanno diventando una miniera di opportunità.

Linkedin per cercare lavoro

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