I quattro pilastri del marketing scientifico

i quattro principi del marketing scientificoArte o scienza? E’ da sempre che il mondo del marketing e della pubblicità si divide su questo dilemma. Un finto dilemma, come spesso accade: perché, se da un lato è vero che creatività e fantasia sono il carburante di queste discipline, dall’altro è innegabile che per raggiungere obiettivi rilevanti bisogna puntare anche sulla pianificazione e sull’analisi quantitativa.

Scott Brinker propone su Search Engine Land quattro principi su cui fondare il marketing scientifico:

1. Basare le decisioni sui dati

A patto di non pretendere che dai dati derivino automaticamente soluzioni: spetta agli analisti selezionare quelli rilevanti, verificarne l’attendibilità, interpretarli in modo utile. Analizzare i dati è una questione di razionalità; cavarne un’idea vincente spesso è una questione di intuito, talento e immaginazione.

2. Profilare il pubblico

Espressione orribile con cui si intende l’attività di conoscenza e classificazione di clienti, lettori, seguaci e così via. In passato le ricerche di mercato si basavano per lo più su variabili demografiche come genere, età, residenza; adesso possiamo ottenere informazioni sempre più precise e tempestive sulle esigenze e le preferenze delle persone. Con l’opportunità di ritagliare messaggi su misura.

3. Condurre esperimenti

Formulare un’ipotesi, magari prendendo spunto da osservazioni e dati raccolti in precedenza; testarla sul campo; eventualmente confermarla o riformularla e ripartire daccapo.

4. Aggiornarsi di continuo

Imparando da altre realtà e altre discipline.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*