Il destino del marketing è personalizzare

PersonalizzazioneUno degli imperativi del marketing di oggi è personalizzare: differenziare beni, servizi e messaggi per comprendere le caratteristiche di un pubblico eterogeneo.

Secondo Pardot il 94% dei professionisti del marketing ritiene che personalizzare l’offerta sia decisivo per avere successo e riuscirci significa aumentare le vendite del 19%.

Eppure non sempre gli addetti ai lavori sono consapevoli delle carte che potrebbero giocare.

Mai essere autoreferenziali

I vantaggi della personalizzazione sono principalmente due:

migliorare l’esperienza del pubblico dopo averlo ascoltato e coinvolto;

migliorare la redditività del proprio business grazie alla comprensione di esigenze e bisogni.

Per un’azienda o un ente il pericolo da scongiurare è l’autoreferenzialità: proporre beni e servizi senza aver prima analizzato ciò che davvero serve o desidera il pubblico.

Tracciati in tempo reale

In passato c’erano pochi strumenti per conoscere clienti e utenti: come questionari, interviste e simili, che spesso presentavano costi elevati e tassi di risposta bassi.

Adesso internet mette a disposizione meccanismi che, in automatico e a costi relativamente bassi, profilano gli utenti sulla base non solo delle tradizionali variabili demografiche (età, genere, residenza) ma anche di opinioni, preferenze, esperienze: ognuno di noi, quando accede a un social network o usa un motore di ricerca, fornisce parecchie informazioni preziose sul suo conto.

Le pubblicità mirate di Google e Facebook sono l’esempio più importante (e più discusso, specie in tema di privacy) di questo approccio che aiuta a razionalizzare gli investimenti pubblicitari, rivolgendo i propri annunci solo a coloro che, in base alla loro esperienza di utente, potrebbero essere realmente interessati.

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