Cliccare un banner? Più probabile sopravvivere a un disastro aereo

mobileadvertA quanto pare sopravvivere a un incidente aereo è più probabile che cliccare su un banner pubblicitario: un dato che rassicura i viaggiatori ma terrorizza i marketers all’affannosa ricerca di un modello industriale sostenibile per l’on line.

Inoltre l’84% degli internauti non avrebbe mai cliccato su un banner in vita sua mentre la metà dei banner visualizzati sui dispositivi mobili verrebbe cliccata solo per sbaglio.

Dopo i relativi fasti degli anni ’90 il CTR si attesta attualmente attorno all’0.11%: vale a dire che su 10.000 banner visualizzati ne vengono cliccati 11.

E’ il tramonto dell’on line advertising?

Nemmeno per sogno: ci sono altri aspetti da considerare.

Di 7 utenti che visitano un sito dopo aver visto un banner, per esempio, 6 lo fanno senza avervi cliccato: arrivano al sito direttamente, ma grazie alla visibilità garantita dal banner.

In poche parole, per valutare il successo di una campagna pubblicitaria on line, bisogna misurare non solo i click-throughs ma anche le view-throughs: cioè le post-impressions di chi ha percepito il messaggio senza cliccarvi. Più difficili da misurare ma più numerose e forse più influenti: i click-throughs presenterebbero un tasso di conversione doppio rispetto alla media; le view-throughs un tasso quattro volte superiore.

La severità della pubblicità on line

Del resto è ciò che si fa da sempre con la pubblicità tradizionale: il cui impatto viene misurato tenendo conto di tutte le persone raggiunte e non solo di quelle che dopo aver visto o sentito l’annuncio compiono un’azione.

L’equivoco nasce dal fatto che internet permette di tracciare le risposte del pubblico in tempo reale: il che rende più stringenti i criteri con cui misurare la comunicazione e decisamente improbabili i tentativi di millantare un seguito inesistente.

4 Commenti su Cliccare un banner? Più probabile sopravvivere a un disastro aereo

  1. Titolo catastrofico, dati tendenzialmente veritieri, ottima la considerazione sulle post-impression e del valore del brand, elementi spesso sottovalutati dai marketers esclusivamente orientati alle performance.

    Mi permetto di aggiungere che il CTR dipende molto dalla posizione del banner, dal contesto e dalla sua utilità per il visitatore

  2. Antonio Cilardo // 5 giugno 2013 a 16:02 // Rispondi

    Grazie per il commento :-)

    P.s.: il catastrofismo serviva a richiamare l’attenzione.

  3. Interessante!

    Banner da solo va poco lontano, se invece è uno degli strumenti scelti per la campagna digital allora può avere senso.

  4. Antonio Cilardo // 6 giugno 2013 a 6:26 // Rispondi

    Grazie del commento ;)

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