I 600 milioni di Google+

google-plus-logoNegli Stati Uniti Google+ avrebbe superato Twitter, diventando il secondo social network per numero di utenti. Che ormai sarebbero, in tutto il mondo, circa 600 milioni, di cui 359 considerati attivi: un aumento di un terzo nell’ultimo anno.

Alla casa madre di Mountain View possono finalmente cantar vittoria?

Senz’altro alcune importanti innovazioni, come l’Author rank o i videoritrovi (hangouts), hanno contribuito a rafforzare un progetto che dal suo varo, avvenuto con grosse ambizioni nel 2011, ha vissuto momenti difficili.

Peccato che secondo una recente ricerca della Nielsen l’utente medio di Google+ vi trascorra, al mese, 7 minuti; contro le quasi 7 ore dell’utente medio di Facebook. E neanche i brand più importanti sembrano innamorati del mezzo.

Una città fantasma, dunque: popolata da milioni di abitanti che non socializzano.

Il segreto di quei 600 milioni sta nell’integrazione del social network con gli altri servizi di Big G, come Gmail, Youtube o Blogger: chi apre un account di posta elettronica Gmail entra a far parte dell’ecosistema Google ed è condotto a iscriversi anche a Google+. Anche se magari lo abbandonerà dopo aver aperto il profilo.

A far lievitare oltre misura le stime contribuisce la generosa nozione di utente attivo: per essere considerati tali basta aprire il proprio account una volta al mese.

A ogni modo la frequenza di utilizzo non è tutto. A maggior ragione perché, secondo la casa madre, Google+ non è tanto un social network quanto un’integrazione e un’evoluzione del motore di ricerca, ideata per permettere agli utenti di inviare segnali sociali (come il +1) che premiano le pagine di qualità e aiutano a personalizzare i risultati delle ricerche.

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