Non arriverete alla fine di quest’articolo

mobile readingIl tempo di cominciare il pezzo e buona parte di voi ha già abbandonato questa pagina. E molti altri la lasceranno senza arrivare alla fine.

Scarsa fiducia nei lettori?

No: previsioni suggerite da Chartbeat, società americana che analizza il comportamento degli utenti per diversi, rilevanti siti d’oltreoceano. Ovviamente ricerche di questo tipo vanno sempre contestualizzate; tuttavia è probabile che si otterrebbero risultati simili in ogni comunità linguistica.

Chartbeat monitora il modo in cui i lettori scrollano la pagina, fissando il punto cui arrivano. Scoprendo che:

  • il 10% dei lettori non scrolla;
  • la maggior parte arriva al 60% dell’articolo;
  • le pagine che presentano foto e video ottengono risultati più soddisfacenti;
  • gli utenti trascorrono due terzi del tempo below the fold, cioè sotto il primo punto in cui hanno scrollato;
  • non sembra esserci una relazione tra condivisioni sui social network e profondità di lettura: probabilmente parecchi condividono o commentano l’articolo senza averlo letto fino in fondo.

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Consigli per non far scappare i lettori

Qualche suggerimento a chi è arrivato fino in fondo:

  • scrivere titoli diretti, concisi e informativi al punto giusto da soddisfare, ma solo in parte, la curiosità del lettore;
  • iniziare il pezzo senza preamboli e introduzioni ma giungendo subito al sodo;
  • comporre frasi secche e immediate cancellando ogni elemento superfluo;
  • non mettere troppa carne a cuocere e rimandare a link esterni se c’è bisogno di approfondimenti;
  • evitare sia costruzioni sintattiche arzigogolate che deprimenti blocchi di testo privi di accapo e immagini;
  • dividere il testo in paragrafi e titolare ogni paragrafo in modo da permettere una lettura modulare;
  • scegliere immagini originali, capaci di completare e arricchire il testo;
  • ma soprattutto: proporre contenuti talmente utili e interessanti da stimolare anche il lettore più pigro.

7 Commenti su Non arriverete alla fine di quest’articolo

  1. ogni tanto fa bene rileggere queste cose, e i suggerimenti in questo caso sono quanto mai opportuno.
    è un tema che Jakob Nielsen aveva analizzato nel preistorico 1977, ma che si fatica a superare…
    http://www.nngroup.com/articles/how-users-read-on-the-web/
    un saluto, libero

  2. Antonio Cilardo // 24 giugno 2013 a 9:31 // Rispondi

    Grazie mille! L’articolo di Nielsen (che invito tutti a leggere, perché è una pietra miliare) risale però al 1997, non 1977.

  3. Ero già a conoscenza di questi “consigli” visto che sono identici a quelli che si trovano nei social network, raccomandandoli a chi voglia impostare una pagina. Sono validi certamente, ma vanno, appunto, contestualizzati. Se le informazioni che si vogliono fornire sono di carattere scientifico o divulgativo, benissimo. Assolutamente no, quando si tratta di riflessioni personali che però riescono a stimolare la partecipazione empatica del lettore. I miei post che, nel blog, hanno avuto più successo, parlano di emozioni e di sentimento, anche di politica, ma con uno stile narrativo che punta al coinvolgimento personale, intimo. Come vedi, un’altra cosa. Concludendo, credo che l’importante sia stimolare la curiosità intelletuale o sentimentale del lettore, magari, e questo sì che è arduo, spronandola al confronto.

  4. Articolo molto interessante e vero. C’è anche da ricordare che l’abitudine degli utenti nel web non è leggere le pagine, ma scansionarle: http://www.nngroup.com/articles/how-users-read-on-the-web/

  5. Antonio Cilardo // 24 giugno 2013 a 10:10 // Rispondi

    @Agata: certo. Sono semplici consigli, non verità rivelate. Poi ogni autore e ogni contenuto ha una storia a sé.

    @Andrea: grazie!

  6. Grazie a te, Andrea e comunque, io gli articoli, quando mi interessano, li leggo per intero. Grazie ancora e buon lavoro.

  7. Scusa il refuso, vedi la fretta? scusa Antonio!

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