Le buone aziende raccontano storie. Le grandi aziende le vivono

What is your story?Le aziende che fanno storytelling spesso conquistano le simpatie del pubblico; ma le aziende che oltre a raccontare storie le vivono (e magari le fanno vivere) ottengono risultati decisamente migliori. In termini d’immagine e profitti.

A ipotizzarlo è co:collective, gruppo di esperti che ha ideato un progetto dedicato allo Storydoing con l’obiettivo di dimostrarne il valore aggiunto rispetto allo storytelling tradizionale.

L’impresa che fa storydoing, oltre ad avere una storia da raccontare, incarna valori, ideali e stili di vita che vanno oltre l’aspetto commerciale.

Valori e ideali incorporati a tutti i livelli dell’organizzazione, dai manager ai dipendenti, che ispirano ogni scelta dell’azienda: dalla progettazione di prodotti e servizi alla gestione delle risorse umane alle iniziative di responsabilità sociale alla customer care.

Sono aziende che producono un immaginario e rappresentano un’autentica filosofia di vita, veicolata dai media tradizionali e amplificata dal passaparola on line e off line. Vendono prodotti rilevanti più sul piano simbolico che materiale.

La ricerca ha analizzato 42 compagnie e confrontato, in sette mercati chiave, un’azienda che secondo gli autori fa storydoing e cinque che fanno storytelling. Si tratta di colossi come Disney, Starbucks, American Express, Apple, Ibm (nel gruppo delle imprese che vivono storie); Time Warner, News Corp, Burger King, Visa, Master Card, Sony, Samsung, American Airlines, Hp (nel gruppo di quelle che adotterebbero un approccio più tradizionale).

I risultati sono eloquenti: le storydoing companies ottengono maggiore visibilità sui social media, godono di migliore reputazione sul web 2.0 e spendono in pubblicità una percentuale minore dei loro ricavi; ma soprattutto ottengono maggiori ricavi e migliori risultati in Borsa.

Certo, la correlazione non implica necessariamente un rapporto di causa-effetto. Difficile, però, che si tratti di semplici coincidenze: gli sviluppi futuri del progetto Storydoing forse aiuteranno a fare chiarezza.

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