L’eterna lotta fra Facebook e Google+

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Google+ nacque nel 2011 sotto i migliori auspici con l’obiettivo di sfidare Facebook e colmare, dopo i fallimenti di Buzz e Wave, la storica lacuna di Big G: un social network di rilievo. Eppure fu subito chiaro che, in mancanza di innovazioni importanti, i milioni di utenti che popolavano Facebook non avrebbero avuto validi motivi per trasferirsi su Google+, che dopo pochi mesi sembrava già alla canna del gas con risultati imbarazzanti non tanto sul piano del numero di iscritti quanto su quello del tempo effettivo di utilizzo.

Poi, col tempo, Google+ ha ridefinito la sua funzione e ora, piuttosto che come diretto concorrente di Facebook o Twitter, si presenta come un’estensione e un perfezionamento del motore di ricerca: le preferenze manifestate attraverso il +1 e le proprie abitudini di utilizzo contribuiscono a personalizzare i risultati delle ricerche mentre l’Author rank permette di identificare i contenuti prodotti dalla stessa persona collegandoli al suo profilo.

Facebook, col suo miliardo di utenti, consolida il suo primato nelle reti sociali ed è adoperato soprattutto per rimanere in contatto con amici e familiari; Google+ sembra più utile nella sfera professionale, per trovare spunti di riflessione, alimentare conversazioni nelle communities ed organizzare videoritrovi.

Per le aziende, tuttavia, non c’è ombra di dubbio: per ora solo le pagine Facebook raggiungono un pubblico ampio, mediamente giovane ed equilibrato tra i generi, come confermano i dati riportati da Social media today.

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