Il colibrì di Google ha già spiccato il volo

what-is-google-hummingbirdDopo panda e pinguini Google ha tirato fuori dal cilindro un colibrì, hummingbird in inglese: un uccello vivace e colorato per metaforizzare il nuovo algoritmo di ricerca, presentato a settembre ma operativo già da agosto.

Chiariamo subito un punto: piuttosto che di una semplice modifica all’algoritmo si tratta di un cambiamento radicale, capace di incidere sul 90% delle ricerche.

E, se le precedenti modifiche si rivolgevano agli editori, con l’obiettivo di promuovere contenuti di qualità e link autorevoli, l’innovazione del colibrì riguarda tutti gli utenti di Big G con lo scopo di migliorare le ricerche conversazionali, cioè quelle che contengono una richiesta formulata in linguaggio corrente: come questa.

Da strings a thingsGoogle, oltre a fornire un elenco di pagine pertinenti, vuole dare risposte secche alle domande degli utenti; e, per restituire loro risposte intelligenti e contenuti che soddisfino le loro esigenze, oltre a elementi come tasso di rimbalzo e segnali sociali si basa su knowledge graph, una vasta ed eterogenea banca dati assemblata per connettere concetti e argomenti.

Anche per questo, nella ricerca, Google prende in considerazione non solo le parole chiave inserite nella query ma anche sinonimi e termini correlati; e fornisce, da alcuni mesi, pure una ricerca verticale: digitando il nome di un cantante celebre, per esempio, a destra delle SERP compare anche la relativa pagina di Wikipedia con immagini, album, canzoni più alcune ricerche correlate.

La nuova ricerca, in parole povere, non si basa unicamente sul contenuto letterale delle query ma punta a connettere concetti e argomenti della stessa area.

E i produttori di contenuti come devono orientarsi? Le linee guida di Big G non sono mutate: realizzare contenuti originali e utili, non esagerare con le keywords ma adoperare un linguaggio eterogeneo riconducibile alla stessa area semantica, scrivere titoli che riproducano le domande degli utenti, ottenere link da fonti autorevoli con anchor text pertinenti e così via.

3 Commenti su Il colibrì di Google ha già spiccato il volo

  1. Un po’ breve, ma grazie per l’articolo

  2. Era solo questione di tempo ormai…era da troppo che se ne stava sul ramo :D Ora ci sarà da vedere quanto sarà ottimizzato questo uccelletto!

    Per la sinteticità direi che quello della sintesi è un dono non una pecca. Credo che tu abbia dato quel che di necessario c’era da dare, se uno ha un po’ di sano bagaglio in materia saprà trarre tutti i riferimenti da questo articolo.

    Ciao!

  3. Antonio Cilardo // 7 gennaio 2014 a 16:28 // Rispondi

    Grazie ^_^

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