L’Oscar incide poco sulla visibilità dell’Italia nel mondo. Un’analisi di MonItaly. 1a parte: il web

monitaly-thegreatbeautyL’Oscar 2014 a La grande bellezza come miglior film straniero non ha avuto un impatto sensibile sulla visibilità dell’Italia. Questo il dato fornito da MonItalyTM, il monitoraggio dell’immagine italiana sulla stampa di 20 paesi e sul web 2.0 di 12 aree linguistiche (inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, russo, svedese, turco, arabo, cinese semplificato, giapponese). Lo hype della stampa e – meno – del web e dell’opinione pubblica italiana intorno a questo premio non trova riscontro fuori dal nostro Paese.

Analizziamo in questa prima parte il web. MonItalyTM ha raccolto e analizzato 3371 post di blog con l’Italia come argomento principale o secondario pubblicati dal 25 febbraio al 4 marzo, e con un forte ‘peso’ comunicativo (Google PagerankTM >3, Moz Page AuthorityTM>4k).

In sintesi: Paolo Sorrentino e il titolo del film sono molto meno citati delle personalità, dei luoghi e dei brand che veicolano quotidianamente e abitualmente l’immagine italiana. Lo hype è stato quasi solo italiano e in Italia, e il patriottismo artistico avallato da commentatori autorevoli e meno autorevoli è rimasto dentro i nostri confini.

Il grafico che segue mostra quali simboli e luoghi della identità italiana sono stati ‘agganciati’ e forse leggermente rinforzati dal nome del regista e dal titolo del film premiato:

Come si vede, sono tre: il premier Matteo Renzi, al quale il regista ha indirizzato un messaggio di auguri di buon governo; Roma, il luogo-simbolo protagonista del film; e Napoli, la città natale del regista, che l’ha ringraziata insieme al suo idolo Maradona in una scena immortalata su Vine. Le altre parole non sono state toccate, coinvolte e rilanciate dall’Oscar.

Gli hashtag di Twitter confermano tutto questo. Negli stessi giorni, su 8107 tweet con #Italia nelle varie lingue pubblicati dagli account più seguiti (più di 5000 follower per l’inglese e più di 1000 per le altre lingue) gli hashtag relativi al film sono quantitativamente marginali come numerosità e come centralità nel network delle citazioni. Al centro, come al solito, il turismo, lo stile di vita e lo sport.

La marginalità è ancora più alta se si tiene conto di un altro fatto: il peso quantitativo di #thegreatbeauty è stato moltiplicato artificialmente da un’iniziativa a metà strada tra la mobilitazione spontanea e il realtime marketing, che ha utilizzato lo slogan “#thegreatbeautyiseverywhere in #Italy” per pubblicare foto dei “luoghi del cuore” di cittadini e tour operator italiani:

Per un utile confronto, negli stessi giorni la vicenda della fotografa italiana Francesca Commissari arrestata in Venezuela ha avuto una visibilità nettamente superiore a quella generata dall’Oscar su questo social media. Solo questo tweet ha ottenuto oltre 600 RT e un numero molto elevato di commenti:

In conclusione: lo hype è solo hype, e anche molto inferiore a quanto si è fatto intravedere. Alla fine il web è molto più attento di quanto non vogliamo pensare ai fondamentali  della identità italiana. Ci vuole ben altro che un Oscar per influenzare significativamente anche la pura e semplice visibilità del nation brand Italia, costruita ancora e sempre soprattutto dagli stereotipi e dagli aspetti ‘forti’ del Sistema Paese: la politica, l’economia, la storia, i brand.

 

Domani su misurarelacomunicazione l’analisi della stampa di 20 paesi.

*I colori dei nodi vengono assegnati da un algoritmo che identifica dei cluster sulla base delle cocitazioni dei termini. L’algoritmo funziona meglio con i legami più esclusivi di cocitazione tra i termini, ovvero quando due o più termini ricorrono molto spesso fra loro e raramente con altri.

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