La grande bellezza e la visibilità internazionale dell’Italia

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Sul tema La grande bellezza e Oscar 2014, la stampa ha incrementato molto più del web la visibilità internazionale dell’Italia.

Come abbiamo visto ieri l’Oscar al film di Sorrentino non ha prodotto sul web internazionale un aumento di visibilità del brand Italia anche solo lontanamente paragonabile al patriottismo estetico dei nostri media e delle nostre istituzioni.

Va un po’ meglio sulla stampa dei 20 paesi monitorati da MonItalyTM (oltre 6mila testate di USA, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Polonia, Svezia, Russia, Ucraina, Turchia, Egitto, Cina, India, Giappone, Australia, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Cile).

Su 1030 articoli raccolti dal 25 febbraio al 4 marzo con l’Italia come argomento principale, 143 (circa il 14%) parlavano del premio. Questa la distribuzione degli articoli nei diversi paesi:

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Alcuni sono scontati, come USA e UK. Altri meno, come la Spagna al primo posto (in parte spiegabile con l’effetto di trascinamento del Premio alla Regia del messicano Alfonso Cuaròn) o soprattutto la Cina al terzo. Stupisce lo scarso coinvolgimento della Francia, tradizionalmente molto attenta al cinema ma spinta ad un atteggiamento di polemica quasi-indifferenza dall’esclusione del suo concorrente La Vita di Adele.

La stampa dedica tradizionalmente uno spazio più strutturato e ricco ad eventi mainstream come l’Oscar. II maggiore approfondimento fa sì che al film e all’Oscar vengano collegate reti di simboli dell’identità italiana molto più ricche rispetto al web. Basta guardare la mappa semantica delle persone, dei luoghi e dei brand associati a Sorrentino, per averne la misura e la percezione visiva:

Ci sono il Presidente  Giorgio Napolitano, il premier Matteo Renzi e perfino i predecessori Letta e Berlusconi, la città natale del regista Napoli e la città protagonista del film – Roma, ma anche altri luoghi-simbolo del cosiddetto Bel Paese (Venezia, Firenze, la Sicilia) e della sua grandezza/decadenza (Pompei). Ci sono il padrino spirituale del regista, Federico Fellini, il suo idolo di gioventù Maradona e il suo “collega di Oscar” Roberto Benigni. C’è perfino Armani, che ha organizzato un cocktail party per celebrare il regista italiano insieme all’italoamericano Scorsese.

Particolarmente interessante il collegamento molto forte al nuovo Presidente del consiglio. È un collegamento significativo sul piano quantitativo, ma ancora di più su quello qualitativo. Tra l’Oscar e Renzi gli articoli stabiliscono spesso una correlazione causa-effetto:  le aspettative ‘magiche’ su questo simbolo emergente del brand Italia troverebbero nella ‘vittoria’ del film di Sorrentino un ‘segno’ di altrettanto magica conferma di un destino di successo. Così va l’immaginario…

In sintesi, la stampa funziona per il momento meglio del web nel sostenere e incrementare la visibilità internazionale positiva dell’Italia in collegamento con eventi, ma anche, personalità, marchi, prodotti ecc. Funziona meglio anche per costruire reti associative ricche, capaci di creare sinergie tra componenti diverse della rappresentazione dell’Italia. Naturalmente, può funzionare con altrettanta temibile efficacia anche in negativo…

Utile saperlo per impostare azioni efficaci di nationbranding, o anche solo di branding più settoriali collegati all’Italia (luoghi, eventi, ecc). Ma va ricordato che questa maggiore efficacia sulla stampa segnala carenze gravi nella capacità e ‘spontaneità’ di strategie multicanale, nell’accesso a canali non tradizionali, con target più estesi e con molto migliori rapporti costo-contatto. La debolezza dell’Italia sul web internazionale che abbiamo misurato per un evento ‘facile’ come l’Oscar a La grande bellezza deve preoccupare.

*I colori dei nodi vengono assegnati da un algoritmo che identifica dei cluster sulla base delle cocitazioni dei termini. L’algoritmo funziona meglio con i legami più esclusivi di cocitazione tra i termini, ovvero quando due o più termini ricorrono molto spesso fra loro e raramente con altri.

 

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