Healthcare 2.0: ecco i trend che obbligano i giganti del comparto ad accelerare sull’uso dei social media

digital-healthcareLa salute è 2.0. Anche in tema di healthcare, la nuova frontiera dell’informazione è sul web ed è sempre più social. A confermarlo è l’IMS Institute for Healthcare Informatics (IMS Health), che nel suo ultimo rapporto Engaging patients through social media 2014, presentato a gennaio all’HIMSS di Orlando (Florida, USA),  ha messo nero su bianco i trend di ultima generazione che obbligano i giganti del comparto farmaceutico ad accelerare una volta per tutte sull’uso dei social media. Perché lo vediamo insieme, a partire da qualche dato.

L’IDENTIKIT DEL PAZIENTE 2.0 – Come abbiamo già avuto modo di raccontare su questo blog, Internet e l’uso di dispositivi mobili, come smartphone e tablet, hanno completamente rivoluzionato il nostro modo di concepire la salute. E non solo in termini di tecnologia o di big data. Lo provano i dati passati in rassegna dall’IMS Health, secondo cui consultare il web per una prima autodiagnosi o per semplice curiosità è diventata una pratica tanto comune quanto diffusa. Solo per farsi un’idea, basti sapere che a compiere ricerche online in materia di salute, sia in termini più generali che specifici, sono: l’83% degli spagnoli, l’82% degli italiani e il 76% dei tedeschi che hanno accesso ad Internet. Seguono americani (72%), francesi (71%) e inglesi (56%). Stando ai risultati della ricerca, non si tratterebbe solo di pazienti o potenziali tali. I medici, per esempio, spendono in media 3 ore a settimana per guardare video online a scopo professionale, sui canali specializzati di MedScape e Youtube.

FACEBOOK, TWITTER E WIKIPEDIA - Il dato non sarebbe completo se non dicessimo che per tutti il primo approccio passa per i motori di ricerca (Google in testa, seguito da Bing e Yahoo!), mentre Facebook e Twitter rappresentano il canale di conversazione/condivisione privilegiato per l’89% dei giovani tra i 18 e i 29 anni e per il 43% degli over 65. Che ruolo abbia in tutto questo Wikipedia è presto detto: la validità-neutralità percepita di questo canale fa sì che si ricorra a Wikipedia durante l’intero periodo di cura, e non solo all’inizio o nel caso di eventuali cambiamenti di terapia. Non solo: considerata la principale fonte di informazione, l’enciclopedia libera è forse la prova più lampante di questa rivoluzione targata 2.0. Una rivoluzione a cui, tuttavia, i colossi dell’healthcare sembrano partecipare solo in parte. E vediamo perché.

L’USO DEI SOCIAL MEDIA DA PARTE DELLE AZIENDE – Passando al setaccio i dati dell’indagine condotta dall’IMS Health su 50 delle più grandi aziende del settore, si scopre che la metà di queste non riesce a coinvolgere i consumatori/pazienti attraverso i social media. A voler essere precisi, solo 10 di loro (AstraZeneca, Bayer, Boehringer Ingelheim, GlaxoSmithkline, Johnson & Johnson, Merck & Co, Novartis, Novo Nordisk, Pfizer e UCB) riescono a fare un uso integrato dei tre principali canali social: Facebook, Twitter e Youtube. E a spiccare fra tutte è Johnson & Johnson: la migliore per prestazioni. Stando sempre ai risultati della ricerca, solo 22 aziende utilizzano Twitter, solo 17 Youtube e solo 15 Facebook. A giustificazione del timido uso dei social media, lato aziende, ci sarebbe l’assenza di linee guida definite una volta per tutte dalle relative Authority. Un vulnus, che qualcuno sta già cercando di colmare.

LE LINEE GUIDA DELLA FAD - Proprio a gennaio, la FDA (Food and Drug Administration) ha infatti diffuso una prima bozza sulle condizioni sine qua non per un corretto uso dei media interattivi in ambito farmaceutico: Guidance for industry - Fulfiling regulatory requirements for postmarketing submissions of interactive promotional media for prescription human and animal drug and biologics. Con questo documento, di fatto, si stabilisce la responsabilità delle aziende rispetto ai contenuti diffusi e/o sponsorizzati sui social, tanto direttamente quanto indirettamente, obbligandole a presentare presso l’autorità un report mensile con tutti i siti interattivi di cui risultano responsabili. Sia in toto che in parte.

Con tutta probabilità, a questo documento ne seguiranno degli altri e quasi certamente si porrà un accento maggiore sulle strategie di promozione attraverso i social media. In base a quanto annunciato dalla FDA, due saranno i temi focali su cui si concentrerà l’azione dell’organo regolatorio. Si tratta dell’uso corretto dei link e, in seconda battuta, dei problemi derivanti dal numero limitato di caratteri utilizzabili su Facebook e Twitter. In definitiva,  l’azione dell’organismo sembrerebbe tutta orientata a far prevalere una volta per tutte l’obbligo delle aziende a fornire – ed eventualmente correggere – tutte le informazioni necessarie e relative alle controindicazioni e alle avvertenze del farmaco prodotto e/o sponsorizzato. E checchè se ne dica, è già qualcosa.

1 Commento su Healthcare 2.0: ecco i trend che obbligano i giganti del comparto ad accelerare sull’uso dei social media

  1. Goood article. I’m experiencing some of these issues as well..

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*