Online o in libreria: tutte le vie portano al libro

Scende la grande distribuzione, mentre resistono le piccole librerie con l’anima. Oltre all’e-commerce usato dal 79% degli editori. Intanto nascono nuove idee per attirare i lettori, come il “libro sospeso” da donare a chi entra in libreria dopo di te o i selfie con i libri che diventano parti di se stessi …Immagine

Quello che proprio pare non funzioni per i libri è la grande distribuzione. Insomma, la spesa del sabato all’ipermercato non spinge a mettere anche qualche testo nel carrello. Mentre le piccole librerie indipendenti sono tutt’altro che in fin di vita, ma anzi rappresentano la vera nuova tendenza. Insieme alle vendite sul web sono proprio le librerie l’altra strada per arrivare ai libri. E con le piccole librerie si riafferma la figura del libraio, che sa consigliare, ma anche organizzare un incontro con l’autore e un dibattito. Restano le catene, ma l’obiettivo è farle sentire più vicine ad una libreria che ad un grande supermarket.

La rivincita delle librerie indipendenti

L’avevo sentita in giro come tendenza. Non era solo una sensazione ma qualcosa di più. Poi sul quotidiano Repubblica ho letto “Più piccole e con l’anima, la rivincita delle librerie”, il lungo servizio di Stefania Parmeggiani da cui emerge un orientamento omogeneo di qua e di là dall’Atlantico. Negli Usa i punti vendita indipendenti crescono e in Italia le catene rinunciano al modello megastore. Emerge un nuovo modello, quello della “catena di librerie indipendenti”, si riducono le dimensioni o comunque si ripensano gli spazi e ci si allea con chi permettere di costruire un intrattenimento completo. Come Eataly, il grande store dedicato al cibo italiano di qualità, per esempio.
Anche l’Istat conferma questa prospettiva nel report “La produzione e la lettura di libri in Italia” (clicca qui). “Le librerie indipendenti e gli store online”, dice l’Istat, “sono considerati dalla maggioranza degli editori (rispettivamente il 41,3% e il 31,5%) i canali di distribuzione su cui puntare”. E anche per l’Istat la grande distribuzione non è una strada vincente, visto che appare ridimensionato il canale supermercati e multistore.

I libri si comprano con l’e-commerce

Internet è certamente una delle vie maestre al libro. D’altra parte dopo i voli, gli alberghi e i viaggi, sono proprio i libri i più comprati con l’e-commerce (leggi qui). Le nuove tecnologie stanno incidendo sui processi produttivi e sulle modalità di commercializzazione. Proprio l’Istat rileva che “risulta cresciuto sensibilmente il ricorso degli editori ai canali di commercializzazione online (utilizzato dal 72,4% degli editori nel 2012 e dal 78,7% nel 2013) con un incremento particolarmente accentato per i piccoli editori (dal 63,3% del 2012 al 71,1% del 2013)”.

Consigli ai librai: vendere libri e vivere felici

L’Associazione italiana editori (AIE) è uscita con un e-book “I social salveranno la libreria? 21 buone idee per i librai di oggi (e di domani)”. Perché da una parte combattere il web è inutile e controproducente, dall’altra per far lievitare questa tendenza all’avanzata delle librerie indipendenti qualcosa tocca inventare. E allora la libreria diventa uno spazio di incontro e di attenzione, di scambio dal vivo e sul web. E tutte le idee e le iniziative possono spingere sull’acceleratore. E così ha preso piede il “libro sospeso”, che permette di comprare e mettere a disposizione un libro a chi arriverà dopo in libreria (leggi l’articolo sul corriere). Mentre la campagna #altrocheamazon (clicca qui) della Libreria all’Arco di Reggio Emilia ha utilizzato il nome del più grande libraio del web, Amazon, per aggregare altri e spiegare che dal vivo si possono avere consigli e altro che nessun algoritmo può offrire.
Immagine

E poi ci sono le grandi esperienze delle librerie americane o inglesi. E così per esempio Emily Pullen, libraia, ha lanciato Corpus libris utilizzando la passione per il selfie, la foto scattata con il proprio smarthphone, con i libri che diventano parti di se stessi.
Amazon ha parlato dell’uso deidroni per consegnare i libricon Amazon Pime Air e Waterstone’s, storica catena inglese, ha deciso di puntare sulla fantasia e un po’ anche su Harry Potter con un video, OWLS – Ornithological Waterstones Landing Service, in cui si promette di usare i gufi per le consegne (guarda il video). I gufi naturalmente non sono mai partiti, ne’ arrivati, ma il video ha avuto tanto successo da conquistare pubblico.
Barter Books, una delle più vecchie librerie di usato e antiquariato in Inghilterra, ha invece usato “Keep calm and carry on” un poster ritrovato per caso. La libreria ha dedicato a questo che è diventato il suo slogan un video che ha fatto il giro del web.
Immagine
ldegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.
Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*