L’Italia è il paese più taggato su Instagram

Instagram, l’ultima aggiunta ai canali monitorati da MonItaly, ci regala una piacevole sorpresa: l’Italia è prima nel panel dei 12 paesi confrontati (Brasile, Canada, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Russia, Spagna, Usa, Uk e Cina) per numero di tag complessivi. Per ogni tag sono stati sommati i valori della sua traduzione in 12 lingue: inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese, svedese, polacco, turco, arabo, russo, cinese, giapponese).

Sarà per l’infinità di soggetti che la sua arte e il suo paesaggio offrono agli obiettivi dei turisti o per le mille ricette della sua cucina immortalate dai food bloggers, per i successi sportivi o per le eccellenze nel design, nella moda e nei motori, fatto sta che il Bel Paese distanzia di gran lunga il Brasile e il Giappone, secondo e terzo classificati.

monitaly

Una geomappa dei tag su Instagram (valori espressi in milioni)

Non abbiamo preso in considerazione il tag America perchè non riferito ad un singolo paese e non abbiamo potuto inserire nell’analisi la Turchia perchè il tag in lingua inglese Turkey (l’unico con numeri importanti) non era disambiguabile da ‘tacchino’ ed era evidentemente sovradimensionato (specie nei giorni del Ringraziamento!).

Per chi volesse approfondire mettiamo a disposizione i dati disaggregati per le varie lingue in formato Excel.

MonItalyTM è il progetto di monitoraggio del country branding dell’Italia sulla stampa e sul web realizzato dal Body and Society Lab per Intesa Sanpaolo.

9 Commenti su L’Italia è il paese più taggato su Instagram

  1. Posso aggiungere e commentare dicendo che in Italia esiste una community instagram (instagramers italia) unica che più di ogni altra in Europa (ma anche nel mondo) ha contributo in maniera forte dal 2011 (anno in cui è stata creata) alla promozione del mezzo Instagram, alla crescita della mobile photography, al turismo e all’Italia in generale, rendendoci peraltro nazione “prima” in qualcosa come ora da voi evidenziato.

    Grazie per l’analisi che ci serve moltissimo per far capire a chi “fa finta” che questo mondo non esista ancora, aziende ed enti, che invece Instagram c’è ed oggi ci porta anche ad un uso molto radicato e profondo, più di quanto ci aspetttiamo.

    Ilaria

  2. Matteo Borsacchi // 21 maggio 2015 a 11:16 // Rispondi

    Grazie a lei per la preziosa testimonianza e per l’ottimo lavoro della vostra community.
    Non è la prima volta che nelle nostre analisi emerge la centralità di @igersitalia. Confronti questo post sulla #SMWmilan in cui gli instagrammers italiani emergono come terzo account più citato (dopo quello ufficiale e lo sponsor) e primi fra gli hashtag:
    http://www.misurarelacomunicazione.it/2015/03/04/smwmilan-i-protagonisti-su-twitter-utenti-brand-topic-e-strumenti-infografica/

  3. Grazie per il lavoro ed aver messo a disposizione i dati . Come dice Ilaria tutto ciò serve per dare prova empirica ai diffidenti.
    Domanda – e speranza- avete in mente di fare uno studio simile legato alle Regioni Italiane e Province? Possiamo aiutarvi in questo?
    Buon Lavoro.

    Isabella

  4. Matteo Borsacchi // 21 maggio 2015 a 11:40 // Rispondi

    Arriverà a brevissimo uno studio sulle regioni. Potete aiutarci dandogli visibilità e discutendone insieme :)

  5. Scusate se vado controcorrente, ma mi sembra una ricerca abbastanza approssimativa: per esempio mancano hashtag come #brasile #GreatBritain #inghilterra #cina #spagna #espana #giappone #germania…. Insomma, tutti i nomi in italiano sono stati esclusi e non sono stati considerati i vari accenti, che c’è chi li mette e chi no. Credo quindi che tutte le varianti si sarebbero dovute valutare in questa analisi.

    • Roberto Ricordy // 5 ottobre 2015 a 15:08 // Rispondi

      Ciao Simone, grazie per il tuo commento. La ricerca, come specificato all’inizio del post, si concentrava su un campione circoscritto ossia i tag dei 12 paesi confrontati, tradotti nelle seguenti lingue: inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, francese, svedese, polacco, turco, arabo, russo, cinese e giapponese. Per questo motivo mancano i corrispondenti in italiano. Sugli accenti e le varie possibilità abbiamo deciso di considerare esclusivamente il nome esatto del paese per evitare l’infinità delle varianti (e degli errori) che avremmo dovuto considerare, anche nelle lingue più complesse (ad esempio cinese, russo e giapponese).

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