Tiffany Watt Smith e le nuove “e-mozioni”

Le emozioni sono l’ombelico del web, scrive la giornalista Laura Piccinini in un interessante articolo pubblicato qualche giorno fa su Repubblica. Per i social network intercettarle ma anche misurarle è un diventato un must, “perché le nostre reazioni emotive sono la vera valuta della Rete”. Ed è per questo che gruppi di start up hanno ideato software e algoritmi in grado di riconoscere le principali emozioni umane (su questo si rimanda ad un articolo del New York Times di qualche tempo fa). anche Vital-Radio, il radar wifi creato dai ricercatori del MIT di Boston con lo scopo di rilevare battito cardiaco e respiro delle persone in una stanza, più che per questioni di salute potrebbe essere utile, secondo gli stessi ricercatori, come indicatore di stati emozionali di piccole folle.

book-of-human-emotion_0Ma quali sono i nostri stati emozionali, come sono cambiati e quanto riflettono il ruolo pervasivo di social web e teconologie? E’ questo il punto di partenza di “The Book Of Human Emotions“, il nuovo libro di Tiffany Watt-Smith, ricercatrice del Centre of History of Emotion alla Queen Mary University di Londra. Un catalogo di 156 emozioni “che non avremmo potuto provare prima o sapevamo di provare ma non avevamo le parole per dirlo”.

Dalla Ringxiety, l’ansia della chiamata fantasma che ti fa prendere in mano il telefonino paranoicamente per nulla, all’Ambiguphobia, la paura di essere fraintesi che ti spinge ad inviare tante email anziché una.

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