L’Expo ha gli occhi a mandorla

Forte impatto mediatico sulla stampa di Cina e Giappone: supera quello di Uk, Stati Uniti e Russia. Più debole l’interesse dei principali paesi dell’America Latina.

MonItaly, il monitoraggio in progress della visibilità dell’Italia sulla stampa internazionale  e sul web di 12 aree linguistiche, ha misurato l’impatto di Expo sulla visibilità dell’Italia nel periodo maggio-ottobre.

Ecco i risultati.

Expo e la visibilità del brand Italy

La visibilità di Expo non ha inciso in modo determinante su quella dell’Italia: 10% sul web, 7% sulla stampa. Anche rispetto ai 6 mesi precedenti (novembre 2014-aprile 2015) non c’è stata un impennata significativa di visibilità sull’Italia: il numero di articoli è cresciuto solo del 4,6% sulla stampa internazionale e del 6,9% sul web.

Expo quindi non è stato un elemento trainante per la visibilità del nostro paese. Il motivo? Il brand Italy è in gran parte legato a vicende politiche (sia attuali che  passate), economiche e di cronaca, meno a cultura e intrattenimento.

Sorpresa Cina e Giappone

Tra i paesi che hanno mostrato maggior interesse per Expo spiccano, sulla stampa, Cina e Giappone. In particolare la stampa giapponese è al primo posto seguita da Germania e Cina.  L’inglese schiaccia le altre aree linguistiche sul web, dove quello che più colpisce è la terza posizione dell’arabo.

Anche dalla mappa delle parole più associate ad Expo è possibile trarre alcuni dati interessanti: sulla stampa parole come Putin, Russia, Renzi, Toyama mostrano un maggior interesse per l’aspetto istituzionale di Expo. Al contrario sul web prevale l’aspetto legato più alla visita dei padiglioni.

Milano e Expo

Rispetto all’impatto che Expo ha avuto sulla visibilità dell’Italia, quello avuto sulla città che lo ha ospitato è molto più evidente. La visibilità di Milano è cresciuta del 50% sulla stampa internazionale e del 65% sul web. L’evento ha dato quindi una forte spinta alla visibilità della città e potrebbe aver contribuito a modificarne in parte la percezione, da sempre più legata ad economia, industria e finanza, meno a turismo, arte e cultura.  Lo vedremo nei prossimi mesi.

infografica

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