Più libri e meno telefoni

Più libri italiani all’estero, il 2015 ha registrato un netto aumento delle vendite fuori dai nostri confini. E quindi più libri di editori italiani. Mentre è ormai un dato che va consolidandosi nel mondo il rallentamento della crescita degli smartphone. E quindi meno telefoni in prospettiva. Che vuol anche dire che quelli che abbiamo faranno sempre di più anche altro. Come anche farci leggere libri o fare pagamenti

Immagine

 

Articolo di Ildegarda Ferraro

Più libri

Nel capitolo sorprese si può inserire questa tendenza di crescita dell’editoria italiana fuori dai confini nazionali. Lo ha registrato l’Associazione Italiana Editori, l’AIE, rilevando che nel 2015 le case editrici italiane hanno aumentato le vendite fuori dai confini nazionali per l’11,7%. I numeri non sono enormi ma il trend è costante. L’aumento è di quasi il 70% rispetto al 2007, tra il 2001 e il 2015 la vendita di diritti è cresciuta di oltre il 200%. I titoli venduti nel 2015 rappresentano il 9,5% delle novità pubblicate dalle case editrici italiane, mentre nel 2007 erano il 3,2% (leggi qui). È quanto emerge dall’e-book “Mercanti di storie. Rapporto sull’import/export di diritti 2016”, realizzato dall’AIE per conto dell’Ice per la Fiera internazionale del libro di Abu Dhabi. I numeri, come si diceva, sono meno d’impatto della tendenza. L’aumento di +11,7% rispetto al 2014 corrisponde infatti alla vendita di diritti di quasi 6 mila titoli. Naturalmente ci sono anche gli acquisti, che corrispondono invece a un +2% rispetto all’anno prima per un totale di oltre 10 mila titoli. Insomma, gli editori italiani comprano ancora più titoli di quanti ne vendano, ma gli acquisti complessivi crescono del 38,2% sul 2007, meno della crescita del 70% sul 2007 dell’export. Quasi un titolo su dieci ha un mercato estero. Nel 2001 era il 3,2%.
Immagine
Oltre i nostri confini sono interessati soprattutto alla narrativa e ai libri per bambini e ragazzi. Le fiere e le missioni internazionali sono un’importante via per la vendita dei diritti. Ultimo capitolo, comincia ad accreditarsi la produzione italiana in lingua estera. Si tratta di libri in genere molto specializzati, commercializzati attraverso distributori locali. Piattaforme per far conoscere la nostra editoria, come per esempio Books in Italy, traduzioni e politiche di incentivi alle traduzioni, oltre ai premi sono altri aspetti da non sottovalutare.

Meno telefoni

La crescita degli smartphone rallenta, che probabilmente non vuol dire che potremo farne a meno, ma solo che in prospettiva ognuno di noi si fermerà e non arriverà ad avere ancora più telefoni. Insomma, in prospettiva non avremo quattro smartphone a testa. È un’iperbole ovviamente. È vero che comunque tutti i segni danno una crescita non più galoppante. La notizia non è più solo per gli addetti ai lavori. L’articolo di Jaime D’Alessandro su Repubblica riporta che “L’innovazione è finita smartphone in calo”. La Apple ha registrato una trimestrale negativa. “Non accadeva da tredici anni – scrive D’Alessandro – L’utile netto è stato di ‘soli’ dieci miliardi e mezzo di dollari contro gli oltre tredici dello stesso trimestre del 2015. Questo significa, fra le altre cose dieci milioni di iPhone in meno”.
È da un po’ che appaiono servizi in questo senso. Nel 2015 c’è stata una crescita buona, ma non eccezionale degli smartphone, le vendite hanno toccato 1,4 miliardi con un incremento del 12,3% rispetto al 2014. Ma il dato significativo è soprattutto il quarto trimestre del 2015, quello in genere più ricco dell’anno. E appunto nel quarto trimestre 2015 la crescita si è fermata al 6%. È che ormai si tratta di mercati maturi. Anche in Cina. Si registrano difficoltà per Samsung e per Apple (leggi qui). E anche le stime per il 2016 non sono rosee, si parla di crescita dimezzata.
Insomma, non avremo più smartphone di quanti già non ne abbiamo. È però molto probabile che li useremo per fare sempre più cose. Per i pagamenti per esempio o anche per leggere un libro.

 

Ildegarda Ferraro è responsabile Ufficio Stampa ABI.
Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*