Scuola digitale: italiani bocciati in competenze digitali

Secondo l’OCSE, gli studenti italiani sono i 23° per competenze digitali in Europa. Didattica da svecchiare, social network demonizzati.

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All’esordio del prossimo anno scolastico, spunta un dato disarmante: secondo l’OCSE, gli studenti italiani si piazzano al 23° posto per competenze digitali in Europa. Da tempo demonizzate e tenute lontano dagli studenti, le nuove tecnologie non riescono a impiantarsi nell’apparato scolastico italiano, troppo austero e anacronistico.

Il dato è confermato dalla ricerca TALIS 2013 (The Teaching and Learning International Survey), un rapporto della Commissione Europea che analizza lo stato di salute delle politiche dell’istruzione in 19 stati europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Spagna, Finlandia, Francia, Croazia, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Svezia, Slovacchia e Regno Unito.

Il prospetto della situazione italiana non è dei più incoraggianti: il 36% dei docenti non ha competenze in materia di didattica digitale e ben l’80% di essi ricorre all’interrogazione orale come metodo di valutazione (nei Paesi TALIS la percentuale scende al 49%). Anche le infrastrutture scolastiche non sembrano favorire la digital literacy: anche se il 70% delle aule è connessa a internet, la larghezza della banda non è sufficiente per lo svolgimento delle attività online.

Oltre alle difficoltà tecniche, nel sistema scolastico italiano aleggia una completa intolleranza nei confronti dei social network, primo fra tutti Facebook. Se un tempo erano i pizzini scambiati tra i banchi a provocare l’ira funesta degli insegnanti, adesso sono le notifiche a spaventare i docenti. Eppure un approccio diverso è possibile: perché non sfruttare le qualità del social per svecchiare la didattica? I gruppi Facebook, aperti, chiusi o segreti, possono essere di supporto all’insegnamento; allo stesso modo, anche l’aggiornamento del proprio profilo personale può stimolare la condivisione delle idee e l’esercizio della scrittura. Senza dimenticare l’importanza della netiquette, ovvero l’identificazione del tono giusto da utilizzare nella scrittura online.

Il prossimo anno scolastico è ormai alle porte: riuscirà la didattica a “fare scuola” anche attraverso i social?

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