Lettera da Tokyo. C’è un futuro per la comunicazione interna?

Segnale forte a luglio, in un convegno sulla comunicazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università di Tokyo. La comunicazione esterna continua ad avere una posizione di rilievo nell’agenda dei top manager e nei budget delle 30 maggiori corporation giapponesi, al netto dell’advertising. Al contrario, la comunicazione interna è entrata da anni in una spirale al ribasso al momento senza correzioni. Gli indicatori:

  • Totale scomparsa dei servizi di comunicazione interna come strutture autonome. Questi servizi, quando esistono ancora sulla carta, sono completamente riassorbiti nelle Direzioni del personale/Human Resources. La comunicazione interna è solo uno dei molti strumenti delle strategie di HR delle aziende, e in posizione marginale.
  • Riporto gerarchico non più ai vertici aziendali o alle Direzioni generali, ma a prime linee interne, e spesso non direttamente o univocamente. Come commentava con tono mesto uno dei relatori, nessuno dei capi-azienda e direttori generali (una figura complicata in Giappone) di queste corporation manifesta un qualsiasi interesse per la comunicazione interna, né incontra i responsabili, si coinvolge direttamente nei progetti, pone obiettivi e/o chiede di conoscere risultati.
  • Diminuzione comparativa dei budget e delle risorse umane assegnate. I numeri assoluti possono essere stabili, ma altre strutture di comunicazione crescono a due cifre di anno in anno, escludendo dal conteggio gli investimenti pubblicitari (per es. le Relazioni esterne)
  • Crollo del n. di articoli e interventi su temi di comunicazione interna nelle riviste tecniche e divulgative di management, gestione aziendale e comunicazione, sia giapponesi che internazionali
  • Mancata innovazione negli strumenti utilizzati. Il canto del cigno sembra essere stato le tv interne, strumento ormai logoro. Tutti gli altri strumenti sono praticamente eguali a se stessi da almeno un decennio.
  • Monitoraggi del clima aziendale banali, quantitativi, standardizzati, senza nessuna volontà di inseguire livelli qualitativi o fenomeni carsici complessi.
  • Spostamento di una parte importante dell’attività di comunicazione interna verso i social media e i canali esterni, con strategie at large definite “di rimbalzo” e gestite di solito dalle Relazioni esterne.

 

Mi fermo qui. Le grandi aziende giapponesi hanno spesso anticipato trasformazioni che hanno raggiunto l’Occidente dopo qualche anno. C’è di che riflettere.

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