Elezioni USA: la sconfitta di Hillary Clinton su Twitter

Sconfitta Hillary Clinton. La sua strategia su Twitter rivela un errore fondamentale di gestione della sua campagna. Maggiore l’engagement per Trump.

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Sconfitta Hillary Clinton. Che ne è stato su Twitter? Abbiamo monitorato gli account ufficiali di Donald J. Trump e Hillary Clinton dall’1 novembre alla notte di martedì 9. Quali i risultati? L’engagement online è coerente con il dato della vittoria?

Tutti i dati di Eikon Strategic Consulting:

  • più attiva su Twitter Hillary Clinton con 355 contenuti (contributi originali e retweet). 166  i post di Donald Trump, meno del 50%  della Clinton. Questa scelta non ha certo penalizzato il candidato repubblicano
  • di molto maggiore l’engagement per Trump con 1.636.915 retweet 3.810.152 likeLa candidata democratica ottiene, invece, 1.274.511 retweet 2.749.212 like
  • Hillary Clinton cita Trump in 58 tweet, pari al 16,3% dei suoi tweet totali. Dal canto suo, Trump menziona Hillary in 14 tweet (8,4% dei suoi contenuti). Una strategia molto diversa. Evidentemente l’attacco social della Clinton al suo competitor non ha giovato alla sua campagna, anzi ha ulteriormente mantenuto Trump al centro della scena impoverendo la comunicazione di Hillary Clinton
  • followers: Hillary Clinton passa da 10.276.655  10.373.962 follower con una variazione percentuale positiva di 0,9%. Calo leggero invece per Donald Trump che passa da 13.259.917 a 13.155.915 follower con una perdita pari a – 0,8%.

Poniamo a confronto i post più retwittati dei due candidati:

Il tweet di Trump è in linea con il tono della sua campagna elettorale, basata prevalentemente sul senso di appartenenza e sul patriottismo.

Più caldo lo stile adottato da Hillary Clinton che si presenta su Twitter come a wife, a mom, a granma..

Vediamo ora le word cloud dei due account ufficiali

Quella di Trump (qui sotto) mostra chiaramente i concetti chiave veicolati nel corso della campagna elettorale, e alcuni hashtag che hanno avuto una buona viralità (#DrainTheSwamp).

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Nella word cloud della Clinton non è presente alcun hashtag, ma predomina Trump. Questo conferma il peso significativo che ha avuto l’attacco social al candidato repubblicano nelle strategie di comunicazione di Hillary Clinton. Una scelta che si è rivelata perdente: invece di usare Twitter soprattutto per proporre il proprio messaggio/programma, il team della Clinton lo ha usato per attaccare l’avversario. Questo perché assumevano come stabile e sicura l’appartenenza dei propri target di riferimento. Lo strumento Twitter in questo modo è stato impoverito, e ha paradossalmente focalizzato ancora di più l’attenzione sul candidato repubblicano.

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