“Il tempo degli uomini”: Cristina Cenci ospite a Unomattina

“Non cambi mai” è una di quelle frasi che a tutti gli uomini è stata detta almeno una volta. E invece si cambia, sempre. Cambiano i desideri, le emozioni, le priorità. Anche degli uomini. E’ quanto emerge dalla ricerca “Il tempo degli uomini” condotta da Eikon Strategic Consulting in collaborazione con La 27ora e con il contributo non condizionato di Ibsa Farmaceutici Italia.

Il 45% dei 2mila uomini tra i 18 e i 72 anni intervistati afferma che l’uomo oggi sta cambiando.

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Abbiamo osservato e discusso per anni il cambiamento delle donne, la lotta quotidiana per la parità di genere che parte da chi rifà il letto la mattina,  passa per chi carica la lavastoviglie e termina con chi mette a letto i bimbi. In mezzo all’amorevole lotta, c’era sempre stato un dato schiacciante: se si guadagna e quanto si guadagna. Un vessillo grazie alla quale l’uomo ha utilizzato per anni un meraviglioso e inattaccabile alibi per esimersi dalla cura della casa e della famiglia. 

I risultati della ricerca “Il tempo degli uomini” ci dicono che questo tempo sta finendo. Il 25% degli uomini si vede rappresentato nell’immagine di una passeggiata mano nella mano col proprio partner, solo l’8% immerso in una telefonata di lavoro.

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Il sogno (presunto) di molte donne si sta avverando: lo stereotipo dell’uomo che porta i soldi a casa e mette al primo posto la carriera sta scomparendo. Per cedere il posto a un nuovo uomo romantico, che sogna di passeggiare mano nella mano con il proprio partner e di dedicarsi alla cura dei propri figli. Un uomo che ha ridefinito le proprie priorità, forse per bilanciare la “fuga” silenziosa e lenta della donna dal focolare.

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Ieri Cristina Cenci è stata ospite su RAIUNO alla trasmissione Unomattina per raccontarci i risultati della ricerca.

Il suo intervento è visibile sul sito Raiplay  al  minuto 01:09:50.

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2 Commenti su “Il tempo degli uomini”: Cristina Cenci ospite a Unomattina

  1. Aveva ragione da vendere Susan Sontang quando scriveva >> Ciò che più è bello in molti uomini virili è qualcosa di femminile. Ciò che più è bello nelle donne con femminilità è qualcosa di mascolino>>

  2. Solitamente, nei gruppi da me condotti con la scrittura , le donne prevalgono nettamente sugli uomini. Quest’ultimi, in genere, rivelano più timore nel mettersi in gioco, mostrano più fatica a rendere esplicite le loro emozioni, le loro fragilità. È anche vero, però, che quando gli uomini si lasciano andare un poco di più, quando oppongono meno resistenza, i loro scritti sono intensi, assai profondi, avvolti da una diffusa e ricca sensibilità. Anche per questo nei gruppi spesso è l’uomo l’elemento catalizzatore, colui che manifesta un’interiorità maschile colma di risonanze, suggestiva. È da soggetti maschili di questo genere che impariamo quanto la sensibilità non abbia colore né sesso. La parte “dolce” da loro espressa ci restituisce, in tal senso, una sensibilità frettolosamente e principalmente attribuita alla donna, al genere femminile, senza troppo riflettere sul pregiudizio che troppo spesso si cela dietro questa attribuzione. Lavorandoci insieme e ascoltandoli, scopriamo la parzialità o la totale falsità di questo diffuso giudizio: il lato “femminile” dell’uomo esiste e non aspetta che manifestarsi alla prima valida occasione. Rimosse le barricate autoprotettive, abbattuti i muri della diffidenza e del preconcetto, la storia raccontata dall’altro spesso penetra la scorza, trapassa la corazza e giunge a toccare nel maschio le corde giuste, le stesse che vibrando faranno scattare in lui l’apertura verso l’altro, attraverso il proprio racconto autobiografico, fiduciosamente offerto. Questo processo di apertura, di sempre più vasti spiragli nella corazza protettiva, se non caratteriale, in molti individui di sesso maschile è solo all’inizio, ma sono sicura che assisteremo presto ad un’inversione di tendenza, perché anche il sesso forte di un tempo oggi è consapevole della necessità di non procrastinare oltre il processo di auto-analisi e di libera espressione emotiva, capaci di far superare con naturalezza fragilità, difficoltà e ansie diffuse a lungo occultate. L’auto-critica, indotta e rafforzata anche dall’atto della scrittura autobiografica, non potrà che far emergere forze nuove, energie sane, desideri positivi, soggettivamente e socialmente condivisi.
    Sonia Scarpante Presidente Associazione ” La cura di sé”

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