La bellezza della lumaca

La cosmetica italiana registra risultati sempre più positivi. Nel 2016 il fatturato globale del settore ha superato i 10,5 miliardi, con un +5% rispetto all’anno precedente. L’export sale del 12%. In Italia si produce il 60% del make up diffuso poi da altri a livello globale. E la ricerca cresce e punta sul naturale, come la bava di lumache. Mentre la tecnologia sostiene i processi

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Articolo di Ildegarda Ferraro

Lumache

Lenta ma inesorabile procede l’avanzata della lumaca. No, non è una storia mitologica riapparsa dal buio dei secoli di una gara vinta dall’animale addirittura più lento della tartaruga. È la realtà dei fatti in campo cosmetico. Avevo letto di quanto la bava di lumaca stesse conquistando posizioni nel campo della cosmesi. E alla fine, pianin pianino sono stata raggiunta anche io. Proprio io che avevo resistito al siero di vipera, al caviale e a molte delle diavolerie che sono nelle pozioni di bellezza. Il problema è che la primavera è nell’aria e davvero non si resiste a una crema nuova o a una diversa fragranza, come dicono quelli che fanno del profumo una professione. Sarà anche che il Cosmoprof, il più importante appuntamento con la bellezza che quest’anno a Bologna ha compiuto cinquant’anni, riempie gli spazi con immagini accattivanti di tutto quanto può renderci più piacevoli. Penso per esempio agli speciali dedicati alla bellezza, come quello allegato al Corriere della Sera. E così alla fine anche io sto con le lumache, nel senso che ho comprato una crema con i principi attivi della sua bava. Che è un po’ come pensare ai filtri con scaglie di drago, ali di pipistrello e tutto quanto deve essere in un buon rimedio da strega.

 

Il siero di vipera va abbastanza ma certo le lumache conquistano spazi. Avevo letto un po’ di tempo fa che le lumache non conoscono crisi (clicca qui), che la regione con più allevamenti è la Sicilia, seguita dalla Sardegna e dal Piemonte, oltre all’indicazione che non occorre un grande investimento per avviare un’impresa. Tre o quattro anni fa si parlava di un investimento iniziate di circa 20 mila euro per aprire un allevamento di un ettaro. Con guadagni più che dignitosi. Oggi, se si cerca su Google, ci sono intere pagine su quanto si guadagna ad allevare lumache, quanto terreno occorre e tutto il resto. E appaiono racconti di chi ha cambiato lavoro per dedicarsi all’elicicoltura, che è la dizione tecnica di questa pratica (leggi qui) ). L’Italia continua ad importare più del 50% del proprio fabbisogno, che è intorno alle 41mila tonnellate, e le quotazioni sono in costante crescita. E quello che fa la differenza è la cosmetica.

La cosmetica italiana leader nel mondo

La cosmesi in Italia nel 2016 ha registrato un fatturato di oltre 10,5 miliardi di euro, con una crescita del 5%. Una tendenza che le stime prevedono venga replicata nel 2015 con una crescita analoga, come riporta il report su Congiuntura, trend e investimenti di Cosmetica Italia. L’export, che è la vera marcia in più, nel 2016 ha messo a segno un +12% con quasi 4300 miliardi. Esportiamo soprattutto in Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna.
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E poi ci sono alcune chicche, per esempio la crescita doppia delle esportazioni negli Emirati Arabi Uniti soprattutto per la profumeria. Circa i canali di distribuzione vanno bene i centri estetici, le erboristerie, le profumerie e le vendite a domicilio e per corrispondenza. Segnali di contrazione invece nella grande distribuzione. L’Italia è anche il Paese che secondo le stime produce circa il 60% del make up che viene poi diffuso da altri paesi.
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Il Cosmoprof, il grande salone dedicato alla bellezza, è un’ottima occasione per catalizzare l’attenzione sulla cosmetica, una delle eccellenze italiane. 250mila visitatori, provenienti da 150 paesi, 16% in più di operatori esteri, 2.677 aziende esportatrici da 69 paesi. Spazi e interesse certamente ai massimi livelli per il cinquantenario di una fiera che fa il punto su un comparto che obiettivamente va bene. Firme di primo piano, come Laura Laurenzi su Repubblica e Giusi Ferré sul Corriere della sera, ne hanno scritto.

Natura

I prodotti naturali e verdi sono particolarmente al centro dell’attenzione. Naturale è una tendenza in costante crescita. In una recente ricerca del Centro studi Cosmetica Italia nelle conversazioni on line tra consumatori e tra azienda e consumatori emergono in primo piano le parole “naturale”, “biologico”, “sostenibilità”, “valore”.
E tutto torna, le lumache ma anche gli scarti di nocciole usate per la cosmesi (leggi qui). E poi il siero di vipera, l’orchidea, la vaniglia, lo zafferano, il caviale, il tartufo. Non mancano metalli e pietre preziose, perle, ambra, diamanti, oro, rubini, tormalina rosa (leggi qui).
La tendenza è così sentita da essere l’obiettivo di Natrue, l’associazione internazionale che promuove la cosmesi naturale e biologica rispettando standard predefiniti.
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E tecnologia …

Se la natura conquista posizioni, la vera spinta alla competitività per le aziende cosmetiche viene dagli investimenti in ricerca e sviluppo. Come mette in evidenza il Centro Studi Cosmetica, ”Il secondo semestre del 2016 registra, come nell’intero 2015, una decisa previsione di aumento, segnalata dal 51% degli intervistati”. Anche il web ha la sua parte. Spicca l’utilizzo dei social media per la vendita, la geolocalizzazione per le promozioni e offerte, l’uso delle app per creare un legame diretto di contatto tra consumatore e azienda.

La bellezza è donna. Ma gli uomini non sono da meno

Se è chiaro che le donne non possono fare a meno dei prodotti di bellezza, comincia ad essere evidente che anche gli uomini apprezzano. La ricerca dell’Istituto Directa di Milano dedicata “all’attenzione al benessere e alla cura di sé che ha l’uomo in Italia” ha rilevato che la popolazione maschile in Italia spende sempre di più in prodotti cosmetici specifici. Secondo gli esperti è il settore destinato ad avere un buono sviluppo nei prossimi anni. Depilazione, manicure, barba e anche chirurgia estetica sono sempre più gettonati. Io, intanto, mi accontento della mia nuova crema alla bava di lumaca.

 

Ildegarda Ferraro è responsabile Ufficio Stampa ABI.
Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte.

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