Fiori e denaro

Crescono a ritmo sostenuto le esportazioni dei nostri fiori. Un comparto ricco che basa il suo successo anche sulla tecnologia e sull’innovazione e che sa guardare quindi avanti. E il “bonus verde”, che permette detrazioni per le spese sostenute nel 2018, potrà avere buoni effetti in Italia

 

fondo de flores

 

Articolo di Ildegarda Ferraro

I nostri fiori stanno bene. E vanno alla grande. Fabrizio De André cantava che “dai diamanti non nasce niente…”, qualche dubbio sinceramente io lo ho perché la felicità di chi li riceve un peso deve pure averlo. Il bello è che dai fiori invece nasce denaro. Gli ultimi dati hanno fatto registrare quasi 832 milioni di euro di export dalle nostre piante, un record, con una crescita del 28,3% negli ultimi dieci anni. È quanto ha messo in luce la Coldiretti su dati Istat (leggi qui) in occasione di Euroflora, la più grande fiera del florovivaismo in Italia con circa 200 mila visitatori a Genova. I primi mesi del 2018 stanno consolidando questa buona tendenza. A gennaio di quest’anno si è infatti registrata una crescita del 21,5%

Dove vanno i nostri fiori

Esportiamo in Germania, Francia, Paesi Bassi, Uk e Belgio. Per gli arbusti anche Spagna, Turchia e Svizzera. Vanno soprattutto piante, alberi, arbusti e cespugli da esterni. Per le rose, hanno la meglio quelle coltivate in Kenia e Etiopia o in Sud America e Olanda. Siamo comunque leader con calle, garofani e verde. Andiamo così bene da compensare ampiamente le importazioni visto che la bilancia commerciale fa segnare a nostro favore un +283 milioni.

I nostri fiori sono tech

Fiori e piante sono un settore che in Italia ha un giro d’affari di tutto rispetto: 2,5 miliardi, circa il 5% della produzione agricola, 100 mila occupati, 27 mila aziende, 29 mila ettari coltivati. E certo questo successo si base anche sulla tecnologia e sull’innovazione. Nascono nuove varietà, che rispondono alle nuove domande del mercato e la ricerca sta dietro alle esigenze di sicurezza fitosanitaria. Per valorizzare la nostra produzione è nata l’etichetta “Piante e fiori d’Italia”. In Veneto per le aromatiche è nata un’etichetta con Qr code, che permette con uno smartphone di avere tutte le informazioni sul luogo di produzione, le caratteristiche della pianta e le soluzioni migliori per farla crescere.

Il “bonus verde”

Anche in Italia c’è un nuovo amore per piante e giardini. E certo può aiutare il “bonus verde”, che consente una detrazione fiscale delle spese sostenute nel 2018 per gli interventi in aree private o condominiali. Tutte le informazioni sono reperibili facilmente su sito www.casa.governo.it e su quello dell’Agenzia delle Entrate.
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Il verde viene sempre più associato a un vero e proprio indicatore di qualità della vita anche in termini di lotta all’inquinamento. Come ha precisato la Coldiretti una pianta adulta può catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di verde può eliminare anche 20 chili di polveri e smog in un anno.

Con zappa in orti e giardini

C’è proprio una nuova passione italiana per il verde. Più di sei italiani su dieci dedicano parte del tempo libero all’orto, alle piante ed ai fiori. Emerge dallo studio di Coldiretti/Ixè su “Italiani popolo di hobby farmers” (leggi qui), presentato a Bari alla manifestazione #stocoicontadini. Accanto a chi lo fa per hobby c’è anche un milione e 200mila persone che qui da noi coltivano almeno un ettaro di terreno ad uso familiare o per avere un piccolo reddito integrativo.
Questa nuova passione si fa sentire anche nella vendita di macchine per il giardinaggio, che nell’ultimo anno hanno fatto registrare un incremento del 7,3% per i trattorini e del 18,5% per i tosaerba robotizzati. Una passione sana questa del verde e che fa bene un po’ a tutto.

 

Ildegarda Ferraro è responsabile Ufficio Stampa ABI.
Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte.

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