Essere e benessere

Sviluppo, crescita, miglioramento sono obiettivi pubblici e privati. Tutti puntiamo a stare meglio. Nel benessere c’è un po’ di tutto: movimento, alimentazione, serenità. E la tecnologia e l’innovazione possono davvero dare una mano, anche nelle nostre scelte singole

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Agli atti resta sempre il vecchio amletico dilemma “essere o non essere”. Se la scelta cade su “essere”, allora un po’ di “benessere” è quasi un corollario necessario. Insomma, si punta a stare meglio come paesi e come persone. Benessere che racchiude un po’ tutto. La forma fisica e l’allenamento mentale. Che forse sono parte della forma primaria dell’essere. L’invecchiamento sano e un minimo di “felicità”, un po’ di riposo e tutto quanto fa star bene. In tutto questo la tecnologia e l’innovazione hanno un loro peso.

Tutto quanto fa benessere

Nel capitolo c’è tutto: l’alimentazione e la salute, la cura dell’aspetto fisico, compresa la cosmetica e l’abbigliamento, il movimento e l’attività fisica, il riposo fisico e mentale, il turismo, la cultura e l’informazione. E in tutto questo non manca mai una buona dose di presenza di ingegneri ed esperti digitali che svolgono la loro parte nel campo.

L’arte del wellness

Technogym, la grande azienda produttrice di attrezzi per lo sport e il tempo libero, ne ha fatto un’industria che va per la maggiore. Non siamo fatti per stare fermi. E nel nostro star bene è compreso un po’ di costante movimento. Che va dal passeggiare, che placa e aiuta anche a chiarirsi le idee, al fitness più intenso.
Un italiano su quattro fa regolarmente sport. Con i bambini questa percentuale sale a sei su dieci (leggi qui). Non è poco in un Paese normalmente disegnato come pigro e sedentario. Muoversi fa guadagnare vita e salute. Insomma, gli italiani puntano sul fisico. Ed è un business molto ricco, un mercato da 10 miliardi l’anno in Italia e 26 in Europa (leggi qui e anche qui e ancora qui). E noi cominciamo ad essere centrali. Quest’anno per la prima volta l’Italia ha ospitato il Global Wellness Summit, l’incontro che riunisce i rappresentanti internazionali dell’economia del benessere, all’interno del Technogym Village.

Benessere e tecnologia

In questo l’innovazione e la tecnologia aiutano non poco. Basti pensare a quanto contano nelle nostre vite i telefonini, i mobile che sono la nostra voce e la nostra croce, ma anche i nostri allenatori. App dedicate contano i nostri passi e mettono a punto i nostri allenamenti. C’è una vera e propria svolta digitale nel mondo del fitness (leggi qui).

Più ti alleni più stai bene. Anche in ufficio

Muoversi aiuta. Sembra assodato che l’attività fisica faccia bene anche alla motivazione e alla produttività (leggi qui). E l’ufficio con piccole accortezze può essere quasi una palestra. Vanno sempre di più fitball per sedersi, piccoli accorgimenti come scrivanie alte e alzarsi periodicamente.
Poi certo in ufficio conta anche la pazienza, i sorrisi e confidenze che fanno sentire in un ambiente empatico.

Patto tra alimentazione e salute

Benessere, ma anche prima essere, è che cosa mangiamo. Ormai guardare alla filiera di produzione è quasi un comandamento. E così la blockchain, la catena dei nodi, viene applicata anche alla tracciabilità del pollo.
Benessere è naturalmente salute. E molto passa dall’alimentazione. Il patto tra alimentazione e salute è stato siglato a Milano tra Clan – Cluster Agrifood Nazionale e Alisei (leggi qui), un’alleanza tra operatori del food e della farmaceutica per allungare la vita. Anche con i big data. Partire da cose semplici come la dieta mediterranea per andare verso la “dieta personalizzata” e dare concretezza a “medicina personalizzata, predittiva, preventiva e partecipata (P4)”. Insomma, l’obiettivo è “rafforzare le caratteristiche di comportamenti alimentari e stili di vita volti a ridurre l’incidenza di patologie legate alla dieta, a soddisfare specifiche esigenze nutrizionali e a favorire un invecchiamento in salute”.

E poi c’è il bio

Il cibo verde vale 3,5 miliardi, a cui si aggiunge l’export che ne vale quasi 2 miliardi. Piace agli italiani e a 60 mila aziende (leggi qui). Cambia la prospettiva, si preferisce spendere un po’ di più invece che puntare sulla quantità. E molte aziende agricole, vista la domanda, avviano un processo di riconversione al biologico.

A dieta per essere felici

Il rapporto cibo e felicità è un sempreverde, come d’altra parte cibo e benessere. E non sempre i due rapporti sono simili. Si può essere molto felici mangiando cibo spazzatura che certo non si adatta al benessere. Da una parte la linea edonista, dall’altra quella salutista. Quello che ora può fare la differenza è cercare di far coesistere piacere e salute. La risposta è probabilmente nella dieta mediterranea con un po’ di variazioni. Anche in questo la tecnologia può aiutarci non poco per tenere tutto sotto controllo e organizzarsi al meglio. Le ultime ricerche mettono in luce che può combattere la depressione un regime alimentare sano, ricco di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, pesce e carne, latticini, uova e olio d’oliva, evitando cibi processati, bevande zuccherate e alcolici, farine raffinate e dolci (leggi qui). Un bicchiere di vino rosso ha un suo posto riconosciuto.
Anche quando mangiare conta. I ritmi circadiani influenzano il sonno e anche il metabolismo. Così sarebbe bene tenersi leggeri la sera e cominciare con una ricca colazione la mattina. Va sempre di più la tesi che si è magri e scattanti perché non si sta a dieta e si sta bene, non perché ci si assoggetta a regimi stringenti (leggi qui).

Il segreto della longevità

Chiacchierare placa. E pure passeggiare. Leggere e incontrare gli amici fa certamente bene. Sembra soprattutto che ci sia una soglia topica a cui stare attenti. Mantenere uno stile di vita sano tra i 55 e i 70 pare faccia proprio la differenza (leggi qui). E poi conta scambiare idee e progetti, fa bene anche parlare con gli sconosciuti in fila o per esempio in treno (e anche qui). Scegliere un libro e magari leggerlo in gruppo a voce alta può quasi essere una terapia (clicca qui).

Gioie

Una sintesi semplice ed efficace delle piccole cose che danno benessere si trova in moltissime analisi. Credo però che una poesia possa dare un quadro completo. Bertold Brecht, il grande poeta tedesco che in genere non si associa alla gioia, traccia una mappa chiara.

Piaceri (Bertolt Brecht)
Il primo sguardo dalla finestra al mattino
il vecchio libro ritrovato
volti entusiasti
neve, il mutare delle stagioni
il giornale
il cane
la dialettica
fare la doccia, nuotare
musica antica
scarpe comode
capire
musica moderna
scrivere, piantare
viaggiare
cantare
essere gentili.
Le poesie vanno recitate. Probabilmente andrebbe ascoltata in tedesco. Forse è una trasgressione dirla in italiano. Trasgressione della trasgressione lascio qui agli atti la versione dell’attore Rocco Papaleo.

Fermarsi, o meglio la gioia di perdersi qualcosa

Star bene vuol anche dire fermarsi ogni tanto. L’acronimo che va per la maggiore ora è Jomo, Joy of missing out, la felicità di perdersi qualcosa. Il contrario di Fomo, Fear of missing out, la paura di tralasciare qualcosa. Anche in questo ormai è la tecnologia che ci dice di darci un taglio. Il mio mobile e l’Ipad mi dicono ogni settimana quanto sono collegata e a che cosa. La sensazione che sia bene disconnettersi diventa evidente. Ci sono le app che ci consigliano di smettere. Per esempio, Moment, Timecamp e sul computer Rescuetime. Su YouTube c’è Ricordami di fare una pausa. Insomma, diciamocelo, perdersi qualcosa può essere una vera gioia e dare una mano al benessere.

 

Ildegarda Ferraro è responsabile Ufficio Stampa ABI.
Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte.

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