
Karen Zouwen Ho, Liquidated: an Ethnography of Wall Street, Duke University Press, 2009, 392 pp, 12£ su Amazon.co.uk
Nulla sembra più lontano dei banchieri di Wall Street dai campi usuali di indagine praticati dagli antropologi. Da un lato i rappresentanti del vertice globalizzante di processi e contenuti caratterizzati dalla immaterialità, dalla astrazione, dalla razionalità applicata, dalla quantità e dal potere vero. Dall’altro una disciplina che è sempre locale, prevalentemente qualitativa, radicata negli aspetti ‘materiali’ e nella vita quotidiana, concentrata su gruppi quasi sempre marginali e fuori dal flusso della modernità.
Naturalmente le cose sono andate cambiando, per i banchieri di Wall Street come per gli antropologi. I primi hanno subito qualche non banale scossa temporanea al loro status, prestigio e potere. I secondi da più tempo si sono accorti della modernità, delle élite di potere e delle organizzazioni complesse.
Karen Ho insegna antropologia all’Università del Minnesota (USA), ma nella sua vita precedente aveva lavorato per un gigante finanziario di Wall Street e fatto ricerca su varie banche. Questa volta ha pensato di applicare i concetti, gli strumenti e l’approccio dell’antropologia proprio agli ex ‘suoi’ banchieri.
Lo ha fatto da antropologa: ascoltando, guardando con occhi da straniera, raccogliendo con pazienza frammenti e materiali di ogni genere, e mettendoli poi insieme in un ritratto complessivo della loro cultura.
Il risultato è questo bel libro, ispirato dai modelli di Bourdieu, e malgrado ciò vivo e potente. A volte difficile, ma fa capire molte cose del delirio di gruppo che ha prodotto parte della crisi che stiamo vivendo. (enrico pozzi)





