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	<title>Misurarelacomunicazione</title>
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	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 09:03:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Smartphone e seduzione, smisurare il mobile</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/03/smartphone-e-seduzione-smisurare-il-mobile/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
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		<description><![CDATA[Mancava una smisurazione di quelle importanti, di quelle che hanno un argomento valido, di quelle che analizzano punto dopo punto le basi di un nuovo studio per abbatterlo solo dopo un&#8217;argomentazione ragionata e seria. Sfogliare virtualmente le pagine dei blog, come tutti i giorni, cercando un tema. Un tema serio, e trovare questo: Android users are more likely to have sex on first date (MobileBeat su Venturebeat.com). Un tema serio, appunto. Uno studio di Match.com, Relationship Insider, dice che il 75% dei canadesi single crede che le e-mail e gli sms abbiano dato un nuovo slancio alla loro vita relazionale, sia dal punto di vista affettivo che sessuale: più che l’astrologia e l’oroscopo, gli smarphone, sono il nuovo mezzo grazie al quale i giovani canadesi hanno potuto migliorare la loro vita sentimentale (Kimberly Moffit). Iniziamo bene: astrologia ed oroscopo presi a paragone, ma non è finita qui. Per la serie &#8220;Dimmi che smartphone hai e ti diro come è la tua vita sentimentale&#8221;, si arriva all&#8217;incredibile elenco degli SmarTipi affettivi: Se hai un iPhone: - i tossicodipendenti da iPhone sono quelli che hanno la maggiore probabilità di frequentare qualcuno incontrato sul posto di lavoro. Quasi un quarto dei single iPhonizzati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/smisurare1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9193" title="smisurare" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/smisurare1.png" alt="" width="120" height="180" /></a>Mancava una smisurazione di quelle importanti, di quelle che hanno un argomento valido, di quelle che analizzano punto dopo punto le basi di un nuovo studio per abbatterlo solo dopo un&#8217;argomentazione ragionata e seria.</p>
<p>Sfogliare virtualmente le pagine dei blog, come tutti i giorni, cercando un tema. Un tema serio, e trovare questo: <em><a href="http://venturebeat.com/2012/01/31/match-com-android-users-are-more-likely-to-have-sex-on-first-date/">Android users are more likely to have sex on first date</a></em> (<strong>MobileBeat</strong> su <strong>Venturebeat.com</strong>). Un tema serio, appunto.</p>
<p>Uno studio di <strong>Match.com</strong>, <em>Relationship Insider</em>, dice che il 75% dei canadesi single crede che le e-mail e gli sms abbiano dato un nuovo slancio alla loro vita relazionale, sia dal punto di vista affettivo che sessuale: <em>più che l’astrologia e l’oroscopo, gli smarphone, sono il nuovo mezzo grazie al quale i giovani canadesi hanno potuto migliorare la loro vita sentimentale</em> (<strong>Kimberly Moffit</strong>).<span id="more-9181"></span></p>
<p>Iniziamo bene: astrologia ed oroscopo presi a paragone, ma non è finita qui.</p>
<p>Per la serie &#8220;Dimmi che smartphone hai e ti diro come è la tua vita sentimentale&#8221;, si arriva all&#8217;incredibile elenco degli <em>SmarTipi affettivi</em>:</p>
<p>Se hai un<strong> iPhone</strong>:<br />
- i tossicodipendenti da iPhone sono quelli che hanno la maggiore probabilità di frequentare qualcuno incontrato sul posto di lavoro. Quasi un quarto dei single iPhonizzati hanno avuto una storia d&#8217;amore all&#8217;interno dell&#8217;ufficio negli ultimi cinque anni;<br />
- dopo il primo appuntamento, gli utenti di iPhone aspettano un solo giorno prima di farsi sentire di nuovo, mentre gli utenti di Android o BlackBerry attendono fino a 2-3 giorni.</p>
<p>Se hai un <strong>BlackBerry</strong>:<br />
- gli utenti BlackBerry hanno la tendenza a bere alcol durante il primo appuntamento &#8211; il 72% sarà ubriaco alla prima uscita;<br />
- un enorme 67% degli utenti BlackBerry dice di aver sperimentato l&#8217;amore a prima vista.</p>
<p>Se hai un <strong>Android</strong>:<br />
- gli utenti Android è più probabile che siano sedotti già al primo <em>date</em>. Il 62% dei single Android dice di aver fatto subito sesso al primo appuntamento, rispetto al 57% degli utenti iPhone e il 48% degli utenti BlackBerry.<br />
- rispetto a tutti gli altri utenti con un &#8220;telefono intelligente&#8221;, gli <em>Android users</em> hanno più probabilità di avere una <em>one-night stand</em> (55%).<br />
- 72% dei fans di Android ha visitato un sito di <em>dating online</em>, rispetto al 58% degli utenti iPhone e il 50% degli utenti Blackberry.</p>
<p>Un&#8217;argomentazione seria e ragionata si era detto, ma davanti all&#8217;analisi scientifica in cui si ha avuto la fortuna di imbattersi&#8230;qualsiasi ragionamento appare inutile.</p>
<p>Davvero i dati considerati sono talmente assurdi da sembrare uno scherzo. Invece qualcuno ha avuto il coraggio di fare uno studio del genere: la consapevolezza nel coraggio del web, di volta in volta rinnovata, mentre si continua la ricerca per un tema serio da smisurare, stupisce sempre.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/03/smartphone-e-seduzione-smisurare-il-mobile/" data-text="Smartphone e seduzione, smisurare il mobile" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F02%2F03%2Fsmartphone-e-seduzione-smisurare-il-mobile%2F&#038;text=Smartphone%20e%20seduzione%2C%20smisurare%20il%20mobile" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Oltre il Pil: Benessere Equo Sostenibile per misurare il mood del paese</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il mood]]></category>
		<category><![CDATA[BES]]></category>
		<category><![CDATA[Cnel]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[progresso nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[qualità della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di misurazioni che riguardano uno Stato si sottolineano indicatori quantitativi, piuttosto che qualitativi: il Pil, in Italia, è la fotografia della performance economica e del progresso sociale. Sembra che sia poco interessante, o difficilmente misurabile, la &#8220;qualità della vita&#8221; all&#8217;interno di un Paese. La difficoltà sta proprio nella composizione di una rete di elementi, attraverso i quali poter valutare aspetti &#8220;altri&#8221;: lo stato di salute e la longevità, l’entità delle risorse monetarie, il regime di occupazione e il tipo di professione, le condizioni abitative, il grado di sicurezza, di libera espressione del proprio pensiero e il livello di soddisfazione verso diverse caratteristiche della propria vita, come elenca Conchita D&#8217;Ambrosio nel suo articolo. Negli anni si sono sviluppate alcune alternative che, cercando di offrire una diversa chiave di lettura, si sono interessate maggiormente al benessere individuale. Tra questi, il Rapporto Stiglitz (Rapporto della Commissione sulla misura della performance economica e del progresso sociale) è stato presentato tre anni fa come &#8220;alterego qualitativo&#8221; del tradizionale Prodotto Interno Lordo. Mentre l&#8217;Ocse ha lanciato l&#8217;iniziativa Oecd Better Life Initiative, dando la possibilità a chiunque di creare il proprio indice e di analizzare la situazione del proprio paese rispetto ad altri in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/bes.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9185" title="bes" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/bes.png" alt="" width="250" height="69" /></a>Quando si parla di misurazioni che riguardano uno Stato si sottolineano indicatori quantitativi, piuttosto che qualitativi: il <strong>Pil</strong>, in Italia, è la fotografia della performance economica e del progresso sociale.</p>
<p>Sembra che sia poco interessante, o difficilmente misurabile, la &#8220;qualità della vita&#8221; all&#8217;interno di un Paese.<span id="more-9126"></span> La difficoltà sta proprio nella composizione di una rete di elementi, attraverso i quali poter valutare aspetti &#8220;altri&#8221;: lo stato di salute e la longevità, l’entità delle risorse monetarie, il regime di occupazione e il tipo di professione, le condizioni abitative, il grado di sicurezza, di libera espressione del proprio pensiero e il livello di soddisfazione verso diverse caratteristiche della propria vita, come elenca <strong>Conchita D&#8217;Ambrosio</strong> nel <a href="http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=9282 ">suo articolo</a>.</p>
<p>Negli anni si sono sviluppate alcune alternative che, cercando di offrire una diversa chiave di lettura, si sono interessate maggiormente al benessere individuale. Tra questi, il <strong>Rapporto Stiglitz</strong> (Rapporto della Commissione sulla misura della performance economica e del progresso sociale) è stato presentato tre anni fa come &#8220;alterego qualitativo&#8221; del tradizionale Prodotto Interno Lordo.</p>
<p>Mentre l&#8217;<strong>Ocse</strong> ha lanciato l&#8217;iniziativa<em> <a href="http://www.oecdbetterlifeindex.org/">Oecd Better Life Initiative</a>,</em> dando la possibilità a chiunque di <em>creare il proprio indice e di analizzare la situazione del proprio paese rispetto ad altri in base alle dimensioni ritenute rilevanti</em>, il nostro Paese ha dato il via alla formazione di un nuovo <em>gruppo di indirizzo sulla misura del progresso della società italiana</em>. <strong>Antonio Marzano</strong>, presidente del <strong>Cnel</strong>, e <strong>Enrico Giovannini</strong>, presidente dell’<strong>Istat</strong>, hanno unito la comunità scientifica, le parti sociali e la società civile affinché si riesca a costruire uno strumento di misurazione del <em>Benessere equo e sostenibile</em> (<strong>BES</strong>), che integri il Pil con altri indicatori capaci di tener conto del capitale fisico, sociale, ambientale ed umano.</p>
<p>Dal 4 novembre, su <a href="www.misuredelbenessere.it">www.misuredelbenessere.it</a>, tutti possono valutare l&#8217;importanza delle dodici dimensioni proposte come indicatrici della qualità della vita. L&#8217;obiettivo è quello di strutturare entro quest&#8217;anno un primo rapporto il più completo, il più reale e il più onnicomprensivo possibile, che sancisca il “<em></em>superamento del Pil” .</p>
<p>Per maggiori info consultate il <a href="http://www.misuredelbenessere.it/">sito ufficiale del BES</a><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/03/oltre-il-pil-benessere-equo-sostenibile-per-misurare-il-progresso-del-paese/" data-text="Oltre il Pil: Benessere Equo Sostenibile per misurare il mood del paese" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F02%2F03%2Foltre-il-pil-benessere-equo-sostenibile-per-misurare-il-progresso-del-paese%2F&#038;text=Oltre%20il%20Pil%3A%20Benessere%20Equo%20Sostenibile%20per%20misurare%20il%20mood%20del%20paese" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Da leggere: &#8220;Di reputazioni, crisi, diagnosi e medicine inutili, nell’era della trasparenza&#8221;</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/da-leggere-di-reputazioni-crisi-diagnosi-e-medicine-inutili-nell%e2%80%99era-della-trasparenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi segnaliamo quello che potrebbe essere definito un racconto. Per la precisione sono due, sintetizzati da Gianluca Diegoli, digital marketing strategist e scrittore, attraverso i quali si cerca di descrivere come le persone all&#8217;interno di un&#8217;azienda esaurita ogni altra risorsa, si sono trasformati in media (qualcosa che il sindacato, al di là delle ragioni e dei torti specifici, non riesce neanche a immaginare). Di reputazione, crisi, diagnosi e medicine. View more presentations from Gianluca Diegoli Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/MLC.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9178" title="MLC" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/MLC.png" alt="" width="250" height="187" /></a></em>Oggi vi segnaliamo quello che potrebbe essere definito un racconto. <span id="more-9169"></span>Per la precisione sono due, sintetizzati da <a style="font-weight: bold;" href="http://www.minimarketing.it/2004/08/chi-cosa-fa.html">Gianluca Diegoli</a>, <em>digital marketing strategist</em> e scrittore, attraverso i quali si cerca di descrivere come le persone all&#8217;interno di un&#8217;azienda <em>esaurita ogni altra risorsa, si sono trasformati in media (qualcosa che il sindacato, al di là delle ragioni e dei torti specifici, non riesce neanche a immaginare)</em>.</p>
<div id="__ss_11336418" style="width: 425px;"><strong><a title="Di reputazione, crisi, diagnosi e medicine." href="http://www.slideshare.net/pondga/di-reputazione-crisi-diagnosi-e-medicine" target="_blank">Di reputazione, crisi, diagnosi e medicine.</a></strong></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/pondga" target="_blank">Gianluca Diegoli</a></div>
</div>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/da-leggere-di-reputazioni-crisi-diagnosi-e-medicine-inutili-nell%e2%80%99era-della-trasparenza/" data-text="Da leggere: &#8220;Di reputazioni, crisi, diagnosi e medicine inutili, nell’era della trasparenza&#8221;" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F02%2F02%2Fda-leggere-di-reputazioni-crisi-diagnosi-e-medicine-inutili-nell%25e2%2580%2599era-della-trasparenza%2F&#038;text=Da%20leggere%3A%20%26%238220%3BDi%20reputazioni%2C%20crisi%2C%20diagnosi%20e%20medicine%20inutili%2C%20nell%E2%80%99era%20della%20trasparenza%26%238221%3B" >Tweet</a></span></p>
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		<title>L&#8217;exploit di Pinterest, ultimo arrivato tra i social network</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/lexploit-di-pinterest-ultimo-arrivato-tra-i-social-network/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cilardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[pinterest]]></category>
		<category><![CDATA[social commerce]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinterest, ultima novità nell&#8217;universo del 2.0, sta bruciando le tappe: già adesso, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, porta più traffico ai siti esterni di quanto facciano Google+, YouTube, LinkedIn e MySpace messi assieme (in una graduatoria saldamente dominata da Facebook). Pinterest, come suggerisce il nome, serve a condividere sulla propria pinboard (la lavagnetta di sughero dove appuntare biglietti e promemoria) interessi e passioni attraverso la pubblicazione di immagini. Gli iscritti possono seguire altri utenti, esprimere il loro like e commentare le immagini proprie o condivise dagli amici. La principale peculiarità del social network ispirazionale sono i board: le categorie con cui le immagini sono classificate  in gruppi omogenei. L&#8217;ideale per le organizzazioni che vogliono indirizzare i loro messaggi a target mirati. Pinterest è utile in ottica SEO e può essere integrato coi social media più famosi. Ma soprattutto può diventare una sorta di vetrina digitale per valorizzare la propria creatività. Non a caso risulta particolarmente gettonato tra gli appassionati di artigianato, per lo più donne. L&#8217;età media è più alta rispetto alle altre reti sociali. Malgrado l&#8217;iscrizione, per ora, sia possibile solo per invito, nel 2011 Pinterest ha già superato Google+ e Tumblr in termini di visite. Un successo tanto sorprendente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/pinterest-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9135" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/pinterest-1.jpg" alt="" width="276" height="182" /></a>Pinterest</strong>, ultima novità nell&#8217;universo del 2.0, sta bruciando le tappe: già adesso, <a title="Study: Pinterest drives more referral traffic than Google+, nearly on par with Twitter" href="http://gigaom.com/2012/01/31/pinterest-referral-traffic-google-plus-twitter/" target="_blank">secondo uno studio</a> condotto negli Stati Uniti, porta più traffico ai siti esterni di quanto facciano <strong>Google+</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>LinkedIn </strong>e <strong>MySpace</strong> messi assieme (in una graduatoria saldamente dominata da <strong>Facebook</strong>).<span id="more-9128"></span></p>
<p>Pinterest, come suggerisce il nome, serve a condividere sulla propria <em>pinboard</em> (la lavagnetta di sughero dove appuntare biglietti e promemoria) interessi e passioni attraverso la pubblicazione di immagini.</p>
<p>Gli iscritti possono seguire altri utenti, esprimere il loro <em>like</em> e commentare le immagini proprie o condivise dagli amici.</p>
<p>La principale peculiarità del social network <em><a title="Da zero a Pinterest in dieci mosse" href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/da-zero-a-pinterest-in-dieci-mosse.html" target="_blank">ispirazionale</a></em> sono i <em>board</em>: le categorie con cui le immagini sono classificate  in gruppi omogenei. L&#8217;ideale per le organizzazioni che vogliono indirizzare i loro messaggi a target mirati.</p>
<p>Pinterest è utile <a title="Pinterest: cosa e’ e perche’ puo’ aiutare il Web Marketing" href="http://www.webinfermento.it/pinterest-cosa-e-e-perche-puo-aiutare-il-web-marketing/" target="_blank">in ottica SEO</a> e può essere integrato coi social media più famosi. Ma soprattutto può diventare una sorta di vetrina digitale per valorizzare la propria creatività. Non a caso risulta <a title="L'ascesa di Pinterest, social network &quot;per hobby&quot;" href="http://www.linkiesta.it/pinterest" target="_blank">particolarmente gettonato</a> tra gli appassionati di artigianato, per lo più donne. L&#8217;età media è più alta rispetto alle altre reti sociali.</p>
<p>Malgrado l&#8217;iscrizione, per ora, sia possibile solo per invito, nel 2011 Pinterest ha già superato Google+ e <strong>Tumblr </strong>in termini di visite.</p>
<p>Un successo tanto sorprendente da ispirare <a title="Piictu" href="http://piictu.com/" target="_blank">imitazioni</a> (nonché autentici <a title="Pinspire" href="http://www.pinspire.com/" target="_blank">cloni</a>) e attirare le brame di <strong>Google</strong>, che ne starebbe <a title="Pinterest interessa a Google?" href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/22/pinterest-interessa-a-google/" target="_blank">valutando l&#8217;acquisto</a> per integrarlo a Google+ e riuscire finalmente a sfidare Facebook.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/lexploit-di-pinterest-ultimo-arrivato-tra-i-social-network/" data-text="L&#8217;exploit di Pinterest, ultimo arrivato tra i social network" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F02%2F02%2Flexploit-di-pinterest-ultimo-arrivato-tra-i-social-network%2F&#038;text=L%26%238217%3Bexploit%20di%20Pinterest%2C%20ultimo%20arrivato%20tra%20i%20social%20network" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Le idee politiche degli utenti di Facebook sulle luci di Times Square</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[2012 Matters: What Matters Most]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni presidenziali]]></category>

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		<description><![CDATA[Facebook Users to Put Political Views Up in Lights on Times Square (The New York Times), così si intitola l&#8217;articolo, di Tanzina Vega, che si occupa dell&#8217;incrocio tra social media, politica e branded event advertising. L&#8217;america si prepara alle presidenziali 2012, non solo intrecciando il discorso politico al social networking, come già era avvenuto per le passate elezioni, ma spingendo gli user, tramite una nuova app, ad esprimere vere e proprie opinioni sui temi più importanti. 2012 Matters: What Matters Most, creata dagli ingegneri di Facebook in collaborazione con l&#8217;agenzia pubblicitaria R/GA (Interpublic Group of Companies), permette di condividere il punto di vista politico degli utenti e di renderlo visibile sui digital billboards di Times Square. Come funziona? Per evitare l&#8217;inasprirsi dei conflitti e mantenere la segretezza dell&#8217;intenzione di voto si è scelto di limitare la possibilità di esprimersi degli utenti alla scelta dell&#8217;importanza relativa di alcuni temi, una sorta di agenda-setting crowdsourced. Nove i temi su cui focalizzarsi: economia, salute, immigrazione, questioni sociali, energia, sicurezza sociale, debito, sicurezza nazionale e ambiente. &#8220;Non sono le notizie a diffondersi, ma le emozioni&#8221;, afferma Paul Adams, brand experience manager di Facebook, e proprio partendo da questo presupposto il sondaggio permetterà, non tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/2012-matters.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9114" title="2012 matters" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/02/2012-matters.png" alt="" width="250" height="213" /></a><em><a href="http://mediadecoder.blogs.nytimes.com/2012/01/29/facebook-users-to-put-political-views-up-in-lights-on-times-square/?partner=rss&amp;emc=rss">Facebook Users to Put Political Views Up in Lights on Times Square</a></em> (<strong>The New York Times</strong>), così si intitola l&#8217;articolo, di <strong>Tanzina Vega</strong>, che si occupa dell&#8217;incrocio tra <em>social media</em>, politica e <em>branded event advertising</em>.<span id="more-9113"></span></p>
<p>L&#8217;america si prepara alle presidenziali 2012, non solo intrecciando il discorso politico al <em>social networking</em>, come già era avvenuto per le passate elezioni, ma spingendo gli<em> user</em>, tramite una nuova <em>app</em>, ad esprimere vere e proprie opinioni sui temi più importanti.</p>
<p><em><a href="http://www.facebook.com/2012matters">2012 Matters: What Matters Most</a></em>, creata dagli ingegneri di <strong>Facebook</strong> in collaborazione con l&#8217;agenzia pubblicitaria <strong>R/GA</strong> (<strong><a href="http://topics.nytimes.com/top/news/business/companies/interpublic_group_of_companies_inc/index.html?inline=nyt-org">Interpublic Group of Companies</a></strong>), permette di  condividere il punto di vista politico degli utenti e di renderlo visibile sui <em>digital billboards</em> di <strong>Times Square</strong>.</p>
<p>Come funziona?</p>
<p>Per evitare l&#8217;inasprirsi dei conflitti e mantenere la segretezza dell&#8217;intenzione di voto si è scelto di limitare la possibilità di esprimersi degli utenti alla scelta dell&#8217;importanza relativa di alcuni temi, una sorta di <em>agenda-setting crowdsourced</em>.  Nove i temi su cui focalizzarsi: economia, salute, immigrazione, questioni sociali, energia, sicurezza sociale, debito, sicurezza nazionale e ambiente.</p>
<p>&#8220;Non sono le notizie a diffondersi, ma le emozioni&#8221;, afferma <strong>Paul Adams</strong>, <em>brand experience manager</em> di Facebook, e proprio partendo da questo presupposto il sondaggio permetterà, non tanto di parlare dei candidati, quanto di esprimere le proprie percezioni/sensazioni sui <em>main theme</em>, mettendoli in ordine d&#8217;importanza (personale). Tra le opzioni offerte dall&#8217;<em>app</em>, ci sarà  la possibilità di vedere la propria foto profilo tra i risultati rappresentati direttamente nel cuore di <strong>Manhattan</strong>.</p>
<p>Questo meccanismo riesce, in questo modo, a sfruttare efficacemente sia i meccanismi virali di diffusione sia la voglia di apparire che stanno alla base del successo del <em>social network</em>.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/01/le-idee-politiche-degli-utenti-di-facebook-sulle-luci-di-times-square/" data-text="Le idee politiche degli utenti di Facebook sulle luci di Times Square" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F02%2F01%2Fle-idee-politiche-degli-utenti-di-facebook-sulle-luci-di-times-square%2F&#038;text=Le%20idee%20politiche%20degli%20utenti%20di%20Facebook%20sulle%20luci%20di%20Times%20Square" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Forum della Comunicazione Digitale. Milano, 7 febbraio 2012</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/31/forum-della-comunicazione-digitale-milano-7-febbraio-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.misurarelacomunicazione.it/?p=9102</guid>
		<description><![CDATA[Parte tra una settimana il Forum della Comunicazione Digitale 2012. I temi previsti saranno molti: dal mobile commerce al new entertainment, dal brand engagement all&#8217;intreccio tra tecnologia, cconomia e lavoro digitale. Da martedì 7 febbraio, presso il Palazzo Mezzanotte di Piazza Affari, si discuterà sulle visioni, trend ed esperienze per cercare i nuovi driver per lo sviluppo e l’innovazione del mercato. Sottolineiamo, tra i tanti che si terranno lungo la giornata, due eventi: il primo si intitola &#8220;DALLA COMUNICAZIONE ALLA CONVERSAZIONE. &#8220;Come le aziende e le PA cambiano il modo di comunicare i propri valori alla luce dei paradigmi di trasparenza, sostenibilità e innovazione nell&#8217;era digitale&#8221;: condotto da Salvatore Sagone, presidente e direttore responsabile news e contenuti ADC Group, con la partecipazione di Patrizia Rutigliano, presidente Ferpi, Fiorella Passoni, amministratore delegato Edelman, Clemente Senni, direttore comunicazione e relazioni esterne Alitalia, Mirko Lalli, responsabile comunicazione e marketing Fondazione Sistema Toscana, e Federico Luperi, direttore Adnkronos Comunicazione Digitale; il secondo invece è &#8220;CONVERGENZA E NEW ENTERTAINMENT. Come le trasformazioni dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento cambiano la comunicazione&#8220;: il dibattito vedrà la partecipazione di Vito Sinopoli, presidente Editoriale Duesse, Piero Gaffuri, direttore RAI Nuovi Media, Remo Tebaldi, head of special initiatives per Programming &#38; Promotions, ed Andrea Maffini, CEO Romanimata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/logo_info1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9103" title="logo_info" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/logo_info1.png" alt="" width="125" height="177" /></a>Parte tra una settimana il <strong>Forum della Comunicazione Digitale 2012</strong>.<br />
I temi previsti saranno molti: dal <em>mobile commerce</em> al <em>new entertainment</em>, dal <em>brand engagement</em> all&#8217;intreccio tra tecnologia, cconomia e lavoro digitale.</p>
<p>Da martedì 7 febbraio, presso il Palazzo Mezzanotte di Piazza Affari, si discuterà sulle <em>visioni, trend ed esperienze per cercare i nuovi driver per lo sviluppo e l’innovazione del mercato</em>.<span id="more-9102"></span></p>
<p>Sottolineiamo, tra i tanti che si terranno lungo la giornata, due eventi: il primo si intitola &#8220;<em>DALLA COMUNICAZIONE ALLA CONVERSAZIONE. &#8220;Come le aziende e le PA cambiano il modo di comunicare i propri valori alla luce dei paradigmi di trasparenza, sostenibilità e innovazione nell&#8217;era digitale&#8221;: </em> condotto da <strong>Salvatore Sagone</strong>, presidente e direttore responsabile news e contenuti <strong>ADC Group,</strong> con la partecipazione di <strong>Patrizia Rutigliano</strong>, presidente <strong>Ferpi, Fiorella Passoni</strong>, amministratore delegato <strong>Edelman,</strong> <strong>Clemente Senni</strong>, direttore comunicazione e relazioni esterne <strong>Alitalia,</strong> <strong>Mirko Lalli</strong>, responsabile comunicazione e marketing <strong>Fondazione Sistema Toscana, </strong><strong>e</strong><strong> Federico Luperi</strong>, direttore <strong>Adnkronos</strong> <strong>Comunicazione Digitale</strong>; il secondo invece è &#8220;<em>CONVERGENZA E NEW ENTERTAINMENT. Come le trasformazioni dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento cambiano la comunicazione</em>&#8220;: il dibattito vedrà la partecipazione di <strong>Vito Sinopoli</strong>, presidente <strong>Editoriale Duesse, Piero Gaffuri</strong>, direttore <strong>RAI Nuovi Media,</strong> <strong>Remo Tebaldi</strong>, <em>head of special initiatives</em> per <strong>Programming &amp; Promotions, </strong>ed <strong>Andrea Maffini</strong>, CEO <strong>Romanimata.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/J3lcA9v1JMk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="315" src="http://www.youtube.com/v/J3lcA9v1JMk?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per maggiori info visita il<a href="http://www.forumdigitale.it/"> sito ufficiale</a></p>
<p>Per iscriversi clicca <a href="http://www.comunicazioneitaliana.it/agenda/prossimi-appuntamenti?option=com_agendapubblica&amp;view=dettagli_appuntamento&amp;id_appuntamento=128">qui</a><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/31/forum-della-comunicazione-digitale-milano-7-febbraio-2012/" data-text="Forum della Comunicazione Digitale. Milano, 7 febbraio 2012" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F01%2F31%2Fforum-della-comunicazione-digitale-milano-7-febbraio-2012%2F&#038;text=Forum%20della%20Comunicazione%20Digitale.%20Milano%2C%207%20febbraio%202012" >Tweet</a></span></p>
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		<title>I quattro principi di un marketing fallimentare</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/30/i-quattro-principi-di-un-marketing-fallimentare/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cilardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il mood]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mood analysis]]></category>
		<category><![CDATA[premium price]]></category>

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		<description><![CDATA[Rohit Bharghava, nel presentare il suo prossimo libro, elenca i quattro principi del marketing delirante, tipici di chi per avere successo confida in irragionevoli atti di altruismo o improbabili cambiamenti di comportamento dei consumatori. 1. Pretendere di cambiare la visione del mondo dei consumatori. In genere, e non solo nel marketing, accettiamo i messaggi che confermano e rafforzano valori e credenze alla base della nostra identità. I messaggi che attaccano le nostre convinzioni profonde, al contrario, provocano una reazione di rifiuto o chiusura. 2. Far pagare un servizio che altrove è gratuito. L&#8217;annoso dilemma che affligge, in particolare, le testate giornalistiche: come far pagare i propri contenuti se altrove è disponibile, gratuitamente e in tempo reale, qualcosa di simile? L&#8217;unica speranza è offrire qualcosa che sia migliore. Molto migliore. 3. Inventarsi un pubblico che non esiste. Per esempio realizzando prodotti che soddisfano le esigenze degli utenti come sono presunte dall&#8217;azienda &#8211; e non come sono davvero. Il rimedio è abbandonare atteggiamenti autoreferenziali e ascoltare il mercato (tramite questionari, focus group, mood analysis&#8230;) prima di lanciarsi in operazioni avventate. 4. Sopravvalutare la capacità degli acquirenti di comprendere il premium price. O, da un altro punto di vista, non riuscire a spiegare perché il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/sconfitta.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9079" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/sconfitta.jpg" alt="" width="252" height="168" /></a>Rohit Bharghava</strong>, nel presentare il suo <a title="Likeonomics - An Upcoming Book On How To Be More Believable" href="http://likeonomics.com/" target="_blank">prossimo libro</a>, elenca i <a title="The 4 Principles Of Delusional Economics" href="http://www.rohitbhargava.com/2012/01/the-4-principles-of-delusional-economics.html" target="_blank">quattro principi del marketing delirante</a>, tipici di chi per avere successo confida in irragionevoli atti di altruismo o improbabili cambiamenti di comportamento dei consumatori.<span id="more-9072"></span></p>
<p><em>1. Pretendere di cambiare la visione del mondo dei consumatori. </em>In genere, e non solo nel marketing, accettiamo i messaggi che confermano e rafforzano valori e credenze alla base della nostra identità. I messaggi che attaccano le nostre convinzioni profonde, al contrario, provocano una reazione di rifiuto o chiusura.</p>
<p><em>2. Far pagare un servizio che altrove è gratuito. </em>L&#8217;annoso dilemma che affligge, in particolare, le testate giornalistiche: come far pagare i propri contenuti se altrove è disponibile, gratuitamente e in tempo reale, qualcosa di simile? L&#8217;unica speranza è offrire qualcosa che sia migliore. Molto migliore.</p>
<p><em>3. Inventarsi un pubblico che non esiste. </em>Per esempio realizzando prodotti che soddisfano le esigenze degli utenti come sono presunte dall&#8217;azienda &#8211; e non come sono davvero. Il rimedio è abbandonare atteggiamenti autoreferenziali e ascoltare il mercato (tramite questionari, focus group, <em>mood analysis</em><em>&#8230;</em>) prima di lanciarsi in operazioni avventate.</p>
<p><em>4. Sopravvalutare la capacità degli acquirenti di comprendere il premium price. </em>O, da un altro punto di vista, non riuscire a spiegare perché il proprio prodotto o servizio costa più della concorrenza.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/30/i-quattro-principi-di-un-marketing-fallimentare/" data-text="I quattro principi di un marketing fallimentare" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F01%2F30%2Fi-quattro-principi-di-un-marketing-fallimentare%2F&#038;text=I%20quattro%20principi%20di%20un%20marketing%20fallimentare" >Tweet</a></span></p>
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		<title>L&#8217;Africa e la costruzione di nuove identità nazionali</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/lafrica-e-la-costruzione-di-nuove-identita-nazionali/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>

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		<description><![CDATA[Pare che la tendenza stia cambiando: la voglia di occuparsi della propria identità nazionale, in modo tale da strutturare una reputazione migliore, sta diventando la base di molte manovre politiche mondiali. Se in un primo momento è sembrato che solo i paesi occidentali, ed altamente sviluppati, potessero interessarsi alla costruzione della competitive identity, come se fosse un plus tra i progetti strategico-nazionali, ora il country branding sta raggiungendo anche l&#8217;Est asiatico e l&#8217;Africa. Il Rwanda ha aperto la strada di ricostruzione identitaria del continente, sebbene la fotografia del paese fosse difficile da modificare, perché legata per anni nella percezione di tutti ad immagini di morte, genocidi, fame e disperazione (nonostante sia una delle nazioni africane con meno corruzione e con più nazioni amiche dal punto di vista commerciale, n.d.r.). Lo stato dell&#8217;Africa Orientale ha così deciso di rifocalizzare i punti di forza collegati alla propria immagine, per diventare un modello di progresso e di stabilità politico-economica sia nel settore pubblico sia privato. E&#8217; stato seguito, praticamente alla lettera, il processo di costruzione sostanziale dell&#8217;identità all&#8217;interno del paese, in modo tale da poterlo poi comunicare al di fuori dei confini come un messaggio talmente reale e pieno da essere acquisito con maggior facilità dai media e dagli stakeholder. Non solo, in questo modo si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/country_def.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9054" title="country_def" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/country_def.png" alt="" width="100" /></a>Pare che la tendenza stia cambiando: la voglia di occuparsi della propria identità nazionale, in modo tale da strutturare una reputazione migliore, sta diventando la base di molte manovre politiche mondiali.<span id="more-9052"></span></p>
<p>Se in un primo momento è sembrato che solo i paesi occidentali, ed altamente sviluppati, potessero interessarsi alla costruzione della <em>competitive identity</em>, come se fosse un plus tra i progetti strategico-nazionali, ora il<em> country branding</em> sta raggiungendo anche l&#8217;<a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/13/le-filippine-e-il-nation-branding-un-paese-in-vendita/">Est asiatico</a> e l&#8217;Africa.</p>
<p>Il <strong>Rwanda</strong> ha aperto la strada di ricostruzione identitaria del continente, sebbene la fotografia del paese fosse difficile da modificare, perché legata per anni nella percezione di tutti ad immagini di morte, genocidi, fame e disperazione (nonostante sia una delle nazioni africane con meno corruzione e con più nazioni amiche dal punto di vista commerciale, n.d.r.).</p>
<p>Lo stato dell&#8217;Africa Orientale ha così deciso di rifocalizzare i punti di forza collegati alla propria immagine, per diventare un modello di progresso e di stabilità politico-economica sia nel settore pubblico sia privato.</p>
<p>E&#8217; stato seguito, praticamente alla lettera, il processo di costruzione sostanziale dell&#8217;identità all&#8217;interno del paese, in modo tale da poterlo poi comunicare al di fuori dei confini come un messaggio talmente reale e pieno da essere acquisito con maggior facilità dai media e dagli <em>stakeholder</em>. Non solo, in questo modo si è anche riusciti ad ottenere il famoso circolo virtuoso, di cui spesso parla <strong>Simon Anholt</strong>: il risultato è una continua evoluzione, in base alla quale la <em>country brand strategy</em> riesce a modificare il futuro del paese, incentivando le aziende e trasmettendo la forza di un messaggio condiviso, che coinvolge istituzioni e popolo.</p>
<p>Il governo, per mettere in pratica la strategia, si è affidato ad <strong><a href="http://www.acanchi.com/">Acanchi</a></strong>, società esperta in <em>country branding consulence</em>, che già si era occupata della Repubblica Domenicana, delle Mauritius (ora tra le nazioni africane più alte nei <em>reputation ranking</em>) e Hong Kong.</p>
<p><em>Dopo aver compiuto un&#8217;approfondita ricerca, Acanchi ha sviluppato il marchio &#8220;Enduring Spirit&#8221;, che potremmo definire come &#8220;l&#8217;essenza ispiratrice&#8221; dello spirito del popolo, del luogo e della  storia del Rwanda. Una strategia sia per l&#8217;interno del Paese sia per il resto del mondo, che rintraccia alcuni temi principali: i cittadini, la Diaspora, i rimpatriati, gli investitori, i turisti come formatori di opinione pubblica. Nel marzo 2010, le parti interessate hanno lanciato il brand Rwanda sia nel settore pubblico sia in quello privato, grazie alla presenza di Brand Ambassadors e ad un workshop a livello nazionale in cui sono stati analizzati i risultati della percezione internazionale d&#8217;acquisto e rolling-out del Ruanda. </em>(<a href="http://news.sl/drwebsite/publish/article_200519497.shtml"><strong>AWARENESS TIMES</strong> <em>Sierra Leone News &amp; Information</em></a>)</p>
<p>Negli ultimi mesi del 2011 <strong>Fiona Gilmore</strong>, <strong>Acanchi</strong> <em>chairman</em>, ha visitato <strong>Freetown</strong> per offrire alla <strong>Sierra Leone</strong> un aiuto, affinché l&#8217;immagine nazionale possa essere ristrutturata e migliorata, convinta del fatto che, nonostante gli scandali, gli episodi di violenza e la corruzione, il paese possa diventare una delle più forti e stabili aree d&#8217;investimento di tutta la fascia africana.</p>
<p><em>Rwanda, Lebanon, Sri Lanka, Cambodia &amp; Vietnam have all successfully shaken of the ghosts of their past. What about Sierra Leone?</em> (F.G.)</p>
<p>E&#8217; ancora un po&#8217; presto per poter parlare di grandi cambiamenti reputazionali, ma ciò che appare davvero importante è la sensibilità politica con cui il <em>nation branding</em> sta riuscendo a farsi strada. Ancora di più lo è il modo in cui, finalmente, sta riuscendo a distaccarsi dal semplice concetto di comunicazione e pubblicità arrivando alla base del pensiero di Simon Anholt: la costruzione dell&#8217;immagine ha bisogno di coordinazione tra enti nazionali, regionali, pubblici, privati, ufficiali e non ufficiali e di modi attraverso cui, dapprima strutturare, e poi comunicare la propria nazione.</p>
<p>Ricordando che<em> la reputazione di una nazione non è costruita dalla comunicazione e non può essere cambiata attraverso la comunicazione. Costruire un’identità competitiva non è un esercizio di pubblicità, design o pubbliche relazioni, sebbene siano tecniche fondamentali ed essenziali per promuovere ciò che si produce e ciò che avviene in un 36 paese</em>. (Anholt S., <em>Competitive Identity</em>, Basingstoke, 2007, Palgrave Macmillan, pag. 31)<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/lafrica-e-la-costruzione-di-nuove-identita-nazionali/" data-text="L&#8217;Africa e la costruzione di nuove identità nazionali" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F01%2F27%2Flafrica-e-la-costruzione-di-nuove-identita-nazionali%2F&#038;text=L%26%238217%3BAfrica%20e%20la%20costruzione%20di%20nuove%20identit%C3%A0%20nazionali" >Tweet</a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>3 infografiche a confronto: la storia dell&#8217;advertising su Facebook, Twitter e YouTube</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/3-infografiche-a-confronto-la-storia-delladvertising-su-facebook-twitter-e-youtube/</link>
		<comments>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/3-infografiche-a-confronto-la-storia-delladvertising-su-facebook-twitter-e-youtube/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[info visualization]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[YouYube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.misurarelacomunicazione.it/?p=9032</guid>
		<description><![CDATA[Tre storie. Tre evoluzioni. Tre Mashable infographics per raccontare quanto e come sono migliorati (o peggiorati) i rapporti tra il mondo del social networking e quello dell&#8217;advertising. Ci sono differenze qualitative nello sviluppo della pubblicità a seconda del social network analizzato? E&#8217; stato un processo continuo ed uniforme sia per Facebook, sia per YouTube, sia per Twitter,  o ci sono stati dei picchi? Ecco le risposte: Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/logo_info.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9033" title="logo_info" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/logo_info.png" alt="" width="250" height="232" /></a>Tre storie. Tre evoluzioni. Tre <strong>Mashable <em>infographics</em></strong> per raccontare quanto e come sono migliorati (o peggiorati) i rapporti tra il mondo del <em>social networking</em> e quello dell&#8217;<em>advertising</em>.<span id="more-9032"></span></p>
<p>Ci sono differenze qualitative nello sviluppo della pubblicità a seconda del <em>social network</em> analizzato? E&#8217; stato un processo continuo ed uniforme sia per <strong>Facebook</strong>, sia per <strong>YouTube</strong>, sia per <strong>Twitter</strong>,  o ci sono stati dei picchi?</p>
<p>Ecco le risposte:</p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/facebook-advertisingjpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9034" title="facebook-advertisingjpg" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/facebook-advertisingjpg.jpg" alt="" width="450" height="2294" /></a></p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/youtube-advertising1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9036" title="youtube-advertising" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/youtube-advertising1.jpg" alt="" width="450" height="2025" /></a></p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/History_of_Twitter_Advertising_Infographic1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9038" title="History_of_Twitter_Advertising_Infographic" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/History_of_Twitter_Advertising_Infographic1.jpg" alt="" width="450" height="1604" /></a><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/3-infografiche-a-confronto-la-storia-delladvertising-su-facebook-twitter-e-youtube/" data-text="3 infografiche a confronto: la storia dell&#8217;advertising su Facebook, Twitter e YouTube" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F01%2F27%2F3-infografiche-a-confronto-la-storia-delladvertising-su-facebook-twitter-e-youtube%2F&#038;text=3%20infografiche%20a%20confronto%3A%20la%20storia%20dell%26%238217%3Badvertising%20su%20Facebook%2C%20Twitter%20e%20YouTube" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Twitter introduce un sistema di censura limitato a singoli paesi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter ha annunciato stanotte sul suo blog l&#8217;acquisizione di una tecnologia che permette la rimozione di un tweet solo all&#8217;interno di uno o più confini nazionali. La funzione sembra simile a quella che su Youtube blocca un contenuto in determinati paesi, in questo caso per ragioni di copyright. Il social network rivendica il suo ruolo di baluardo della libertà di informazione, ma ammette che la sua crescita internazionale lo pone di fronte a una scelta: o rimuovere un messaggio, quando questo viola una legge nazionale, da tutte le bacheche del mondo, o limitare i danni adottando questo sistema. E&#8217; significativo che come esempio vengano citati paesi amici come Francia e Germania e le loro leggi che vietano contenuti a favore del nazismo.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter-bird-big.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9049" title="twitter-bird-big" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2012/01/twitter-bird-big.gif" alt="" width="256" height="256" /></a><strong>Twitter</strong> ha annunciato stanotte <a href="http://blog.twitter.com/2012/01/tweets-still-must-flow.html">sul suo blog</a> l&#8217;acquisizione di una tecnologia che permette la rimozione di un tweet solo all&#8217;interno di uno o più confini nazionali.<span id="more-9048"></span></p>
<p>La funzione sembra simile a quella che su <strong>Youtube</strong> blocca un contenuto in determinati paesi, in questo caso per ragioni di copyright.</p>
<p>Il social network rivendica il suo ruolo di baluardo della libertà di informazione, ma ammette che la sua crescita internazionale lo pone di fronte a una scelta: o rimuovere un messaggio, quando questo viola una legge nazionale, da tutte le bacheche del mondo, o limitare i danni adottando questo sistema.</p>
<p>E&#8217; significativo che come esempio vengano citati paesi amici come <strong>Francia</strong> e <strong>Germania</strong> e le loro leggi che vietano contenuti a favore del nazismo.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/twitter-introduce-un-sistema-di-censura-limitato-a-singoli-paesi/" data-text="Twitter introduce un sistema di censura limitato a singoli paesi" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2012%2F01%2F27%2Ftwitter-introduce-un-sistema-di-censura-limitato-a-singoli-paesi%2F&#038;text=Twitter%20introduce%20un%20sistema%20di%20censura%20limitato%20a%20singoli%20paesi" >Tweet</a></span></p>
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