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	<title>Misurarelacomunicazione</title>
	<link>http://www.misurarelacomunicazione.it</link>
	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 09:03:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Smartphone e seduzione, smisurare il mobile</title>
		<description><![CDATA[Mancava una smisurazione di quelle importanti, di quelle che hanno un argomento valido, di quelle che analizzano punto dopo punto le basi di un nuovo studio per abbatterlo solo dopo un&#8217;argomentazione ragionata e seria. Sfogliare virtualmente le pagine dei blog, come tutti i giorni, cercando un tema. Un tema serio, e trovare questo: Android users are more likely to have sex on first date (MobileBeat su Venturebeat.com). Un tema serio, appunto. Uno studio di Match.com, Relationship Insider, dice che il 75% dei canadesi single crede che le e-mail e gli sms abbiano dato un nuovo slancio alla loro vita relazionale, sia dal punto di vista affettivo che sessuale: più che l’astrologia e l’oroscopo, gli smarphone, sono il nuovo mezzo grazie al quale i giovani canadesi hanno potuto migliorare la loro vita sentimentale (Kimberly Moffit). Iniziamo bene: astrologia ed oroscopo presi a paragone, ma non è finita qui. Per la serie &#8220;Dimmi che smartphone hai e ti diro come è la tua vita sentimentale&#8221;, si arriva all&#8217;incredibile elenco degli SmarTipi affettivi: Se hai un iPhone: - i tossicodipendenti da iPhone sono quelli che hanno la maggiore probabilità di frequentare qualcuno incontrato sul posto di lavoro. Quasi un quarto dei single iPhonizzati [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/03/smartphone-e-seduzione-smisurare-il-mobile/</link>
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		<title>Oltre il Pil: Benessere Equo Sostenibile per misurare il mood del paese</title>
		<description><![CDATA[Quando si parla di misurazioni che riguardano uno Stato si sottolineano indicatori quantitativi, piuttosto che qualitativi: il Pil, in Italia, è la fotografia della performance economica e del progresso sociale. Sembra che sia poco interessante, o difficilmente misurabile, la &#8220;qualità della vita&#8221; all&#8217;interno di un Paese. La difficoltà sta proprio nella composizione di una rete di elementi, attraverso i quali poter valutare aspetti &#8220;altri&#8221;: lo stato di salute e la longevità, l’entità delle risorse monetarie, il regime di occupazione e il tipo di professione, le condizioni abitative, il grado di sicurezza, di libera espressione del proprio pensiero e il livello di soddisfazione verso diverse caratteristiche della propria vita, come elenca Conchita D&#8217;Ambrosio nel suo articolo. Negli anni si sono sviluppate alcune alternative che, cercando di offrire una diversa chiave di lettura, si sono interessate maggiormente al benessere individuale. Tra questi, il Rapporto Stiglitz (Rapporto della Commissione sulla misura della performance economica e del progresso sociale) è stato presentato tre anni fa come &#8220;alterego qualitativo&#8221; del tradizionale Prodotto Interno Lordo. Mentre l&#8217;Ocse ha lanciato l&#8217;iniziativa Oecd Better Life Initiative, dando la possibilità a chiunque di creare il proprio indice e di analizzare la situazione del proprio paese rispetto ad altri in [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/03/oltre-il-pil-benessere-equo-sostenibile-per-misurare-il-progresso-del-paese/</link>
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		<title>Da leggere: &#8220;Di reputazioni, crisi, diagnosi e medicine inutili, nell’era della trasparenza&#8221;</title>
		<description><![CDATA[Oggi vi segnaliamo quello che potrebbe essere definito un racconto. Per la precisione sono due, sintetizzati da Gianluca Diegoli, digital marketing strategist e scrittore, attraverso i quali si cerca di descrivere come le persone all&#8217;interno di un&#8217;azienda esaurita ogni altra risorsa, si sono trasformati in media (qualcosa che il sindacato, al di là delle ragioni e dei torti specifici, non riesce neanche a immaginare). Di reputazione, crisi, diagnosi e medicine. View more presentations from Gianluca Diegoli Tweet]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/da-leggere-di-reputazioni-crisi-diagnosi-e-medicine-inutili-nell%e2%80%99era-della-trasparenza/</link>
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		<title>L&#8217;exploit di Pinterest, ultimo arrivato tra i social network</title>
		<description><![CDATA[Pinterest, ultima novità nell&#8217;universo del 2.0, sta bruciando le tappe: già adesso, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, porta più traffico ai siti esterni di quanto facciano Google+, YouTube, LinkedIn e MySpace messi assieme (in una graduatoria saldamente dominata da Facebook). Pinterest, come suggerisce il nome, serve a condividere sulla propria pinboard (la lavagnetta di sughero dove appuntare biglietti e promemoria) interessi e passioni attraverso la pubblicazione di immagini. Gli iscritti possono seguire altri utenti, esprimere il loro like e commentare le immagini proprie o condivise dagli amici. La principale peculiarità del social network ispirazionale sono i board: le categorie con cui le immagini sono classificate  in gruppi omogenei. L&#8217;ideale per le organizzazioni che vogliono indirizzare i loro messaggi a target mirati. Pinterest è utile in ottica SEO e può essere integrato coi social media più famosi. Ma soprattutto può diventare una sorta di vetrina digitale per valorizzare la propria creatività. Non a caso risulta particolarmente gettonato tra gli appassionati di artigianato, per lo più donne. L&#8217;età media è più alta rispetto alle altre reti sociali. Malgrado l&#8217;iscrizione, per ora, sia possibile solo per invito, nel 2011 Pinterest ha già superato Google+ e Tumblr in termini di visite. Un successo tanto sorprendente [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/02/lexploit-di-pinterest-ultimo-arrivato-tra-i-social-network/</link>
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		<title>Le idee politiche degli utenti di Facebook sulle luci di Times Square</title>
		<description><![CDATA[Facebook Users to Put Political Views Up in Lights on Times Square (The New York Times), così si intitola l&#8217;articolo, di Tanzina Vega, che si occupa dell&#8217;incrocio tra social media, politica e branded event advertising. L&#8217;america si prepara alle presidenziali 2012, non solo intrecciando il discorso politico al social networking, come già era avvenuto per le passate elezioni, ma spingendo gli user, tramite una nuova app, ad esprimere vere e proprie opinioni sui temi più importanti. 2012 Matters: What Matters Most, creata dagli ingegneri di Facebook in collaborazione con l&#8217;agenzia pubblicitaria R/GA (Interpublic Group of Companies), permette di condividere il punto di vista politico degli utenti e di renderlo visibile sui digital billboards di Times Square. Come funziona? Per evitare l&#8217;inasprirsi dei conflitti e mantenere la segretezza dell&#8217;intenzione di voto si è scelto di limitare la possibilità di esprimersi degli utenti alla scelta dell&#8217;importanza relativa di alcuni temi, una sorta di agenda-setting crowdsourced. Nove i temi su cui focalizzarsi: economia, salute, immigrazione, questioni sociali, energia, sicurezza sociale, debito, sicurezza nazionale e ambiente. &#8220;Non sono le notizie a diffondersi, ma le emozioni&#8221;, afferma Paul Adams, brand experience manager di Facebook, e proprio partendo da questo presupposto il sondaggio permetterà, non tanto [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/02/01/le-idee-politiche-degli-utenti-di-facebook-sulle-luci-di-times-square/</link>
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		<title>Forum della Comunicazione Digitale. Milano, 7 febbraio 2012</title>
		<description><![CDATA[Parte tra una settimana il Forum della Comunicazione Digitale 2012. I temi previsti saranno molti: dal mobile commerce al new entertainment, dal brand engagement all&#8217;intreccio tra tecnologia, cconomia e lavoro digitale. Da martedì 7 febbraio, presso il Palazzo Mezzanotte di Piazza Affari, si discuterà sulle visioni, trend ed esperienze per cercare i nuovi driver per lo sviluppo e l’innovazione del mercato. Sottolineiamo, tra i tanti che si terranno lungo la giornata, due eventi: il primo si intitola &#8220;DALLA COMUNICAZIONE ALLA CONVERSAZIONE. &#8220;Come le aziende e le PA cambiano il modo di comunicare i propri valori alla luce dei paradigmi di trasparenza, sostenibilità e innovazione nell&#8217;era digitale&#8221;: condotto da Salvatore Sagone, presidente e direttore responsabile news e contenuti ADC Group, con la partecipazione di Patrizia Rutigliano, presidente Ferpi, Fiorella Passoni, amministratore delegato Edelman, Clemente Senni, direttore comunicazione e relazioni esterne Alitalia, Mirko Lalli, responsabile comunicazione e marketing Fondazione Sistema Toscana, e Federico Luperi, direttore Adnkronos Comunicazione Digitale; il secondo invece è &#8220;CONVERGENZA E NEW ENTERTAINMENT. Come le trasformazioni dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento cambiano la comunicazione&#8220;: il dibattito vedrà la partecipazione di Vito Sinopoli, presidente Editoriale Duesse, Piero Gaffuri, direttore RAI Nuovi Media, Remo Tebaldi, head of special initiatives per Programming &#38; Promotions, ed Andrea Maffini, CEO Romanimata. [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/31/forum-della-comunicazione-digitale-milano-7-febbraio-2012/</link>
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		<title>I quattro principi di un marketing fallimentare</title>
		<description><![CDATA[Rohit Bharghava, nel presentare il suo prossimo libro, elenca i quattro principi del marketing delirante, tipici di chi per avere successo confida in irragionevoli atti di altruismo o improbabili cambiamenti di comportamento dei consumatori. 1. Pretendere di cambiare la visione del mondo dei consumatori. In genere, e non solo nel marketing, accettiamo i messaggi che confermano e rafforzano valori e credenze alla base della nostra identità. I messaggi che attaccano le nostre convinzioni profonde, al contrario, provocano una reazione di rifiuto o chiusura. 2. Far pagare un servizio che altrove è gratuito. L&#8217;annoso dilemma che affligge, in particolare, le testate giornalistiche: come far pagare i propri contenuti se altrove è disponibile, gratuitamente e in tempo reale, qualcosa di simile? L&#8217;unica speranza è offrire qualcosa che sia migliore. Molto migliore. 3. Inventarsi un pubblico che non esiste. Per esempio realizzando prodotti che soddisfano le esigenze degli utenti come sono presunte dall&#8217;azienda &#8211; e non come sono davvero. Il rimedio è abbandonare atteggiamenti autoreferenziali e ascoltare il mercato (tramite questionari, focus group, mood analysis&#8230;) prima di lanciarsi in operazioni avventate. 4. Sopravvalutare la capacità degli acquirenti di comprendere il premium price. O, da un altro punto di vista, non riuscire a spiegare perché il [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/30/i-quattro-principi-di-un-marketing-fallimentare/</link>
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		<title>L&#8217;Africa e la costruzione di nuove identità nazionali</title>
		<description><![CDATA[Pare che la tendenza stia cambiando: la voglia di occuparsi della propria identità nazionale, in modo tale da strutturare una reputazione migliore, sta diventando la base di molte manovre politiche mondiali. Se in un primo momento è sembrato che solo i paesi occidentali, ed altamente sviluppati, potessero interessarsi alla costruzione della competitive identity, come se fosse un plus tra i progetti strategico-nazionali, ora il country branding sta raggiungendo anche l&#8217;Est asiatico e l&#8217;Africa. Il Rwanda ha aperto la strada di ricostruzione identitaria del continente, sebbene la fotografia del paese fosse difficile da modificare, perché legata per anni nella percezione di tutti ad immagini di morte, genocidi, fame e disperazione (nonostante sia una delle nazioni africane con meno corruzione e con più nazioni amiche dal punto di vista commerciale, n.d.r.). Lo stato dell&#8217;Africa Orientale ha così deciso di rifocalizzare i punti di forza collegati alla propria immagine, per diventare un modello di progresso e di stabilità politico-economica sia nel settore pubblico sia privato. E&#8217; stato seguito, praticamente alla lettera, il processo di costruzione sostanziale dell&#8217;identità all&#8217;interno del paese, in modo tale da poterlo poi comunicare al di fuori dei confini come un messaggio talmente reale e pieno da essere acquisito con maggior facilità dai media e dagli stakeholder. Non solo, in questo modo si è [...]]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/lafrica-e-la-costruzione-di-nuove-identita-nazionali/</link>
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		<title>3 infografiche a confronto: la storia dell&#8217;advertising su Facebook, Twitter e YouTube</title>
		<description><![CDATA[Tre storie. Tre evoluzioni. Tre Mashable infographics per raccontare quanto e come sono migliorati (o peggiorati) i rapporti tra il mondo del social networking e quello dell&#8217;advertising. Ci sono differenze qualitative nello sviluppo della pubblicità a seconda del social network analizzato? E&#8217; stato un processo continuo ed uniforme sia per Facebook, sia per YouTube, sia per Twitter,  o ci sono stati dei picchi? Ecco le risposte: Tweet]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/3-infografiche-a-confronto-la-storia-delladvertising-su-facebook-twitter-e-youtube/</link>
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		<title>Twitter introduce un sistema di censura limitato a singoli paesi</title>
		<description><![CDATA[Twitter ha annunciato stanotte sul suo blog l&#8217;acquisizione di una tecnologia che permette la rimozione di un tweet solo all&#8217;interno di uno o più confini nazionali. La funzione sembra simile a quella che su Youtube blocca un contenuto in determinati paesi, in questo caso per ragioni di copyright. Il social network rivendica il suo ruolo di baluardo della libertà di informazione, ma ammette che la sua crescita internazionale lo pone di fronte a una scelta: o rimuovere un messaggio, quando questo viola una legge nazionale, da tutte le bacheche del mondo, o limitare i danni adottando questo sistema. E&#8217; significativo che come esempio vengano citati paesi amici come Francia e Germania e le loro leggi che vietano contenuti a favore del nazismo.Tweet]]></description>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2012/01/27/twitter-introduce-un-sistema-di-censura-limitato-a-singoli-paesi/</link>
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