
Il “Conversation Prism”, elaborato da Brian Solis e JESS3, mostra i maggiori player nelle 28 categorie delle conversazioni online.

USA – General Sentiment e Q Score hanno costruito una serie di rapporti, chiamati Prime Time Audience Evaluation Reports, che misurano il coinvolgimento del pubblico nei programmi televisivi e la forza di tale coinvolgimento. I rapporti sono suddivisi in tematiche e aggiornati settimanalmente.
I programmi televisivi sono valutati tramite il General Sentiment’s Involvement Score che misura la quantità di passaparola online generata intorno ad uno spettacolo, mentre il Q Scores’ Emotional Bonding è una metrica che aiuta i pubblicitari e le emittenti a determinare la “devozione” dei telespettatori nei programmi.
Prescindendo dalla validità delle misurazioni (tutte da verificare) è possibile misurare il coinvolgimento di uno spettacolo televisivo soltanto attraverso il passaparola online? TV e Web non sono due differenti media?
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Misurare le misurazioni? Piuttosto valutare l’efficacia dell’introduzione dei social media nel mondo della comunicazione aziendale e della pubblicità. Social media metrics di Jim Sterne è un libro che si basa sul concetto fondamentale del marketing moderno: il buzz è più efficace della pubblicità tradizionale. Ciò che i clienti dicono sul tuo prodotto o sulla tua azienda nel mondo del web 2.0 è più influente di una campagna pubblicitaria! Incredibile? Assolutamente no.
L’importanza dell’opinione dei consumatori, non come creazione di idee dall’alto (dei media tradizionali), ma come costruzione partecipativa attraverso l’incontro tra pareri personali, che possono creare un momento di scambio, e le nuove tecnologie 2.0. Capire quanto le amicizie e i followers siano importanti nella strategia di mercato, capire come sfruttare il social networking e capire, infine, la facilità di utilizzo di questi preziosi strumenti attraverso esempi specifici e concreti di esperienze effettive.
Jim Sterne, SOCIAL MEDIA METRICS. How to Measure and Optimize your Marketing Investment, Wiley & Sons Ltd., 2010, 240 pp.
La viralità del passaparola come elemento costitutivo del successo di un brand.
Questo l’argomento che verrà analizzato durante l’evento “The buzz about the social media buzz” che si terrà a Londra, presso lo IAB HQ, il 14 luglio. Quanto realmente il buzz può influenzare la percezione di un prodotto? Quanto è considerato come metro di valutazione attendibile dai consumatori? Quanto scatena reazioni negative? Nella giornata del meeting si cercherà di spiegare quanto il social networking e il “virale” sono legati e quanto la “pubblicità alternativa” sia più efficace degli spot che passano attraverso i media tradizionali.
Diversi i partecipanti/presentatori che aderiscono alla giornata: Andrew Grill, UK head of sales e business development alla Visible Technologies, Robin Grant di We Are Social, Claudio Branno, head of seeding alla The Viral Factory e Matt Rhodes, Client Services Director alla FreshNetworks.
Per iscriversi all’evento e per avere ulteriori informazioni: qui.
http://www.youtube.com/watch?v=idLG6jh23yE
di Davide Fiorentini
Mondiali di calcio 2010. La sfida non è solo tra le nazionali in competizione per la Coppa del Mondo, ma anche tra i due brand sportivi per eccellenza: Adidas e Nike.
YouGov, società americana di analisi del brand, ha misurato il buzz delle campagne di viral marketing dei due colossi dell’abbigliamento sportivo, intervistando un campione di 5.000 persone al giorno, rappresentativo delle popolazione americana. L’azienda ha pubblicato un report sulla percezione settimanale di Adidas e Nike, costruendo un indice di valore del buzz che varia da +100 (estremamente positivo) a -100 (estremamente negativo), dove 0 è il valore neutrale.
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Cosa rende il passaparola “l’idea di marketing più affascinante degli ultimi tempi”, almeno secondo Philip Kotler?
Se ne discuterà domani all’Hotel Bernini Bristol di Roma nel corso del seminario Lancio di nuovi prodotti e brand attraverso Viral e Buzz Marketing, organizzato da Business International.
Gianluca Arnesano, autore di Viral Marketing e altre strategie di comunicazione innovativa e Stefano Vitta, General Manager di ZZUB.it, parleranno di WOMMI, l’associazione di cui fanno parte che riunisce i professionisti italiani del marketing per passaparola.
Tra le presentazioni di case histories di successo segnaliamo l’intervento di Erika Ferszt, Responsabile Media per Luxottica.
di Ildegarda Ferraro
Due casi limite, quelli del colore magenta e della parola bzz, mettono in luce alcune falle del sistema Internet, scatenando una serie di battaglie legali. Esiste il diritto di appropriarsi di qualcosa sul web? La posta in gioco…
Internet è partecipazione, indispensabile per comunicare. Semplici esperienze ne danno la misura. Ma è anche un insieme di regole diverse in rapido cambiamento. Un universo in cui “si combatte” per il colore magenta e non si può usare il ronzio delle api. Comunicare ai tempi della rete vuol dire fare sempre e comunque i conti con la rete. Almeno in termini di riferimento e di scenario, Internet oggi è indispensabile per comunicare. Nella maggioranza dei casi non si può fare a meno di immaginare un percorso specifico, anche quando la scelta cade su canali diversi il gioco dei rimandi implica uno sguardo attento al web. Per almeno due ragioni: da una parte perché cresce il numero di chi vive connesso e dall’altra perché le regole possono essere molto diverse e cambiare molto rapidamente. Esperienze molto semplici ne danno la misura.
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