Non usate quel magenta!
di Ildegarda Ferraro
Due casi limite, quelli del colore magenta e della parola bzz, mettono in luce alcune falle del sistema Internet, scatenando una serie di battaglie legali. Esiste il diritto di appropriarsi di qualcosa sul web? La posta in gioco…
Internet è partecipazione, indispensabile per comunicare. Semplici esperienze ne danno la misura. Ma è anche un insieme di regole diverse in rapido cambiamento. Un universo in cui “si combatte” per il colore magenta e non si può usare il ronzio delle api. Comunicare ai tempi della rete vuol dire fare sempre e comunque i conti con la rete. Almeno in termini di riferimento e di scenario, Internet oggi è indispensabile per comunicare. Nella maggioranza dei casi non si può fare a meno di immaginare un percorso specifico, anche quando la scelta cade su canali diversi il gioco dei rimandi implica uno sguardo attento al web. Per almeno due ragioni: da una parte perché cresce il numero di chi vive connesso e dall’altra perché le regole possono essere molto diverse e cambiare molto rapidamente. Esperienze molto semplici ne danno la misura.
Dilettanti.com
Quando uscì nel 2007 The Cult of the Amateur. How Today’s Internet is Killing Our Culture di Andrew Keen suscitò sdegno e irritazione in non pochi apostoli del social web. Ora che DeAgostini ne ha pubblicato la versione italiana, sarà interessante vedere se reazioni simili rimbalzeranno nella nostra blogosfera.
La storia vuole che Keen, pioniere del web dal 1995 e amico del guru Tim O’Reilly, proprio durante un incontro organizzato da quest’ultimo abbia deciso di voltare le spalle agli “integrati” del web 2.0 e abbracciare la causa apocalittica.
Così un paio di anni fa, mentre in tutti i barcamp si brindava alla rivoluzione voltapagina di Internet, questo rinnegato della prima ora cominciò a inveire su utenti di blog, Youtube e p2p e a lanciar loro le accuse di dilettantismo, plagio, pirateria, autoricidio, in sintesi di attentare alla vita dell’industria culturale per trasformarla in un brusio cacofonico.



