Continua il dibattito sul decreto salva-Italia Leggi tutto »
Continua il dibattito sul decreto salva-Italia Leggi tutto »
La politica italiana, le manovre economiche europee e la crisi finanziaria Leggi tutto »Tweet
Nel 2011, secondo i dati Nielsen riportati dal Sole24ore, i big spender della pubblicità hanno abbandonato in misura massiccia l’Italia, dirottando i loro investimenti verso i mercati emergenti: Cina, India, Brasile e soprattutto Russia.
Vi segnaliamo l’incontro Il consumatore e la crisi, organizzato da Altroconsumo, che si terrà venerdì 17 dicembre a Milano presso Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari, 6).
Attraverso l’intervento di esperti e professionisti si cercherà di analizzare l’impatto che la crisi economica ha avuto sull’atteggiamento e sulle tendenze di spesa dei consumatori italiani.
All’evento parteciperanno Francesco Silva, direttore Consumatori, Diritti e Mercato, Giuseppe D’Agostino, della Consob, Riccardo De Bonis, di Banca D’Italia, e Massimo Ferrero, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Per il programma completo clicca qui
“La Repubblica della comunicazione” è un libro scritto a quattro mani da Francesco Pira e Franco Pomilio. Più che un libro potrebbe essere visto come un itinerario, un percorso da seguire, una fotografia della democrazia italiana, con i suoi valori, con i suoi simboli e i suoi linguaggi. Un tricolore culturale in continua evoluzione che impone un cambiamento anche al tricolore istituzionale, necessariamente costretto a seguire questo processo e a dover affrontare sfide impensate fino a pochi anni fa.
Lo sviluppo storico-comunicativo porta alla mutazione del ruolo del comunicatore, un tempo puro tecnico del linguaggio, ormai invece creativo e, necessariamente, originale punto d’incontro del trinomio: istituzioni, imprese, cittadini.
Le tappe analizzate in questo percorso sono collegate a concetti come new media, sostenibilità, crisi e si sviluppano sullo sfondo della relazione Europa-Mediterraneo.
Il 26 novembre segnaliamo l’evento dal titolo Qualità, Governance e Lavoro. Il nuovo ruolo dell’associazione.
La giornata di dibattiti si svolgerà presso Palazzo Turati a Milano, dalle 9.30 alle 18, e vedrà la partecipazione del Vice Presidente di Confindustria, il Vice presidente vicario di Confindustria Innovativi e Tecnologici ed il presidente dell’ADCI.
Una giornata ricca di interventi e spunti per riflettere sulle trasformazioni e i cambiamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro e, in particolar modo, dell’industria, in un momento di recessione e di importanti evoluzioni tecnologiche.
Per scaricare il programma clicca qui.
Per adesioni paola.franchi@assocomunicazione.it

di Ildegarda Ferraro
Sette milioni in meno di posti di lavoro negli Stati Uniti e il tasso di criminalità più basso dall’inizio degli anni ’60. Insomma, meno crimini e misfatti con una crisi che avrebbe invece dovuto portare a conclusioni opposte. Lo ha scritto il Wall Street Journal e anche la stampa italiana lo ha sottolineato. Così Alberto Brambilla sul Riformista ha ricordato che «L’idea che povertà e ingiustizia sociale vadano a braccetto con un aumento della criminalità dovrà essere dimenticata. Nei primi mesi del 2008, quando la disoccupazione aveva già iniziato a mordere, scienziati sociali e criminologi avvertivano che di lì a poco sarebbero aumentati i reati. Una deduzione logica che sarebbe stata smentita dai fatti».

Karen Zouwen Ho, Liquidated: an Ethnography of Wall Street, Duke University Press, 2009, 392 pp, 12£ su Amazon.co.uk
Nulla sembra più lontano dei banchieri di Wall Street dai campi usuali di indagine praticati dagli antropologi. Da un lato i rappresentanti del vertice globalizzante di processi e contenuti caratterizzati dalla immaterialità, dalla astrazione, dalla razionalità applicata, dalla quantità e dal potere vero. Dall’altro una disciplina che è sempre locale, prevalentemente qualitativa, radicata negli aspetti ‘materiali’ e nella vita quotidiana, concentrata su gruppi quasi sempre marginali e fuori dal flusso della modernità.
Naturalmente le cose sono andate cambiando, per i banchieri di Wall Street come per gli antropologi. I primi hanno subito qualche non banale scossa temporanea al loro status, prestigio e potere. I secondi da più tempo si sono accorti della modernità, delle élite di potere e delle organizzazioni complesse.
Karen Ho insegna antropologia all’Università del Minnesota (USA), ma nella sua vita precedente aveva lavorato per un gigante finanziario di Wall Street e fatto ricerca su varie banche. Questa volta ha pensato di applicare i concetti, gli strumenti e l’approccio dell’antropologia proprio agli ex ‘suoi’ banchieri.
Lo ha fatto da antropologa: ascoltando, guardando con occhi da straniera, raccogliendo con pazienza frammenti e materiali di ogni genere, e mettendoli poi insieme in un ritratto complessivo della loro cultura.
Il risultato è questo bel libro, ispirato dai modelli di Bourdieu, e malgrado ciò vivo e potente. A volte difficile, ma fa capire molte cose del delirio di gruppo che ha prodotto parte della crisi che stiamo vivendo. (enrico pozzi)
Karen Ho, Università del Minnesota, parla del suo libroTweet