Evgeny Morozov ha scritto un libro dal titolo controcorrente rispetto al “luogo comune 2.0″: The net delusion: the dark side of internet freedom.
Per anni gli studiosi hanno celebrato la libertà che il nuovo media avrebbe garantito. Successivamente, per altri anni ancora, hanno condannato i rischi della libertà eccessiva. I political users si sono prima sentiti investiti dalle nuove possibilità prospettate, e l’autore è tra questi, poi si sono accorti che non era tutto così luccicante.
Quale sarebbe il lato oscuro della libertà di internet?
La forza rivoluzionaria del mezzo, che si sarebbe potuta avvicinare alla politica con maggiore efficacia, diventa forza controllabile e controllata, così come i contenuti sono censurabili e censurati.
Reale sguardo da esperto o tendenza al complottismo?
Stephen M. Walt, professore alla Harvard University, dice di questo libro “If you thought that Facebook, Twitter, and the World Wide Web would trigger a new wave of democratic transformations, read this book and think again.”
Se siete incerti o semplicemente affascinati dal tema potete partecipare alla presentazione del libro al Festival del Giornalismo, di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa. All’evento parteciperanno lo stesso Evgeny Morozov, editorialista Foreign Policy ed autore del libro, e Nicola Bruno, co-fondatore Effecinque.
Evgeny Morozov, The net delusion: the dark side of internet freedom. PublicAffairs, 2011, 408 pp.