Posts Tagged ‘ giornalismo ’

Emozioni, prima che informazioni

maggio 21, 2012 By

Sabato mattina, alle 7:45, tre bombole di gas sono fatte esplodere dinanzi l’Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, uccidendo una ragazza di 16 anni e ferendo gravemente altri sette ragazzi.

In pochi minuti l’ecosistema dell’informazione è sconvolto: mass media e giornali si precipitano nella città pugliese mentre nei social network si fanno strada sentimenti di rabbia, smarrimento, commozione. Leggi tutto »

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Giornali, libri, dvd: l’ecatombe dell’industria culturale

marzo 19, 2012 By

La notizia della mia morte è fortemente esagerata, titola l’ultimo numero di Il, supplemento mensile del Sole 24 ore: una citazione di Mark Twain per dire che il destino della carta stampata è tutt’altro che segnato. Leggi tutto »

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In Italia il mercato dell’informazione on line è più concentrato di quello tradizionale

novembre 21, 2011 By

I dati Audiweb e Audipress mostrano, un po’ a sorpresa, come il mercato dei quotidiani on line sia più oligopolistico del mercato dei quotidiani cartacei: in un panel che comprende le principali  testate, elaborato da Il Giornalaio, le prime quattro totalizzano il 49% delle vendite in edicola e ben il 65% degli utenti unici sul web.

All’interno del panel le due corazzate, Repubblica e Corriere della Sera, hanno una quota di mercato in edicola del 15 e del 16%; percentuali che on line salgono rispettivamente al 25 e al 21% (mentre Stampa, Messaggero e Giornale perdono terreno sul web rispetto al cartaceo).

Sebbene sia azzardato paragonare realtà diverse come stampa e web, ciascuna delle quali presuppone un suo metodo di rilevazione, il trend è chiaro: la maggior parte delle testate vede calare le vendite e aumentare gli accessi unici. Che oramai, per i giornali più influenti, hanno superato le copie vendute.

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Secondo l’”Economist” la carta stampata cresce ma il futuro dell’informazione sono i paywalls

luglio 18, 2011 By

Giorni fa è stato pubblicato il 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia, incentrato sui media personali e la crisi di credibilità del giornalismo. In particolare, mentre internet raggiunge per la prima volta la maggioranza assoluta della popolazione, i quotidiani a pagamento colano a picco: i lettori sono diminuiti del 7% rispetto a due anni fa, del 19 rispetto al 2007.

I quotidiani arrancano pure in paesi (Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone…) in cui la carta stampata vanta una tradizione più solida della nostra.

Uno dei motivi lo suggerisce Alan Rusbridger, direttore del britannico Guardian, che ha appena avviato un piano di investimenti sul digitale: “dal lunedì al venerdì i lettori prendono in mano il giornale verso le 21“, quando oramai è già superato dalle notizie in tempo reale di internet e tv. Il giornale, perciò, dovrebbe ridefinire la sua funzione e concentrarsi sulla spiegazione piuttosto che sull’informazione.

Eppure, nel quadriennio 2005-2009, la diffusione dei quotidiani nel mondo è aumentata del 6%. Lo rivela uno studio dell’Economist: i newspapers hanno registrato un autentico boom in economie emergenti e popolose come India (+39%), Brasile (+20), Cina (+10), ma anche in Africa e nel mondo arabo; mentre perdono terreno in Europa e nell’area anglosassone, dov’è nata l’informazione moderna.

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Morte e resurrezione dei giornali

novembre 29, 2010 By

Dopo aver parlato di Giornalismo e Nuovi Media di Sergio Maistrello, torniamo ad occuparci di giornalismo, con un libro che, dal titolo, sembra andare molto avanti rispetto alle analisi portate avanti fino ad ora.

Morte e Resurrezione dei giornali: laddove gli analisti parlano prima di morte della carta stampata, per poi ripensarci, poi di cannibalismo (new) mediatico, per poi parlare di fusione mediatica tra vecchio e nuovo, arriva un libro che sottolinea la resurrezione di un fantomatico Lazzaro “gutenberghiano” (lasciandoci passare il blasfemo accostamento).

Enrico Pedemonte, studioso della situazione del giornalismo americano ed europeo, ci racconta come nuovi media e gratuità della rete siano “altro” rispetto al giornale, baluardo della Democrazia (con la d maiuscola). Si evidenziano le ragioni della crisi del giornalismo cartaceo e si elencano le differenze che salvano (e a volte affossano)  dalla progressiva diminuzione di importanza del giornalismo “old school”.

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Giornalismo e nuovi media di Sergio Maistrello

novembre 15, 2010 By

Sulla morte della carta stampata si discute da tempo.

Con l’avvento della rete, e con la fusione tra il mondo editoriale ed internet, in molti si sono ampiamente espressi prevedendo una triste fine per l’invenzione di Gutenberg.

In realtà il cannibalismo tra media, per ora, ha preservato il mondo del giornalismo “tradizionale”, ma sicuramente, ha ridefinito i contorni della figura del giornalista.

I nuovi spazi mediali del 2.0 hanno sdoganato un concetto di giornalismo amatoriale in cui chiunque può esprimersi e può commentare notizie di cronaca secondo la propria inclinazione o la propria visione della vita.

In questo nuovo mondo il giornalista professionista si trova di fronte alla necessità di dover sopravvivere ad una continua “fuga di notizie”. Se prima il monopolio culturale lo rendeva unico portatore di news (la competizione tra colleghi era l’unico limite), ormai la corsa alla notizie diventa piuttosto una maratona a cui partecipano tutti.

Reinventarsi è l’obiettivo.

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Misurare la blogosfera nel 2010

novembre 12, 2010 By

Due appuntamenti importanti per comprendere lo stato della blogosfera italiana ed internazionale nel 2010.
Techonorati pubblica la settima edizione del suo report annuale State of the Blogosphere, mentre Liquida e Human Highway ripetono l’esperimento del 2009 con la loro Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualità.

Questi i principali key-findings di Technorati:

  • la blogosfera ha conluso definitivamente il suo capitolo di comunità nascente e attraversa una fase di transizione in cui ridefinisce la propria identità, tra influenza sull’informazione mainstream e convergenza con i social network
  • il mobile blogging cresce e già coinvolge il 25% dei blogger, con il risultato di post più brevi e spontanei
  • le donne e in particolare le mamme si affermano come gli autori più attivi e influenti nelle conversazioni sui brand
  • circola ottimismo sul futuro del mezzo: i blogger progettano di scrivere di più ed affrontare uno spettro più ampio di temi, di veder aumentare il proprio pubblico e la fiducia in loro riposta

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Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media

settembre 17, 2010 By

È uscito un nuovo libro che parla di mass media e, soprattutto, del legame, sempre più a maglie larghe, tra questi ultimi e i “destinatari” del messaggio comunicativo.

Paolo Scandaletti, giornalista e professore, e Michele Sorice, docente e direttore del Centre for Media and Communication Studies “Massimo Baldini”, analizzano in queste pagine il crollo delle vendite di quotidiani.

Sottolineano la mancanza di fiducia dei lettori verso la deontologia professionale del giornalisti, l’assoluta consapevolezza dell’assenza di affidabilità verso ciò che si legge, il pregiudizio di cattiva fede nei confronti di articoli che vanno così reinseriti in una struttura di comprensione personale che riadatta, rilegge  e, in un certo senso, riscrive l’articolo.

Un rapporto sulla credibilità del sistema dei media in Italia che sembra la degna conseguenza della “decodifica aberrante” di echiana memoria: il rifiuto del messaggio per delegittimazione dell’emittente e la cosiddetta guerriglia semiologica.
Che sia solo un problema italiano?

Paolo Scandaletti e Michele Sorice, Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media, Centro di Documentazione Giornalistica, 2010, 319 pp.

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Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. 3-4 luglio 2010

giugno 30, 2010 By

La XXXIª edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo si terrà questo weekend (3-4 luglio) ed eleggerà il “comunicatore dell’anno”, premiazione promossa e organizzata da Ferpi in collaborazione con la Fondazione Valentino, organizzatrice della due giorni.

Da notare la crescente attenzione al rapporto tra giornalismo e relazioni pubbliche: ne è dimostrazione la partnership di aziende come Coca-Cola e Vodafone.

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L'ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro

maggio 18, 2010 By

Prima si parlava delle ‘tre C’ della comunicazione: contenuti, credibilità, creatività. Ora il social-networking ne individua di nuove: condivisione, comunità e conversazione. I professionisti della carta stampata e dell’informazione vedono scalfire la loro posizione privilegiata in un mondo caratterizzato da Facebook, Twitter e aggregatori di notizie: l’epoca della comunicazione ′dal basso′.

Massimo Gaggi e Marco Bardazzi analizzano i cambiamenti che ci sono nel passaggio dall’era dell’informazione del piombo all’era ′del vetro′.  La ricerca di purezza e di trasparenza della notizia si scontra con l’opacità di Internet, che al tempo stesso dà voce a tutti e nasconde con l’anonimato. La guerra di click elimina il binomio credibilità-qualità e favorisce credibilità-quantità (di contatti, di lettori, di visitatori, di linkaggi).

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