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	<title>Misurarelacomunicazione &#187; giornalismo</title>
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	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
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		<title>In Italia il mercato dell&#8217;informazione on line è più concentrato di quello tradizionale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 08:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cilardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati Audiweb e Audipress mostrano, un po&#8217; a sorpresa, come il mercato dei quotidiani on line sia più oligopolistico del mercato dei quotidiani cartacei: in un panel che comprende le principali  testate, elaborato da Il Giornalaio, le prime quattro totalizzano il 49% delle vendite in edicola e ben il 65% degli utenti unici sul web. All&#8217;interno del panel le due corazzate, Repubblica e Corriere della Sera, hanno una quota di mercato in edicola del 15 e del 16%; percentuali che on line salgono rispettivamente al 25 e al 21% (mentre Stampa, Messaggero e Giornale perdono terreno sul web rispetto al cartaceo). Sebbene sia azzardato paragonare realtà diverse come stampa e web, ciascuna delle quali presuppone un suo metodo di rilevazione, il trend è chiaro: la maggior parte delle testate vede calare le vendite e aumentare gli accessi unici. Che oramai, per i giornali più influenti, hanno superato le copie vendute. Il discorso cambia se teniamo conto non delle copie vendute, ma delle stime Audipress sui lettori effettivi, secondo cui i giornali cartacei vengono letti in misura molto maggiore rispetto ai relativi siti web (evidentemente perché la stessa copia viene letta da almeno 8/10 persone). Ma le generose stime di Audipress non sono disinteressate, dato che del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/giornalismo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8093" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/giornalismo1-300x211.jpg" alt="" width="270" height="190" /></a><a title="Correlazioni: Il Dato è Tratto" href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/11/11/correlazioni-il-dato-e-tratto/" target="_blank">I dati <strong>Audiweb</strong> e <strong>Audipress</strong></a> mostrano, un po&#8217; a sorpresa, come il mercato dei quotidiani on line sia più oligopolistico del mercato dei quotidiani cartacei: in un panel che comprende le principali  testate, elaborato da <em>Il Giornalai</em><em><em>o</em>,</em><em> </em>le prime quattro totalizzano il 49% delle vendite in edicola e ben il 65% degli utenti unici sul web.</p>
<p>All&#8217;interno del panel le due corazzate, <em><strong>Repubblica </strong></em>e<strong> <em>Corriere della Sera</em></strong>, hanno una quota di mercato in edicola del 15 e del 16%; percentuali che on line salgono rispettivamente al 25 e al 21% (mentre <strong><em>Stampa</em>, </strong><em><strong>Messaggero</strong> </em>e <em><strong>Giornale </strong></em>perdono terreno<em><strong> </strong></em>sul web rispetto al cartaceo).</p>
<p>Sebbene sia azzardato paragonare realtà diverse come stampa e web, ciascuna delle quali presuppone un suo metodo di rilevazione, il trend è chiaro: la maggior parte delle testate vede calare le vendite e aumentare gli accessi unici. Che oramai, per i giornali più influenti, hanno superato le copie vendute.</p>
<p><span id="more-8072"></span>Il discorso cambia se teniamo conto non delle copie vendute, ma delle stime Audipress<strong> </strong>sui lettori effettivi, secondo cui i giornali cartacei vengono letti in misura molto maggiore rispetto ai relativi siti web (evidentemente perché la stessa copia viene letta da almeno 8/10 persone). Ma le generose stime di Audipress non sono disinteressate, dato che del consorzio fanno parte editori e pubblicitari.</p>
<p><a title="Dati al giorno medio sui principali quotidiani on line italiani" href="http://giornalaio.files.wordpress.com/2011/11/trend-quotidiani-online-sett-2011-vs-sett-2010.jpg" target="_blank">I dati al giorno medio</a> dei principali siti di informazione dicono che nel 2011, rispetto all&#8217;anno precedente, le testate più prestigiose (<em>Repubblica</em>, <em>Corriere, </em><strong><em>Gazzetta dello Sport</em></strong>,<em> Stampa </em>e <strong><em>Sole24ore</em></strong>) hanno guadagnato accessi, mentre sono in flessione i portali delle agenzie di stampa <strong><em>Ansa</em></strong> e <strong><em>Adnkronos</em> </strong>e, stranamente, anche iniziative nate di recente come il <strong><em>Post </em></strong>e il network <em><strong>Blogo</strong></em>.</p>
<p>Se a ciò aggiungiamo l&#8217;esordio non eclatante de <strong><em>Linkiesta</em></strong>, altra testata senza trascorsi in edicola, risulta chiaro che i tradizionali gruppi editoriali, con differenze dovute a strategie più o meno riuscite, dominano saldamente lasciando le briciole alle realtà cresciute solo sul web.</p>
<p>Significativi anche i dati medi di permanenza sui siti, che oscillano dal 1&#8217;22&#8221; del network <strong><em>Blogosfere</em> </strong>agli 8&#8217;46&#8221; di <strong><em>ClassEditori</em></strong> (gruppo in forte espansione nel settore dell&#8217;informazione finanziaria e del<em> life style</em>): le testate on line più importanti mantengono l&#8217;attenzione dei loro utenti per 4/6 minuti, in parecchi casi anche meno. Pochi per una lettura ragionata e approfondita.</p>
<p>Infine i siti di periodici molto seguiti (<strong><em>Tv Sorrisi e Canzoni</em></strong>, <strong><em>Oggi</em></strong>, <strong><em>Gioia</em></strong>&#8230;) raccolgono <a title="Dati sui lettori e gli accessi delle testate giornalistiche on line" href="http://www.gerypalazzotto.it/2011/11/09/lettori-online-contiamoci/" target="_blank">poche migliaia di accessi</a>, a confermare che il web non costituisce un pericolo per i rotocalchi. Almeno per ora.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/11/21/in-italia-il-mercato-dellinformazione-on-line-e-piu-concentrato-di-quello-tradizionale/" data-text="In Italia il mercato dell&#8217;informazione on line è più concentrato di quello tradizionale" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F11%2F21%2Fin-italia-il-mercato-dellinformazione-on-line-e-piu-concentrato-di-quello-tradizionale%2F&#038;text=In%20Italia%20il%20mercato%20dell%26%238217%3Binformazione%20on%20line%20%C3%A8%20pi%C3%B9%20concentrato%20di%20quello%20tradizionale" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Secondo l&#8217;&#8221;Economist&#8221; la carta stampata cresce ma il futuro dell&#8217;informazione sono i paywalls</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cilardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorni fa è stato pubblicato il 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia, incentrato sui media personali e la crisi di credibilità del giornalismo. In particolare, mentre internet raggiunge per la prima volta la maggioranza assoluta della popolazione, i quotidiani a pagamento colano a picco: i lettori sono diminuiti del 7% rispetto a due anni fa, del 19 rispetto al 2007. I quotidiani arrancano pure in paesi (Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone&#8230;) in cui la carta stampata vanta una tradizione più solida della nostra. Uno dei motivi lo suggerisce Alan Rusbridger, direttore del britannico Guardian, che ha appena avviato un piano di investimenti sul digitale: &#8220;dal lunedì al venerdì i lettori prendono in mano il giornale verso le 21&#8220;, quando oramai è già superato dalle notizie in tempo reale di internet e tv. Il giornale, perciò, dovrebbe ridefinire la sua funzione e concentrarsi sulla spiegazione piuttosto che sull&#8217;informazione. Eppure, nel quadriennio 2005-2009, la diffusione dei quotidiani nel mondo è aumentata del 6%. Lo rivela uno studio dell&#8217;Economist: i newspapers hanno registrato un autentico boom in economie emergenti e popolose come India (+39%), Brasile (+20), Cina (+10), ma anche in Africa e nel mondo arabo; mentre perdono terreno in Europa e nell&#8217;area anglosassone, dov&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/07/Economist01.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6617" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/07/Economist01-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a>Giorni fa è stato pubblicato il 9° <strong>Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione </strong>in Italia, incentrato sui media personali e la <a title="9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, personal media e crisi del giornalismo" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/07/15/9%C2%B0-rapporto-censisucsi-sulla-comunicazione-personal-media-e-crisi-del-giornalismo/" target="_blank">crisi di credibilità</a> del giornalismo. In particolare, mentre internet raggiunge per la prima volta <a title="CENSIS: UN ITALIANO SU DUE NAVIGA SUL WEB" href="http://www.asca.it/copertina-CENSIS__UN_ITALIANO_SU_DUE_NAVIGA_SUL_WEB-4633.html" target="_blank">la maggioranza assoluta</a> della popolazione, i quotidiani a pagamento <a title="CENSIS: META' ITALIANI SUL WEB, I QUOTIDIANI PERDONO LETTORI" href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201107131015-ipp-rt10032-media_censis_tv_regina_quotidiani_perdono_7_lettori" target="_blank">colano a picco</a>: i lettori sono diminuiti del 7% rispetto a due anni fa, del 19 rispetto al 2007.</p>
<p>I quotidiani arrancano pure in paesi (Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone&#8230;) in cui la carta stampata vanta una tradizione più solida della nostra.</p>
<p>Uno dei motivi lo suggerisce <strong>Alan Rusbridger</strong>, direttore del britannico <strong>Guardian</strong>, che ha appena avviato un <a title="Il Guardian si butta sul digitale, ma i giornali nel mondo crescono ancora" href="http://mediablog.vanityfair.it/2011/07/11/il-guardian-si-butta-sul-digitale-ma-i-giornali-nel-mondo-crescono-ancora/" target="_blank">piano di investimenti</a> sul digitale: &#8220;<em>dal lunedì al venerdì i lettori prendono in mano il giornale verso le 21</em>&#8220;, quando oramai è già superato dalle notizie in tempo reale di internet e tv. Il giornale, perciò, dovrebbe ridefinire la sua funzione e concentrarsi sulla spiegazione piuttosto che sull&#8217;informazione.</p>
<p>Eppure, nel quadriennio 2005-2009, la diffusione dei quotidiani nel mondo è aumentata del 6%. Lo rivela <a title="Ancora in crescita la diffusione dei quotidiani nel mondo" href="http://www.lsdi.it/2011/07/10/ancora-in-crescita-la-diffusione-dei-quotidiani-nel-mondo/" target="_blank">uno studio dell&#8217;<strong>Economist</strong></a>: i<em> newspapers </em>hanno registrato un autentico boom in economie emergenti e popolose come India (+39%), Brasile (+20), Cina (+10), ma anche in Africa e nel mondo arabo; mentre perdono terreno in Europa e nell&#8217;area anglosassone, dov&#8217;è nata l&#8217;informazione moderna.</p>
<p><span id="more-6604"></span>La ricerca dell&#8217;Economist evidenzia una relazione: i paesi in cui i quotidiani arretrano sono quelli in cui i social network hanno raggiunto percentuali consistenti della popolazione (Stati Uniti, Gran Bretagna); al contrario, i paesi in cui i giornali guadagnano lettori sono quelli in cui <strong>Facebook </strong>e <strong>Twitter</strong> sono marginali.</p>
<p>Tuttavia realtà come Cina e Brasile hanno dei &#8220;loro&#8221; social network (<strong>Renren</strong>, <strong>Orkut</strong>), diversi da quelli in voga in Occidente: la relazione pare inconsistente, a maggior ragione perché una delle tabelle pubblicate mostra come, negli Stati Uniti, la diffusione dei giornali è iniziata a calare all&#8217;alba del Novecento, prima ancora dell&#8217;avvento della radio (!).</p>
<p>I quotidiani cartacei, in conclusione, hanno ancora un ruolo?</p>
<p>Secondo quanto <a title="«È la rete, bellezza»" href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/127877/e_la_rete_bellezza" target="_blank">dichiarato ad </a><strong><em><a title="«È la rete, bellezza»" href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/127877/e_la_rete_bellezza" target="_blank">Europa</a></em> </strong>dall&#8217;autore della ricerca, <strong>Tom Standage</strong>, &#8220;<em>resta da capire quanto durerà l’entusiasmo per la carta stampata in questi mercati in via di sviluppo, man mano che aumenterà l’accesso a internet. Il Brasile è un caso interessante: la banda larga si sta diffondendo velocemente e la diffusione dei quotidiani sembra essersi stabilizzata</em>&#8220;.</p>
<p>Malgrado il boom di copie nei paesi emergenti, dunque, il futuro dei &#8220;<em>quotidiani migliori e più autorevoli</em>&#8221; è su internet: la &#8220;<em>transizione digitale</em>&#8221; sarà possibile grazie ai <em>paywalls</em>, i paletti con cui è possibile consentire l&#8217;accesso ai soli abbonati e sperimentare su internet modelli di business sostenibili per l&#8217;informazione.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/07/18/secondo-leconomist-la-carta-stampata-cresce-ma-il-futuro-dellinformazione-sono-i-paywalls/" data-text="Secondo l&#8217;&#8221;Economist&#8221; la carta stampata cresce ma il futuro dell&#8217;informazione sono i paywalls" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F07%2F18%2Fsecondo-leconomist-la-carta-stampata-cresce-ma-il-futuro-dellinformazione-sono-i-paywalls%2F&#038;text=Secondo%20l%26%238217%3B%26%238221%3BEconomist%26%238221%3B%20la%20carta%20stampata%20cresce%20ma%20il%20futuro%20dell%26%238217%3Binformazione%20sono%20i%20paywalls" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Morte e resurrezione dei giornali</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/29/morte-e-resurrezione-dei-giornali/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver parlato di Giornalismo e Nuovi Media di Sergio Maistrello, torniamo ad occuparci di giornalismo, con un libro che, dal titolo, sembra andare molto avanti rispetto alle analisi portate avanti fino ad ora. Morte e Resurrezione dei giornali: laddove gli analisti parlano prima di morte della carta stampata, per poi ripensarci, poi di cannibalismo (new) mediatico, per poi parlare di fusione mediatica tra vecchio e nuovo, arriva un libro che sottolinea la resurrezione di un fantomatico Lazzaro &#8220;gutenberghiano&#8221; (lasciandoci passare il blasfemo accostamento). Enrico Pedemonte, studioso della situazione del giornalismo americano ed europeo, ci racconta come nuovi media e gratuità della rete siano &#8220;altro&#8221; rispetto al giornale, baluardo della Democrazia (con la d maiuscola). Si evidenziano le ragioni della crisi del giornalismo cartaceo e si elencano le differenze che salvano (e a volte affossano)  dalla progressiva diminuzione di importanza del giornalismo &#8220;old school&#8221;. Capire, quindi, come rinnovarsi, per creare, un ipergiornale, nel quale la partecipazione dei lettori diventi un ingrediente fondamentale, che si faccia narratore di un nuovo mondo, di una nuova società e di un nuovo modo di intendere le notizie. Della carta stampata, non ancora defunta, vengono, in queste pagine, descritte l&#8217;agonia, la morte e si disegnano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/morte-e-resurrezione-dei-giornali-chi-uccide-li-uccide-chi-li-salvera-2883566.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3920" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/morte-e-resurrezione-dei-giornali-chi-uccide-li-uccide-chi-li-salvera-2883566.jpg" alt="" width="140" height="222" /></a>Dopo aver parlato di <em>Giornalismo e Nuovi Media</em> di <strong>Sergio Maistrello</strong>, torniamo ad occuparci di giornalismo, con un libro che, dal titolo, sembra andare molto avanti rispetto alle analisi portate avanti fino ad ora.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Morte e Resurrezione dei giornali</em>: laddove gli analisti parlano prima di morte della carta stampata, per poi ripensarci, poi di cannibalismo (<em>new</em>) mediatico, per poi parlare di fusione mediatica tra vecchio e nuovo, arriva un libro che sottolinea la resurrezione di un fantomatico <em>Lazzaro &#8220;gutenberghiano&#8221;</em> (lasciandoci passare il blasfemo accostamento).</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Enrico Pedemonte</strong>, studioso della situazione del giornalismo americano ed europeo, ci racconta come nuovi media e gratuità della rete siano <em>&#8220;altro&#8221; </em>rispetto al giornale, baluardo della Democrazia (con la d maiuscola). Si evidenziano le ragioni della crisi del giornalismo cartaceo e si elencano le differenze che salvano (e a volte affossano)  dalla progressiva diminuzione di importanza del giornalismo<em> &#8220;old school&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-3919"></span>Capire, quindi, come rinnovarsi, per creare, un <em>ipergiornale</em>, nel quale la partecipazione dei lettori diventi un ingrediente fondamentale, che si faccia narratore di un nuovo mondo, di una nuova società e di un nuovo modo di intendere le notizie.</p>
<p style="text-align: left;">Della carta stampata, non ancora defunta, vengono, in queste pagine, descritte l&#8217;agonia, la morte e si disegnano i contorni di un&#8217;evoluzione che porterà alla sua resurrezione.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Enrico Pedemonte, <em>Morte e Resurrezione dei giornali. Chi li uccide, chi li salverà</em>. Garzanti Libri, 2010, 237 pp.</p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/29/morte-e-resurrezione-dei-giornali/" data-text="Morte e resurrezione dei giornali" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F11%2F29%2Fmorte-e-resurrezione-dei-giornali%2F&#038;text=Morte%20e%20resurrezione%20dei%20giornali" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Giornalismo e nuovi media di Sergio Maistrello</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 16:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla morte della carta stampata si discute da tempo. Con l&#8217;avvento della rete, e con la fusione tra il mondo editoriale ed internet, in molti si sono ampiamente espressi prevedendo una triste fine per l&#8217;invenzione di Gutenberg. In realtà il cannibalismo tra media, per ora, ha preservato il mondo del giornalismo &#8220;tradizionale&#8221;, ma sicuramente, ha ridefinito i contorni della figura del giornalista. I nuovi spazi mediali del 2.0 hanno sdoganato un concetto di giornalismo amatoriale in cui chiunque può esprimersi e può commentare notizie di cronaca secondo la propria inclinazione o la propria visione della vita. In questo nuovo mondo il giornalista professionista si trova di fronte alla necessità di dover sopravvivere ad una continua &#8220;fuga di notizie&#8221;. Se prima il monopolio culturale lo rendeva unico portatore di news (la competizione tra colleghi era l&#8217;unico limite), ormai la corsa alla notizie diventa piuttosto una maratona a cui partecipano tutti. Reinventarsi è l&#8217;obiettivo. Questo libro, partendo da un&#8217;analisi della storia del giornalismo, vuole proprio riflettere su come la figura del giornalista, e il giornalismo in sé, possano ricostruirsi e plasmarsi per prendere la forma delle &#8220;nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete&#8221;. Da una parte le grandi possibilità dovute ad una nuova flessibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/genmcop.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3678" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/genmcop.jpg" alt="" width="130" height="204" /></a>Sulla <strong>morte della carta stampata</strong> si discute da tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Con l&#8217;avvento della rete, e con la fusione tra il mondo editoriale ed internet, in molti si sono ampiamente espressi prevedendo una triste fine per l&#8217;invenzione di <strong>Gutenberg</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">In realtà il cannibalismo tra media, per ora, ha preservato il mondo del giornalismo &#8220;tradizionale&#8221;, ma sicuramente, ha ridefinito i contorni della figura del giornalista.</p>
<p style="text-align: left;">I nuovi <strong>spazi mediali del 2.0</strong> hanno sdoganato un concetto di <em>giornalismo amatoriale</em> in cui chiunque può esprimersi e può commentare notizie di cronaca secondo la propria inclinazione o la propria visione della vita.</p>
<p style="text-align: left;">In questo nuovo mondo il giornalista professionista si trova di fronte alla necessità di dover sopravvivere ad una continua &#8220;fuga di notizie&#8221;. Se prima il monopolio culturale lo rendeva unico portatore di news (la competizione tra colleghi era l&#8217;unico limite), ormai la corsa alla notizie diventa piuttosto una maratona a cui partecipano tutti.</p>
<p style="text-align: left;">Reinventarsi è l&#8217;obiettivo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-3677"></span>Questo libro, partendo da un&#8217;analisi della storia del <a title="giornalismo su MLC" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/tag/giornalismo/" target="_self">giornalismo</a>, vuole proprio riflettere su come la figura del giornalista, e il giornalismo in sé, possano ricostruirsi e plasmarsi per prendere la forma delle &#8220;nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Da una parte le grandi possibilità dovute ad una nuova flessibilità e ad una nuova concezione che si discosta dalle rigidità commerciali, dall&#8217;altra un percorso più difficile per farsi notare,sia se si è agli inizi, sia se si deve mantenere la propria credibilità.</p>
<p style="text-align: left;">Un libro che mette in evidenza i punti problematici della questione, ma che, nonostante tutto, fa ben sperare sulle sorti di una professione che non è affatto morta.</p>
<p style="text-align: left;">Sergio Maistrello. <em>Giornalismo e nuovi media</em>. Apogeo, 2010, 228 pp.</p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/15/giornalismo-e-nuovi-media-di-sergio-maistrello/" data-text="Giornalismo e nuovi media di Sergio Maistrello" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F11%2F15%2Fgiornalismo-e-nuovi-media-di-sergio-maistrello%2F&#038;text=Giornalismo%20e%20nuovi%20media%20di%20Sergio%20Maistrello" >Tweet</a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Misurare la blogosfera nel 2010</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/12/misurare-la-blogosfera-nel-2010/</link>
		<comments>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/12/misurare-la-blogosfera-nel-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 11:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>

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		<description><![CDATA[Due appuntamenti importanti per comprendere lo stato della blogosfera italiana ed internazionale nel 2010. Techonorati pubblica la settima edizione del suo report annuale State of the Blogosphere, mentre Liquida e Human Highway ripetono l&#8217;esperimento del 2009 con la loro Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualità. Questi i principali key-findings di Technorati: la blogosfera ha conluso definitivamente il suo capitolo di comunità nascente e attraversa una fase di transizione in cui ridefinisce la propria identità, tra influenza sull&#8217;informazione mainstream e convergenza con i social network il mobile blogging cresce e già coinvolge il 25% dei blogger, con il risultato di post più brevi e spontanei le donne e in particolare le mamme si affermano come gli autori più attivi e influenti nelle conversazioni sui brand circola ottimismo sul futuro del mezzo: i blogger progettano di scrivere di più ed affrontare uno spettro più ampio di temi, di veder aumentare il proprio pubblico e la fiducia in loro riposta Il report di Liquida si concentra invece su 5 temi: chi e quanti sono i lettori abituali di un blog che rapporto c&#8217;è tra lettura dei blog e lettura dei quotidiani che tipo di fiducia viene accordata alle due fonti qual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due appuntamenti importanti per comprendere lo stato della blogosfera italiana ed internazionale nel 2010.<br />
<strong>Techonorati</strong> pubblica la settima edizione del suo report annuale <a href="http://technorati.com/blogging/article/state-of-the-blogosphere-2010-introduction/">State of the Blogosphere</a>, mentre <strong>Liquida</strong> e <strong>Human Highway</strong> ripetono l&#8217;esperimento del 2009 con la loro <em>Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualità</em>.</p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/technorati.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3658" title="technorati" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/11/technorati.jpg" alt="" width="550" height="146" /></a></p>
<p>Questi i principali <em>key-findings</em> di Technorati:</p>
<ul>
<li>la blogosfera ha conluso definitivamente il suo capitolo di comunità nascente e attraversa una fase di transizione in cui ridefinisce la propria identità, tra <strong>influenza sull&#8217;informazione mainstream</strong> e <strong>convergenza con i social network</strong></li>
<li>il <strong>mobile blogging</strong> cresce e già coinvolge il 25% dei blogger, con il risultato di <strong>post più brevi e spontanei</strong></li>
<li>le <strong>donne</strong> e in particolare le <strong>mamme</strong> si affermano come gli autori più attivi e influenti nelle conversazioni sui <strong>brand</strong></li>
<li>circola <strong>ottimismo</strong> sul futuro del mezzo: i blogger progettano di scrivere di più ed affrontare uno spettro più ampio di temi, di veder aumentare il proprio pubblico e la fiducia in loro riposta</li>
</ul>
<p><span id="more-3655"></span>Il report di Liquida si concentra invece su 5 temi:</p>
<ul>
<li>chi e quanti sono i lettori abituali di un blog</li>
<li>che rapporto c&#8217;è tra lettura dei blog e lettura dei quotidiani</li>
<li>che tipo di fiducia viene accordata alle due fonti</li>
<li>qual è il rapporto tra i diversi medium e i temi affrontati</li>
<li>qual è il trend dell&#8217;ultimo anno</li>
</ul>
<p>Qui sotto le slide con i risultati più importanti:</p>
<p><img style="visibility: hidden; width: 0px; height: 0px;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyODk1NTgwOTMzNTkmcHQ9MTI4OTU2MTczMzA2MiZwPTEwMTkxJmQ9c3NfZW1iZWQmZz*yJm89OTJjNDBmMjQzMjAw/NDAwOGFhNWVlODQ1ZmI4YmRkNzcmb2Y9MA==.gif" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<div id="__ss_5738593" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualita" href="http://www.slideshare.net/liquida/analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita">Analisi del ruolo dei Blog nell’informazione di attualita</a></strong><object id="__sse5738593" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bloginfo-versionelite-101110163943-phpapp01-101111035424-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita&amp;userName=liquida" /><param name="name" value="__sse5738593" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5738593" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bloginfo-versionelite-101110163943-phpapp01-101111035424-phpapp01&amp;stripped_title=analisi-del-ruolo-dei-blog-nellinformazione-di-attualita&amp;userName=liquida" name="__sse5738593" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/liquida">Liquida</a>.</div>
</div>
<p>Scritto da: Matteo Borsacchi<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/12/misurare-la-blogosfera-nel-2010/" data-text="Misurare la blogosfera nel 2010" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F11%2F12%2Fmisurare-la-blogosfera-nel-2010%2F&#038;text=Misurare%20la%20blogosfera%20nel%202010" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/09/17/yes-credibility-la-precaria-credibilita-del-sistema-dei-media/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 14:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito un nuovo libro che parla di mass media e, soprattutto, del legame, sempre più a maglie larghe, tra questi ultimi e i &#8220;destinatari&#8221; del messaggio comunicativo. Paolo Scandaletti, giornalista e professore, e Michele Sorice, docente e direttore del Centre for Media and Communication Studies “Massimo Baldini”, analizzano in queste pagine il crollo delle vendite di quotidiani. Sottolineano la mancanza di fiducia dei lettori verso la deontologia professionale del giornalisti, l&#8217;assoluta consapevolezza dell&#8217;assenza di affidabilità verso ciò che si legge, il pregiudizio di cattiva fede nei confronti di articoli che vanno così reinseriti in una struttura di comprensione personale che riadatta, rilegge  e, in un certo senso, riscrive l&#8217;articolo. Un rapporto sulla credibilità del sistema dei media in Italia che sembra la degna conseguenza della &#8220;decodifica aberrante&#8221; di echiana memoria: il rifiuto del messaggio per delegittimazione dell&#8217;emittente e la cosiddetta guerriglia semiologica. Che sia solo un problema italiano? Paolo Scandaletti e Michele Sorice, Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media, Centro di Documentazione Giornalistica, 2010, 319 pp.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/09/29878521.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2912" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/09/29878521.jpg" alt="" width="141" height="220" /></a>È uscito un nuovo libro che parla di mass media e, soprattutto, del legame, sempre più a maglie larghe, tra questi ultimi e i &#8220;destinatari&#8221; del messaggio comunicativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Scandaletti</strong>, giornalista e professore, e <strong>Michele Sorice</strong>, docente e direttore del <em>Centre for Media and Communication Studies “Massimo Baldini”</em>, analizzano in queste pagine il crollo delle vendite di quotidiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Sottolineano la mancanza di fiducia dei lettori verso la deontologia professionale del giornalisti, l&#8217;assoluta consapevolezza dell&#8217;assenza di affidabilità verso ciò che si legge, il pregiudizio di cattiva fede nei confronti di articoli che vanno così reinseriti in una struttura di comprensione personale che riadatta, rilegge  e, in un certo senso, riscrive l&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rapporto sulla credibilità del sistema dei media in Italia che sembra la degna conseguenza della <em>&#8220;decodifica aberrante&#8221;</em> di echiana memoria: il rifiuto del messaggio per delegittimazione dell&#8217;emittente e la cosiddetta guerriglia semiologica.<br />
Che sia solo un problema italiano?</p>
<p>Paolo Scandaletti e Michele Sorice, <em>Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media<a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/09/2987852.jpg"></a></em>, Centro di Documentazione Giornalistica, 2010, 319 pp.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/09/17/yes-credibility-la-precaria-credibilita-del-sistema-dei-media/" data-text="Yes, credibility. La precaria credibilità del sistema dei media" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F09%2F17%2Fyes-credibility-la-precaria-credibilita-del-sistema-dei-media%2F&#038;text=Yes%2C%20credibility.%20La%20precaria%20credibilit%C3%A0%20del%20sistema%20dei%20media" >Tweet</a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. 3-4 luglio 2010</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/06/30/premio-ischia-internazionale-di-giornalismo-3-4-luglio-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 09:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Fiorentini</dc:creator>
				<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[PR]]></category>

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		<description><![CDATA[La XXXIª edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo si terrà questo weekend (3-4 luglio) ed eleggerà il “comunicatore dell’anno”, premiazione promossa e organizzata da Ferpi in collaborazione con la Fondazione Valentino, organizzatrice della due giorni. Da notare la crescente attenzione al rapporto tra giornalismo e relazioni pubbliche: ne è dimostrazione la partnership di aziende come Coca-Cola e Vodafone. L’evento comincerà sabato alle 16.30 con il workshop &#8220;Responsabilità ed etica nella relazione azienda e media: il domani che vogliamo&#8221; presieduto dal direttore de “Il Mattino” Virman Cusenza. Interverranno Clemente Senni, Executive Vice President, Corporate Communication and P.A. di Alitalia, il presidente Ferpi e Direttore Relazioni Esterne di Enel Gianluca Comin, Maria Cristina Alfieri, Direttore Editoriale Gruppo Food, il presidente di Assorel Beppe Facchetti e Alessandro Magnoni, General Affairs Director di Coca-Cola HBC Italia. Alle ore 18,30 ci sarà il dibattito dal titolo: &#8220;Citizen journalism e diritti umani. Come la rete cambia l’informazione e come l’informazione cambia il mondo.&#8221; Dalle ore 19,30 si susseguiranno la proiezione del video del vincitore della 42ª edizione annuale dei Premi RFK di Giornalismo e la presentazione del documentario di Andrea Gerli: “Rinascere sul palco” vincitore della 1ª edizione del concorso “Robert F. Kennedy Europe High [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2204" title="premio ischia internazionale di giornalismo" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/06/ischia.jpg" alt="" width="500" height="220" /></p>
<p>La XXXIª edizione del <a title="Premio ISchia Internazionale di Giornalismo" href="http://www.premioischia.it/" target="_blank">Premio Ischia Internazionale di Giornalismo</a> si terrà questo weekend (3-4 luglio) ed eleggerà il “comunicatore dell’anno”, premiazione promossa e organizzata da <a title="sito ufficiale Ferpi" href="http://www.ferpi.it/" target="_blank">Ferpi</a> in collaborazione con la <strong>Fondazione Valentino</strong>, organizzatrice della due giorni.</p>
<p>Da notare la crescente attenzione al rapporto tra giornalismo e relazioni pubbliche: ne è dimostrazione la partnership di aziende come Coca-Cola e Vodafone.</p>
<p><span id="more-2203"></span>L’evento comincerà sabato alle 16.30 con il workshop <em>&#8220;Responsabilità ed etica nella relazione azienda e media: il domani che vogliamo&#8221;</em><strong><em> </em></strong>presieduto dal<em> </em>direttore de “Il Mattino” <strong>Virman Cusenza</strong>. Interverranno <strong>Clemente Senni</strong>, Executive Vice President, Corporate Communication and P.A. di Alitalia, il presidente Ferpi e Direttore Relazioni Esterne di Enel <strong>Gianluca Comin</strong>, <strong>Maria Cristina Alfieri</strong>, Direttore Editoriale Gruppo Food, il presidente di Assorel <strong>Beppe Facchetti</strong> e <strong>Alessandro Magnoni</strong>, General Affairs Director di Coca-Cola HBC Italia.</p>
<p>Alle ore 18,30 ci sarà il dibattito dal titolo: &#8220;<em>Citizen journalism e diritti umani. Come la rete cambia l’informazione e come l’informazione cambia il mondo</em>.&#8221;</p>
<p>Dalle ore 19,30 si susseguiranno la proiezione del video del vincitore della 42ª edizione annuale dei Premi RFK di Giornalismo e la presentazione del documentario di <strong>Andrea Gerli</strong>: “Rinascere sul palco” vincitore della 1ª edizione del concorso “Robert F. Kennedy Europe High School and University Journalism Award&#8221;.</p>
<p>Domenica, alle ore 21,30, alla cerimonia di consegna ci saranno le telecamere della RAI. La trasmissione andrà in onda venerdì 16 luglio su RAIUNO alle ore 22,40.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/06/30/premio-ischia-internazionale-di-giornalismo-3-4-luglio-2010/" data-text="Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. 3-4 luglio 2010" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F06%2F30%2Fpremio-ischia-internazionale-di-giornalismo-3-4-luglio-2010%2F&#038;text=Premio%20Ischia%20Internazionale%20di%20Giornalismo.%203-4%20luglio%202010" >Tweet</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/05/18/lultima-notizia-dalla-crisi-degli-imperi-di-carta-al-paradosso-dell%e2%80%99era-di-vetro/</link>
		<comments>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/05/18/lultima-notizia-dalla-crisi-degli-imperi-di-carta-al-paradosso-dell%e2%80%99era-di-vetro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.misurarelacomunicazione.it/?p=948</guid>
		<description><![CDATA[Prima si parlava delle &#8216;tre C&#8217; della comunicazione: contenuti, credibilità, creatività. Ora il social-networking ne individua di nuove: condivisione, comunità e conversazione. I professionisti della carta stampata e dell&#8217;informazione vedono scalfire la loro posizione privilegiata in un mondo caratterizzato da Facebook, Twitter e aggregatori di notizie: l&#8217;epoca della comunicazione ′dal basso′. Massimo Gaggi e Marco Bardazzi analizzano i cambiamenti che ci sono nel passaggio dall&#8217;era dell&#8217;informazione del piombo all&#8217;era ′del vetro′.  La ricerca di purezza e di trasparenza della notizia si scontra con l&#8217;opacità di Internet, che al tempo stesso dà voce a tutti e nasconde con l&#8217;anonimato. La guerra di click elimina il binomio credibilità-qualità e favorisce credibilità-quantità (di contatti, di lettori, di visitatori, di linkaggi). Soluzioni? Convergenza. Mediamorfosi. Fusione. Necessità di nuove competenze per i giornalisti. Ridefinizione del costo dell&#8217;informazione. Un libro dal titolo pessimista in realtà tende a dare spunti per reinventare il giornalismo in un periodo di ′notizie fragili′. Marco Bardazzi e Massimo Gaggi, L&#8217;ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro, 2010, 280 pp. Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/04/lultima-notizia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-897" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/04/lultima-notizia.jpg" alt="" width="143" height="228" /></a>Prima si parlava delle &#8216;tre C&#8217; della comunicazione: contenuti, credibilità, creatività. Ora il social-networking ne individua di nuove: condivisione, comunità e conversazione. I professionisti della carta stampata e dell&#8217;informazione vedono scalfire la loro posizione privilegiata in un mondo caratterizzato da <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong> e aggregatori di notizie: l&#8217;epoca della comunicazione ′dal basso′. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Gaggi</strong> e <strong>Marco Bardazzi</strong> analizzano i cambiamenti che ci sono nel passaggio dall&#8217;era dell&#8217;informazione del piombo all&#8217;era ′<em>del vetro</em>′.  La ricerca di purezza e di trasparenza della notizia si scontra con l&#8217;opacità di Internet, che al tempo stesso dà voce a tutti e nasconde con l&#8217;anonimato. La guerra di click elimina il binomio credibilità-qualità e favorisce credibilità-quantità (di contatti, di lettori, di visitatori, di linkaggi).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-948"></span>Soluzioni? Convergenza. <em>Mediamorfosi</em>. Fusione. Necessità di nuove competenze per i giornalisti. Ridefinizione del costo dell&#8217;informazione. Un libro dal titolo pessimista in realtà tende a dare spunti per reinventare il giornalismo in un periodo di ′<em>notizie fragili</em>′.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Marco Bardazzi e Massimo Gaggi, <em>L&#8217;ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro</em>, 2010, 280 pp.</p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/05/18/lultima-notizia-dalla-crisi-degli-imperi-di-carta-al-paradosso-dell%e2%80%99era-di-vetro/" data-text="L&#8217;ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F05%2F18%2Flultima-notizia-dalla-crisi-degli-imperi-di-carta-al-paradosso-dell%25e2%2580%2599era-di-vetro%2F&#038;text=L%26%238217%3Bultima%20notizia.%20Dalla%20crisi%20degli%20imperi%20di%20carta%20al%20paradosso%20dell%E2%80%99era%20di%20vetro" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Un matematico legge i giornali</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa pensa un matematico quando apre un giornale e si imbatte in affermazioni come &#8220;calano le tirature dei giornali&#8221; o &#8220;i panda non si accoppiano più&#8221;? Certamente si chiede se tali affermazioni siano sorrette da numeri e, visto che (sempre più) spesso lo sono, si interroga sull&#8217;attendibilità di tali stime. Dopo averci insegnato a giocare in borsa (cfr. Un matematico gioca in borsa, 2004), John Allen Paulos torna ad impartire lezioni di logica per difendersi da previsioni economiche, epidemie letali, divismi pre/post-mortem e altri pseudo-fenomeni massmediatici. Ora aspettiamo fiduciosamente di vedere gli occhiali del matematico posarsi sui nuovi media partecipativi e sui loro fulminei e vorticosi deliri. John Allen Paulos, Un matematico legge i giornali. Difendersi con la logica dai trucchi dell&#8217;informazione, Rizzoli, 2009, 304 pp. Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/paulos.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-578" title="paulos" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/paulos.jpg" alt="paulos" width="150" height="207" /></a>Cosa pensa un matematico quando apre un giornale e si imbatte in affermazioni come &#8220;calano le tirature dei giornali&#8221; o &#8220;i panda non si accoppiano più&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente si chiede se tali affermazioni siano sorrette da numeri e, visto che (sempre più) spesso lo sono, si interroga sull&#8217;attendibilità di tali stime.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averci insegnato a giocare in borsa (cfr. <em>Un matematico gioca in borsa</em>, 2004), <strong>John Allen Paulos</strong> torna ad impartire lezioni di logica per difendersi da previsioni economiche, epidemie letali, divismi pre/post-mortem e altri pseudo-fenomeni massmediatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora aspettiamo fiduciosamente di vedere gli occhiali del matematico posarsi sui nuovi media partecipativi e sui loro fulminei e vorticosi deliri.</p>
<p style="text-align: justify;">John Allen Paulos, <em>Un matematico legge i giornali. Difendersi con la logica dai trucchi dell&#8217;informazione</em>, Rizzoli, 2009, 304 pp.</p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/11/11/un-matematico-legge-i-giornali/" data-text="Un matematico legge i giornali" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2009%2F11%2F11%2Fun-matematico-legge-i-giornali%2F&#038;text=Un%20matematico%20legge%20i%20giornali" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Cosa resterà dei giornali? Verso la fine ma con ottimismo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1994  &#8216;The Gutenberg Elegies&#8217; aveva previsto la morte della stampa. Cadere nel pessimismo e nelle false convinzioni pare facile, ma la realtà è più complessa. Il mondo della carta stampata, se pur traballante nelle sue forme tradizionali, trova uno slancio nuovo nelle forme di interazione con i new media. Calano le copie di giornali vendute, ma si leggono sempre più web-journal. Quali sono le reali prospettive future del giornalismo? Simone D’Angelo analizza l’evoluzione e le potenzialità del mondo giornalistico che porteranno, secondo lui, &#8220;…verso la fine, ma con ottimismo&#8221;. Simone D&#8217;Angelo, Cosa resterà dei giornali? Verso la fine ma con ottimismo, Natrusso Communication, Savona 2008, 80 pp. Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/09/cosa-restera.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-362" title="cosa-restera" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/09/cosa-restera.jpg" alt="cosa-restera" width="135" height="198" /></a>Nel 1994  &#8216;<em>The Gutenberg Elegies&#8217;</em> aveva previsto la morte della stampa.<br />
Cadere nel pessimismo e nelle false convinzioni pare facile, ma la realtà è più complessa. Il mondo della carta stampata, se pur traballante nelle sue forme tradizionali, trova uno slancio nuovo nelle forme di interazione con i new media. Calano le copie di giornali vendute, ma si leggono sempre più web-journal.<br />
Quali sono le reali prospettive future del giornalismo?<br />
<strong>Simone D’Angelo</strong> analizza l’evoluzione e le potenzialità del mondo giornalistico che porteranno, secondo lui, &#8220;…verso la fine, ma con ottimismo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Simone D&#8217;Angelo, <em>Cosa resterà dei giornali? Verso la fine ma con ottimismo</em>, Natrusso Communication, Savona 2008, 80 pp.</p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/09/23/cosa-restera-dei-giornali-verso-la-fine-ma-con-ottimismo/" data-text="Cosa resterà dei giornali? Verso la fine ma con ottimismo" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2009%2F09%2F23%2Fcosa-restera-dei-giornali-verso-la-fine-ma-con-ottimismo%2F&#038;text=Cosa%20rester%C3%A0%20dei%20giornali%3F%20Verso%20la%20fine%20ma%20con%20ottimismo" >Tweet</a></span></p>
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