
Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico. Leggi tutto »Tweet

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A fine settembre il Reputation Institute diffonde i dati annuali di Country Reptrack, il sistema di monitoraggio della reputazione internazionale di 50 paesi.
E’ sempre utile sottolineare l’importanza strategica del country branding: un’immagine positiva aiuta un paese ad attrarre investimenti e turisti, favorisce i rapporti diplomatici e sostiene l’operato delle aziende. Inoltre lo scenario politico-economico del 2011 ha provocato un calo di fiducia generalizzato verso i sistemi-paese, ha intensificato la competizione sul mercato e ha generato nuove esigenze negli stakeholders.
Rinviamo al nostro precedente post per la descrizione della metodologia e dei criteri di scelta dei paesi e soffermiamoci sui risultati, in particolare sulla performance italiana.
Nella classifica generale l‘Italia sale dal sedicesimo posto dell’anno scorso al quattordicesimo, superando Spagna e Regno Unito. Ai primi tre posti troviamo invece Canada, Svezia e Australia. Approfondendo le dimensioni specifiche della reputazione non ci classifichiamo tra i primi 10 per efficacia del governo e avanzamento economico, ma siamo al quinto posto per quanto riguarda le attrattive offerte dal territorio.
Il Data Blog del Guardian ha pubblicato una visualizzazione interattiva della spesa pubblica italiana, all’interno del progetto OpenSpending – Mapping the Money.
E’ possibile visualizzare due treemap, una con la ripartizione del denaro pubblico per funzione, l’altra per regione.
Per i dati italiani dobbiamo ringraziare un piccolo gruppo di programmatori, giornalisti, impiegati pubblici e altri collaboratori che li hanno caricati sulla piattaforma in una maratona di 48 ore, che è cominciata al Festival del Giornalismo di Perugia e si è conclusa all’appuntamento romano con La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti, dove il progetto verrà annunciato.
L’evento radunerà giornalisti, politici, sviluppatori, imprenditori, accademici, organizzazioni della società civile, e rappresentanti del settore pubblico, per discutere del futuro dell’Open Government e dei dati aperti in Italia.Tweet
Cogliamo l’occasione del 150°Anniversario dell’Unità d’Italia per pubblicare alcuni estratti del focus MonitalyTM dedicato alla Cina.
Monitaly è un progetto di Eikon Strategic Consulting e Intesa Sanpaolo che dal 2009 monitora in tempo reale l’immagine dell’Italia e degli italiani sulla stampa e il web internazionale.
Uno degli interrogativi a cui Monitaly risponde empiricamente riguarda le persone e le aziende che veicolano l’identità del sistema paese.
Prendiamo l’esempio cinese: i nomi più citati sulla stampa riflettono la prevalenza di temi sportivi e politici: ricorrono frequentemente personalità della politica russa e tedesca. Assente l’economia.
Fig. 1 – i nomi più citati sulla stampa

Sul web emergono le personalità dell’arte e della cultura italiana. In politica si notano anche figure appartenenti al passato fascista dell’Italia. Leggi tutto »Tweet
Ieri si festeggiavano i 150 anni dell’Unità d’Italia. Un momento sicuramente molto importante nella storia della nostra nazione, e anche un’occasione per riflettere non solo su ciò che siamo (o siamo diventati) ma anche su come viene percepito il nostro paese al di fuori dei confini nazionali. In questo senso, ritengo che soltanto la consapevolezza di ciò che gli altri pensano di noi può fornirci le basi teoriche e conoscitive per migliorarci, sia dal punto di vista economico che culturale.
In un mondo sempre più globalizzato e globalizzante, dominato da immagini e rappresentazioni in costante movimento, e in cui tutto è mutevole, incerto e in qualche misura rischioso (Bauman parlerebbe di modernità liquida), un corretto nation branding diventa assolutamente fondamentale, non solo per tentare di arginare e correggere gli stereotipi che troppe volte ci vengono attribuiti, ma anche e soprattutto per aumentare la visibilità del Paese nel mondo, e di conseguenza potenziare il nostro made in e accrescere le opportunità per le nostre imprese.
Fig. 1 – le parole più frequenti intorno a “Italia” e a “italiani”
Fig. 2 – gli aggettivi più frequenti per descrivere l’Italia e gli italiani
Nel lontano 1994 debuttò in politica con un movimento che, a partire dal nome, doveva manifestare tutta la sua distanza dalla politica tradizionale: Forza Italia, un incitamento sportivo che calzava a pennello nell’anno dei mondiali americani.
Adesso, in vista di una probabile campagna elettorale, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi avrebbe deciso di mandare in soffitta la sua creatura più recente, il Popolo della Libertà, sia per archiviare la scissione della corrente finiana che per evitare controversie legali sul simbolo: al suo posto un nuovo brand che, per non disorientare gli elettori, somiglia molto al precedente. Analizziamone le caratteristiche.
Il nome diventa semplicemente Italia, che proprio nel 2011 compie 150 anni: un richiamo secco e deciso a uno dei valori cardine della destra, la Patria, e forse un modo per smarcarsi dalla Lega.
A dicembre, insieme al panettone, sul tavolo dei sociologi italiani arriva tradizionalmente il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Sulla fotografia complessiva dell’Italia ricostruita in questa 44ma edizione si è pronunciata su La Stampa perfino Mina, con toni da smisurare la comunicazione; questi invece i risultati che riguardano il mondo della comunicazione, raccolti nel capitolo Comunicazione e media, con qualche commento: