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	<title>Misurarelacomunicazione &#187; Italia</title>
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	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
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		<title>Monitaly 20-27 nov: il governo Monti muove i primi passi e l&#8217;Italia rientra tra le figure chiave dell&#8217;eurozona</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/02/monitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 09:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico. Inizio di settimana che registra un leggero calo nella media quotidiana dei post. Si sposta il centro dell&#8217;attenzione: nelle settimane appena trascorse la stampa e il web avevano analizzato passo dopo passo la creazione del nuovo esecutivo, ora l&#8217;interesse per il nostro Paese si intreccia nuovamente agli sviluppi europei legati alla crisi finanziaria e agli interventi che ciascun paese propone per risollevarsi ed evitare la recessione: European officials hope a new agreement, scrive TheWall Street Journal. L&#8217;analisi di questa settimana si focalizza sul canale web 2.0: si trova il picco di post nella giornata di giovedì 24 novembre, durante la quale c&#8217;è stato l&#8217;incontro, a Strasburgo, dei tre leaders dell&#8217;eurozona: Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarközy. Nella classifica dei personaggi più citati sul web ancora molto alto in classifica Silvio Berlusconi per diversi motivi: dal calcio, Silvio Berlusconi has confirmed he will return to be president of AC Milan (ESPN), ai problemi processuali Silvio Berlusconi fails in bid to stop David Mills giving evidence in trial (The Guardian), fino ai suoi impegni politici Berlusconi Vows To Support Monti, But No Wealth Tax (The Wall Street Journal). Seguono, stabili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/monitaly_def.png"><img class="size-full wp-image-8305 aligncenter" title="monitaly_def" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/monitaly_def.png" alt="" width="479" height="387" /></a><br />
Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico.<span id="more-8303"></span></p>
<p>Inizio di settimana che registra un leggero calo nella media quotidiana dei post. Si sposta il centro dell&#8217;attenzione: nelle settimane appena trascorse la stampa e il web avevano analizzato passo dopo passo la creazione del nuovo esecutivo, ora l&#8217;interesse per il nostro Paese si intreccia nuovamente agli sviluppi europei legati alla crisi finanziaria e agli interventi che ciascun paese propone per risollevarsi ed evitare la recessione: <em>European officials hope a new agreement</em>, scrive <strong>TheWall Street Journal</strong>.</p>
<p>L&#8217;analisi di questa settimana si focalizza sul canale web 2.0: si trova il picco di <em>post</em> nella giornata di giovedì 24 novembre, durante la quale c&#8217;è stato l&#8217;incontro, a Strasburgo, dei tre <em>leaders</em> dell&#8217;eurozona: <strong>Mario Monti</strong>, <strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Nicolas Sarközy</strong>.</p>
<p>Nella classifica dei personaggi più citati sul web ancora molto alto in classifica <strong>Silvio Berlusconi</strong> per diversi motivi: dal calcio, <em>Silvio Berlusconi has confirmed he will return to be president of AC Milan</em> (<strong>ESPN</strong>), ai problemi processuali <em>Silvio Berlusconi fails in bid to stop David Mills giving evidence in trial</em> (<strong>The Guardian</strong>), fino ai suoi impegni politici <em>Berlusconi Vows To Support Monti, But No Wealth Tax</em> (<strong>The Wall Street Journal</strong>). Seguono, stabili, il nostro Primo Ministro, il <em>Président de la République française</em> e la <em>Bundeskanklerin</em> tedesca.</p>
<p>Sceso di qualche posizione nella classifica web, ma sempre presente nella top 5, Papa <strong>Benedetto XVI</strong>. Il primo vescovo di Roma smuove il web 2.0 con i suoi interventi sul bisogno di &#8220;riconciliazione&#8221; in Africa (ricordiamo proprio la visita nel continente africano negli scorsi giorni) e la condanna contro gli abusi sessuali.</p>
<p>Si spengono entrambe le polemiche (relative rispettivamente a <strong>Benetton</strong> e <strong>Unicredit</strong>) che avevano destabilizzato la classifica delle aziende più in vista, come avevamo evidenziato nello <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/11/24/monitaly-14-20-nov-litalia-ha-un-nuovo-governo-critiche-e-polemiche-contro-la-adv-benetton/">scorso report</a>. Risalgono i colossi italiani che mantengono le loro posizioni da mesi: <strong>Ferrari</strong>,<strong> Fiat</strong>, <strong>Gucci</strong>.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/02/monitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona/" data-text="Monitaly 20-27 nov: il governo Monti muove i primi passi e l&#8217;Italia rientra tra le figure chiave dell&#8217;eurozona" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F12%2F02%2Fmonitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona%2F&#038;text=Monitaly%2020-27%20nov%3A%20il%20governo%20Monti%20muove%20i%20primi%20passi%20e%20l%26%238217%3BItalia%20rientra%20tra%20le%20figure%20chiave%20dell%26%238217%3Beurozona" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Country Reptrak 2011, la reputazione internazionale dei paesi. L’Italia buona per i viaggi e lo shopping</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/10/04/country-reptrak-2011-la-reputazione-internazionale-dei-paesi-litalia-buona-per-i-viaggi-e-lo-shopping/</link>
		<comments>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/10/04/country-reptrak-2011-la-reputazione-internazionale-dei-paesi-litalia-buona-per-i-viaggi-e-lo-shopping/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[country branding]]></category>
		<category><![CDATA[online reputation]]></category>
		<category><![CDATA[country reptrak 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[reputation institute]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine settembre il Reputation Institute diffonde i dati annuali di Country Reptrack, il sistema di monitoraggio della reputazione internazionale di 50 paesi. E&#8217; sempre utile sottolineare l&#8217;importanza strategica del country branding: un&#8217;immagine positiva aiuta un paese ad attrarre investimenti e turisti, favorisce i rapporti diplomatici e sostiene l&#8217;operato delle aziende. Inoltre lo scenario politico-economico del 2011 ha provocato un calo di fiducia generalizzato verso i sistemi-paese, ha intensificato la competizione sul mercato e ha generato nuove esigenze negli stakeholders. Rinviamo al nostro precedente post per la descrizione della metodologia e dei criteri di scelta dei paesi e soffermiamoci sui risultati, in particolare sulla performance italiana. Nella classifica generale l&#8216;Italia sale dal sedicesimo posto dell&#8217;anno scorso al quattordicesimo, superando Spagna e Regno Unito. Ai primi tre posti troviamo invece Canada, Svezia e Australia. Approfondendo le dimensioni specifiche della reputazione non ci classifichiamo tra i primi 10 per efficacia del governo e avanzamento economico, ma siamo al quinto posto per quanto riguarda le attrattive offerte dal territorio. L&#8217;Italia è il quarto paese al mondo che si vorrebbe visitare (ai primi posti Australia, Svizzera e Canada) e il settimo in cui si preferisce fare acquisti (Svizzera, Germania e Giappone), ma non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/10/reptrack-2011.png"><img class="alignleft size-full wp-image-7502" title="reptrack 2011" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/10/reptrack-2011.png" alt="" width="316" height="298" /></a>A fine settembre il <strong>Reputation Institute</strong> diffonde i dati annuali di <a href="http://www.reputationinstitute.com/country-reptrak">Country Reptrack</a>, il sistema di monitoraggio della reputazione internazionale di 50 paesi.</p>
<p>E&#8217; sempre utile sottolineare l&#8217;importanza strategica del<em> country branding</em>: un&#8217;immagine positiva aiuta un paese ad attrarre investimenti e turisti, favorisce i rapporti diplomatici e sostiene l&#8217;operato delle aziende. Inoltre lo scenario politico-economico del 2011 ha provocato un calo di fiducia generalizzato verso i sistemi-paese, ha intensificato la competizione sul mercato e ha generato nuove esigenze negli stakeholders.</p>
<p>Rinviamo al nostro <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/11/26/misurare-la-reputazione-di-un-paese-il-countryrep-tm/">precedente post</a> per la descrizione della metodologia e dei criteri di scelta dei paesi e soffermiamoci sui risultati, in particolare sulla performance italiana.</p>
<p>Nella classifica generale l<strong>&#8216;Italia</strong> sale dal sedicesimo posto dell&#8217;anno scorso al quattordicesimo, superando <strong>Spagna</strong> e <strong>Regno Unito</strong>. Ai primi tre posti troviamo invece <strong>Canada, Svezia </strong>e<strong> Australia</strong>. Approfondendo le dimensioni specifiche della reputazione non ci classifichiamo tra i primi 10 per efficacia del governo e avanzamento economico, ma siamo al quinto posto per quanto riguarda le attrattive offerte dal territorio.</p>
<p><span id="more-7499"></span>L&#8217;Italia è il quarto paese al mondo che si vorrebbe visitare (ai primi posti <strong>Australia, Svizzera e Canada</strong>) e il settimo in cui si preferisce fare acquisti (<strong>Svizzera, Germania e Giappone</strong>), ma non è tra i primi dieci in cui si vorrebbe vivere (<strong>Canada, Australia e Svizzera</strong>), lavorare (<strong>Canada, Svizzera e Australia</strong>), studiare (<strong>Regno Unito, Svizzera e Canada</strong>) o investire (<strong>Svizzera, Giappone e Canada</strong>).</p>
<p>Il dato sull&#8217;autopercezione degli italiani conferma la sfiducia che <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/09/16/litalia-fra-i-paesi-eureopei-piu-pessimisti-e-meno-soddisfatti-della-vita/">avevamo rilevato altrove</a>: l&#8217;Italia è seconda solo alla <strong>Grecia</strong> per lo scarto negativo tra l&#8217;opinione altrui e l&#8217;immagine di sè. Dalla parte opposta troviamo i paesi più sicuri di sè a dispetto della reputazione globale, in primis <strong>India, Turchia e Cina</strong>.</p>
<p><a href="http://www.reputationinstitute.com/advisory-services/country-signup.php">Clicca qui per scaricare il report.</a><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/10/04/country-reptrak-2011-la-reputazione-internazionale-dei-paesi-litalia-buona-per-i-viaggi-e-lo-shopping/" data-text="Country Reptrak 2011, la reputazione internazionale dei paesi. L’Italia buona per i viaggi e lo shopping" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F10%2F04%2Fcountry-reptrak-2011-la-reputazione-internazionale-dei-paesi-litalia-buona-per-i-viaggi-e-lo-shopping%2F&#038;text=Country%20Reptrak%202011%2C%20la%20reputazione%20internazionale%20dei%20paesi.%20L%E2%80%99Italia%20buona%20per%20i%20viaggi%20e%20lo%20shopping" >Tweet</a></span></p>
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		<title>L’Italia fra i paesi eureopei più pessimisti e meno soddisfatti della vita</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/09/16/litalia-fra-i-paesi-eureopei-piu-pessimisti-e-meno-soddisfatti-della-vita/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[country branding]]></category>
		<category><![CDATA[eurobarometro]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per presentare le sue dashboard di geovisualizzazione Locus Insight ha utilizzato i dati sulla soddisfazione degli europei raccolti dalla Commissione Opinione Pubblica dell&#8217;Unione Europea e pubblicati periodicamente all&#8217;interno dell&#8217;Eurobarometro. L&#8217;ultima rilevazione risale a maggio 2011 e vede l&#8217;Italia in vetta alle nazioni più insoddisfatte, seconda solo ai paesi travolti dalla crisi economica: solo il 9% degli italiani si dichiara del tutto soddisfatto della propria vita, il 21% non è molto soddisfatto e il 4% non lo è per niente. Maglia nera anche per il pessimismo: anche se non raggiungiamo i livelli di Grecia (46%), Portogallo (34%), Turchia (30%), Romania (28%) e Repubblica Ceca (24%), il 16% dei nostri connazionali è convinto che l&#8217;anno prossimo il proprio tenore di vita peggiorerà. Risultati simili a paesi est-europei come Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Lituania, mentre Francia, Spagna e Germania non superano il 9%. Più inaspettato il dato sulla fiducia nelle istituzioni: la percentuale di italiani che tende a non fidarsi del proprio governo (65%) è inferiore a quella di francesi (68%) e spagnoli (71%) e pari a quella degli inglesi. Per accedere alla visualizzazione interattiva cliccare qui.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per presentare le sue <em>dashboard</em> di geovisualizzazione<strong> Locus Insight </strong><a href="http://www.locus.ie/index.php?id=30">ha utilizzato</a> i dati sulla soddisfazione degli europei raccolti dalla <strong>Commissione Opinione Pubblica dell&#8217;Unione Europea</strong> e pubblicati periodicamente all&#8217;interno dell&#8217;<a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm">Eurobarometro</a>.</p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/09/moe_screencapture.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7227" title="moe_screencapture" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/09/moe_screencapture.jpg" alt="" width="446" height="209" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima rilevazione risale a maggio 2011 e vede l&#8217;Italia in vetta alle nazioni più insoddisfatte, seconda solo ai paesi travolti dalla crisi economica: solo il 9% degli italiani si dichiara del tutto soddisfatto della propria vita, il 21% non è molto soddisfatto e il 4% non lo è per niente.</p>
<p><span id="more-7225"></span>Maglia nera anche per il pessimismo: anche se non raggiungiamo i livelli di <strong>Grecia </strong>(46%), <strong>Portogallo</strong> (34%), <strong>Turchia</strong> (30%), <strong>Romania</strong> (28%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (24%), il 16% dei nostri connazionali è convinto che l&#8217;anno prossimo il proprio tenore di vita peggiorerà. Risultati simili a paesi est-europei come <strong>Polonia, Slovacchia, Bulgaria</strong> e <strong>Lituania</strong>, mentre <strong>Francia, Spagna</strong> e <strong>Germania</strong> non superano il 9%.</p>
<p>Più inaspettato il dato sulla fiducia nelle istituzioni: la percentuale di italiani che tende a non fidarsi del proprio governo (65%) è inferiore a quella di francesi (68%) e spagnoli (71%) e pari a quella degli inglesi.</p>
<p>Per accedere alla visualizzazione interattiva <a href="http://www.locus.ie/assets/files/demos/moodofeurope_May2011/Report_moe_V7/atlas.html">cliccare qui</a>.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/09/16/litalia-fra-i-paesi-eureopei-piu-pessimisti-e-meno-soddisfatti-della-vita/" data-text="L’Italia fra i paesi eureopei più pessimisti e meno soddisfatti della vita" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F09%2F16%2Flitalia-fra-i-paesi-eureopei-piu-pessimisti-e-meno-soddisfatti-della-vita%2F&#038;text=L%E2%80%99Italia%20fra%20i%20paesi%20eureopei%20pi%C3%B9%20pessimisti%20e%20meno%20soddisfatti%20della%20vita" >Tweet</a></span></p>
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		<title>La spesa pubblica italiana visualizzata dal Guardian</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/04/19/la-spesa-pubblica-italiana-visualizzata-dal-guardian/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[data journalism]]></category>
		<category><![CDATA[info visualization]]></category>
		<category><![CDATA[guardian]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Open Data]]></category>
		<category><![CDATA[Spesa pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Data Blog del Guardian ha pubblicato una visualizzazione interattiva della spesa pubblica italiana, all&#8217;interno del progetto OpenSpending &#8211; Mapping the Money. E&#8217; possibile visualizzare due treemap, una con la ripartizione del denaro pubblico per funzione, l&#8217;altra per regione. Per i dati italiani dobbiamo ringraziare un piccolo gruppo di programmatori, giornalisti, impiegati pubblici e altri collaboratori che li hanno caricati sulla piattaforma in una maratona di 48 ore, che è cominciata al Festival del Giornalismo di Perugia e si è conclusa all&#8217;appuntamento romano con La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti, dove il progetto verrà annunciato. L&#8217;evento radunerà giornalisti, politici, sviluppatori, imprenditori, accademici, organizzazioni della società civile, e rappresentanti del settore pubblico, per discutere del futuro dell’Open Government e dei dati aperti in Italia.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Data Blog</em> del <strong>Guardian</strong> ha pubblicato una <a href="http://www.guardian.co.uk/news/datablog/interactive/2011/apr/19/italy-public-spending-visualisation">visualizzazione interattiva</a> della spesa pubblica italiana, all&#8217;interno del progetto <a href="http://openspending.org/">OpenSpending &#8211; Mapping the Money</a>.</p>
<p>E&#8217; possibile visualizzare due treemap, una con la ripartizione del denaro pubblico per funzione, l&#8217;altra per regione.</p>
<div id="attachment_5669" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.guardian.co.uk/news/datablog/interactive/2011/apr/19/italy-public-spending-visualisation"><img class="size-full wp-image-5669" title="guardian-italia" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/04/guardian-italia.jpg" alt="" width="500" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sulla foto per andare alla visualizzazione</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Per i dati italiani dobbiamo ringraziare un piccolo gruppo di programmatori, giornalisti, impiegati pubblici e altri collaboratori che li hanno caricati sulla piattaforma in una maratona di 48 ore, che è cominciata al <strong>Festival del Giornalismo di Perugia</strong> e si è conclusa all&#8217;appuntamento romano con <a href="http://www.agoradigitale.org/eventodatiaperti">La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti</a>, dove il progetto verrà annunciato.</p>
<p>L&#8217;evento radunerà giornalisti, politici, sviluppatori, imprenditori, accademici, organizzazioni della società civile, e rappresentanti del settore pubblico, per discutere del futuro dell’<em>Open Government</em> e dei dati aperti in Italia.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/04/19/la-spesa-pubblica-italiana-visualizzata-dal-guardian/" data-text="La spesa pubblica italiana visualizzata dal Guardian" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F04%2F19%2Fla-spesa-pubblica-italiana-visualizzata-dal-guardian%2F&#038;text=La%20spesa%20pubblica%20italiana%20visualizzata%20dal%20Guardian" >Tweet</a></span></p>
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		</item>
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		<title>Le persone e le aziende italiane più citate in Cina</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/03/18/le-persone-e-le-aziende-italiane-piu-citate-in-cina/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 10:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cogliamo l&#8217;occasione del 150°Anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia per pubblicare alcuni estratti del focus MonitalyTM dedicato alla Cina. Monitaly è un progetto di Eikon Strategic Consulting e Intesa Sanpaolo che dal 2009 monitora in tempo reale l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e degli italiani sulla stampa e il web internazionale. Uno degli interrogativi a cui Monitaly risponde empiricamente riguarda le persone e le aziende che veicolano l&#8217;identità del sistema paese. Prendiamo l&#8217;esempio cinese: i nomi più citati sulla stampa riflettono la prevalenza di temi sportivi e politici: ricorrono frequentemente personalità della politica russa e tedesca. Assente l’economia. Fig. 1 – i nomi più citati sulla stampa Sul web emergono le personalità dell’arte e della cultura italiana. In politica si notano anche figure appartenenti al passato fascista dell’Italia. Fig. 7 – i nomi più citati sul web Sia sulla stampa che sul web finanza, automotive e fashion sono i settori più importanti. Meno presenti le telecomunicazioni, quasi del tutto assente il settore food. Fig. 8 – le aziende più citate sulla stampa Fig. 9 – le aziende più citate sul web I dati fanno riferimento al biennio 2009-2010. Ringraziamo Intesa Sanpaolo per averne concesso l&#8217;utilizzo. TM Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><sup> </sup></p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione del <strong>150°Anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong> per pubblicare alcuni estratti del focus <em><strong>Monitaly</strong></em><sup>TM</sup> dedicato alla <strong>Cina</strong>.</p>
<p><em>Monitaly</em> è un progetto di <strong>Eikon Strategic Consulting</strong> e <strong>Intesa Sanpaolo </strong>che dal 2009 monitora in tempo reale l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e degli italiani sulla stampa e il web internazionale.</p>
<p>Uno degli interrogativi a cui <em>Monitaly</em> risponde empiricamente riguarda le persone e le aziende che veicolano l&#8217;identità del sistema paese.</p>
<p>Prendiamo l&#8217;esempio cinese: i nomi più citati sulla stampa riflettono la prevalenza di temi  sportivi e politici: ricorrono frequentemente personalità della politica  russa e tedesca. Assente l’economia.</p>
<p><em>Fig. 1 – i nomi più citati sulla stampa</em></p>
<p><img src="http://eikondev.com/monitaly/images/stories/focus-cina/image011.png" border="0" alt="articoli italia stampa cinese" width="650" height="363" /></p>
<p>Sul web emergono le personalità dell’arte e della cultura italiana. In  politica si notano anche figure appartenenti al passato fascista  dell’Italia.<span id="more-5269"></span></p>
<p>Fig. 7 – i nomi più citati sul web</p>
<p><img src="http://eikondev.com/monitaly/images/stories/focus-cina/image013.png" border="0" alt="articoli italia stampa cinese" width="650" height="401" /></p>
<p>Sia sulla stampa che sul web finanza, automotive e fashion sono i  settori più importanti. Meno presenti le telecomunicazioni, quasi del  tutto assente il settore food.</p>
<p>Fig. 8 – le aziende più citate sulla stampa</p>
<p><img src="http://eikondev.com/monitaly/images/stories/focus-cina/image015.png" border="0" alt="articoli italia stampa cinese" width="650" height="358" /></p>
<p>Fig. 9 – le aziende più citate sul web</p>
<p><img src="http://eikondev.com/monitaly/images/stories/focus-cina/image017.png" border="0" alt="articoli italia stampa cinese" width="650" height="384" /></p>
<p>I dati fanno riferimento al biennio 2009-2010.</p>
<p>Ringraziamo Intesa Sanpaolo per averne concesso l&#8217;utilizzo.<strong><br />
</strong><strong> </strong></p>
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		<title>L’immagine dell’Italia e degli italiani negli USA</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri si festeggiavano i 150 anni dell’Unità d’Italia. Un momento sicuramente molto importante nella storia della nostra nazione, e anche un’occasione per riflettere non solo su ciò che siamo (o siamo diventati) ma anche su come viene percepito il nostro paese al di fuori dei confini nazionali. In questo senso, ritengo che soltanto la consapevolezza di ciò che gli altri pensano di noi può fornirci le basi teoriche e conoscitive per migliorarci, sia dal punto di vista economico che culturale. In un mondo sempre più globalizzato e globalizzante, dominato da immagini e rappresentazioni in costante movimento, e in cui tutto è mutevole, incerto e in qualche misura rischioso (Bauman parlerebbe di modernità liquida), un corretto nation branding diventa assolutamente fondamentale, non solo per tentare di arginare e correggere gli stereotipi che troppe volte ci vengono attribuiti, ma anche e soprattutto per aumentare la visibilità del Paese nel mondo, e di conseguenza potenziare il nostro made in e accrescere le opportunità per le nostre imprese. Fig. 1 &#8211; le parole più frequenti intorno a &#8220;Italia&#8221; e a &#8220;italiani&#8221; Fig. 2 &#8211; gli aggettivi più frequenti per descrivere l&#8217;Italia e gli italiani Con questo spirito, e sotto la guida del Prof. Enrico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri si festeggiavano i <strong>150 anni dell’Unità d’Italia</strong>. Un momento sicuramente molto importante nella storia della nostra nazione, e anche un’occasione per riflettere non solo su ciò che siamo (o siamo diventati) ma anche su come viene percepito il nostro paese al di fuori dei confini nazionali. In questo senso, ritengo che soltanto la consapevolezza di ciò che gli altri pensano di noi può fornirci le basi teoriche e conoscitive per migliorarci, sia dal punto di vista economico che culturale.</p>
<p>In un mondo sempre più globalizzato e globalizzante, dominato da immagini e rappresentazioni in costante movimento, e in cui tutto è mutevole, incerto e in qualche misura rischioso (<strong>Bauman</strong> parlerebbe di <em>modernità liquida</em>), un corretto <em>nation branding</em> diventa assolutamente fondamentale, non solo per tentare di arginare e correggere gli stereotipi che troppe volte ci vengono attribuiti, ma anche e soprattutto per aumentare la visibilità del Paese nel mondo, e di conseguenza potenziare il nostro <em>made in</em> e accrescere le opportunità per le nostre imprese.</p>
<p><em>Fig. 1 &#8211; le parole più frequenti intorno a &#8220;Italia&#8221; e a &#8220;italiani&#8221;</em></p>
<p><em><a href="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-temi.png"><img title="italia USA temi" src="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-temi.png" alt="" width="550" height="224" /></a></em></p>
<p><em>Fig. 2 &#8211; gli aggettivi più frequenti per descrivere l&#8217;Italia e gli italiani</em></p>
<p><em><a href="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-aggettivi.png"><img title="italia USA aggettivi" src="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-aggettivi.png" alt="" width="550" height="349" /></a></em></p>
<p><span id="more-5276"></span>Con questo spirito, e sotto la guida del <strong>Prof. Enrico Pozzi</strong> e di <strong>Eikon Strategic Consulting </strong>(da cui ho ricevuto il materiale), ho cercato di fornire alcune indicazioni circa l’immagine dell’Italia negli <strong>Stati Uniti</strong>, analizzando un campione della stampa americana del 2009. Inoltre, ho voluto effettuare l’indagine anche per <em>cluster</em> territoriali, disaggregando i dati ottenuti a livello generale e collocandoli sullo spazio statunitense mediante una suddivisione per macroaree, al fine di trovare similitudini e differenze da area ad area.</p>
<p><em>Fig. 3 &#8211; gli argomenti più frequenti per macroaree</em></p>
<p><em><a href="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-temi-per-area.png"><img title="italia USA temi per area" src="../wp-content/uploads/2011/03/italia-USA-temi-per-area.png" alt="" width="550" height="806" /></a></em></p>
<p>La speranza è che il lavoro possa fornire spunti d’interesse e contribuire, per una piccola ma significativa parte, all’insieme di ricerche già presenti sull’argomento.</p>
<p>Scritto da Pietro Ghisoni</p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/03/rappr-ita-stampa-usa.pdf">Cliccando qui</a> si può scaricare un estratto della ricerca.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/03/18/limmagine-dellitalia-e-degli-italiani-negli-usa/" data-text="L’immagine dell’Italia e degli italiani negli USA" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F03%2F18%2Flimmagine-dellitalia-e-degli-italiani-negli-usa%2F&#038;text=L%E2%80%99immagine%20dell%E2%80%99Italia%20e%20degli%20italiani%20negli%20USA" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Misurare la comunicazione politica: il nuovo simbolo di Silvio Berlusconi</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 09:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Cilardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel lontano 1994 debuttò in politica con un movimento che, a partire dal nome, doveva manifestare tutta la sua distanza dalla politica tradizionale: Forza Italia, un incitamento sportivo che calzava a pennello nell’anno dei mondiali americani. Adesso, in vista di una probabile campagna elettorale, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi avrebbe deciso di mandare in soffitta la sua creatura più recente, il Popolo della Libertà, sia per archiviare la scissione della corrente finiana che per evitare controversie legali sul simbolo: al suo posto un nuovo brand che, per non disorientare gli elettori, somiglia molto al precedente. Analizziamone le caratteristiche. Il nome diventa semplicemente Italia, che proprio nel 2011 compie 150 anni: un richiamo secco e deciso a uno dei valori cardine della destra, la Patria, e forse un modo per smarcarsi dalla Lega. Il carattere tipografico scelto, come sempre, è squadrato, secco, senza grazie, particolarmente incisivo. Viene mantenuta la banda tricolore, altro inequivocabile riferimento patriottico. Il colore dominante è di nuovo l’azzurro, che in Europa è associato alle culture politiche moderate ed è il colore delle nostre nazionali sportive (anche i rappresentanti di Forza Italia erano chiamati azzurri). In basso, la scritta &#8220;Berlusconi presidente&#8221; (quello del Cavaliere, del resto, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/01/simbolo-pdl.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 10px;margin-right: 10px" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/01/simbolo-pdl.jpg" alt="" width="218" height="218" /></a>Nel lontano 1994 debuttò in politica con un movimento che, a partire dal nome, doveva manifestare tutta la sua distanza dalla <strong>politica tradizionale</strong>:<em> </em><a title="storia di Forza Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forza_Italia" target="_blank">Forza Italia</a>, un incitamento sportivo che calzava a pennello nell’anno dei mondiali americani.</p>
<p>Adesso, in vista di una probabile campagna elettorale, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi <a title="l'anteprima dell'agenzia di stampa Dire" href="http://www.dire.it/HOME/s_il.php?c=36613&amp;m=3&amp;l=it" target="_blank">avrebbe deciso di mandare in soffitta</a> la sua creatura più recente, il <em>Popolo della Libertà</em>, sia per archiviare la scissione della corrente finiana che per evitare controversie legali sul simbolo: al suo posto un nuovo <a title="brand su Misurare la comunicazione" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/tag/brand/" target="_self">brand</a> che, per non disorientare gli elettori, somiglia molto al precedente. Analizziamone le caratteristiche.</p>
<p>Il nome diventa semplicemente <em>Italia</em>, che proprio nel 2011 compie 150 anni: un richiamo secco e deciso a uno dei valori cardine della destra, <strong>la Patria</strong>, e forse un modo per smarcarsi dalla Lega.</p>
<p><span id="more-4631"></span>Il carattere tipografico scelto, come sempre, è squadrato, secco, senza grazie, particolarmente incisivo. Viene mantenuta la banda tricolore, altro inequivocabile riferimento patriottico.</p>
<p>Il colore dominante è di nuovo l’<strong>azzurro</strong>, che in Europa è associato alle culture politiche moderate ed è il colore delle nostre nazionali sportive (anche i rappresentanti di Forza Italia erano chiamati <em>azzurri</em>).</p>
<p>In basso, la scritta &#8220;Berlusconi presidente&#8221; (quello del Cavaliere, del resto, è la massima espressione del <a title="il partito personale di Mauro Calise" href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842092179" target="_blank">partito personale</a>, post-ideologico, che si identifica pienamente in un leader carismatico).</p>
<p>Pare siano stati scartati altri nomi: <em>Popolari</em>, più significativo sul piano ideologico ma meno comprensibile dal <strong>senso comune</strong>; e <em>Viva l’Italia</em>, in quanto Berlusconi vorrebbe evitare le sigle (<em>Fli, Vli</em>), ritenute fredde e burocratiche, a favore di un nome diretto, semplice e immediato come, appunto,<em> Italia</em>.</p>
<p>Scritto da: Antonio Cilardo<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/01/21/misurare-la-comunicazione-politica-il-nuovo-simbolo-di-silvio-berlusconi/" data-text="Misurare la comunicazione politica: il nuovo simbolo di Silvio Berlusconi" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F01%2F21%2Fmisurare-la-comunicazione-politica-il-nuovo-simbolo-di-silvio-berlusconi%2F&#038;text=Misurare%20la%20comunicazione%20politica%3A%20il%20nuovo%20simbolo%20di%20Silvio%20Berlusconi" >Tweet</a></span></p>
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		<title>44° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese: comunicazione e media</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/12/07/44%c2%b0-rapporto-censis-sulla-situazione-sociale-del-paese-comunicazione-e-media/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[smisurare la comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Censis]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[A dicembre, insieme al panettone, sul tavolo dei sociologi italiani arriva tradizionalmente il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Sulla fotografia complessiva dell&#8217;Italia ricostruita in questa 44ma edizione si è pronunciata su La Stampa perfino Mina, con toni da smisurare la comunicazione; questi invece i risultati che riguardano il mondo della comunicazione, raccolti nel capitolo Comunicazione e media, con qualche commento: Il futuro della rete, tra sicurezza delle transazioni e gratuità dei contenuti. Il Censis identifica due nodi irrisolti per lo sviluppo di Internet: la scarsa fiducia nell&#8217;e-commerce legata al rischio di spam, phishing, virus, violazione della privacy e scarsa tutela dei minori, che porta il 55% degli utenti ad evitare le transazioni online. D&#8217;altra parte il 64% del campione ritiene che pagare per l&#8217;accesso ai contenuti comprometterebbe la libertà di navigazione. Dati interessanti, ma chi ci dà la certezza che il futuro della rete coincida con la sua monetizzazione? Perché definire nodi o ostacoli alcune delle caratteristiche che potrebbero essere connaturate al mezzo? Non possiamo immaginare un modello di sviluppo basato sulle relazioni sociali piuttosto che sulle transazioni, con contenuti spontanei e ispirati dalla condivisione piuttosto che dal profitto? Fuga dalle notizie: la cattiva informazione smorza l’audience. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/12/censis.png"><img class="size-full wp-image-4061 alignright" title="censis" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/12/censis.png" alt="" width="170" height="63" /></a>A dicembre, insieme al panettone, sul tavolo dei sociologi italiani arriva tradizionalmente il <strong><em>Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese</em></strong>. Sulla fotografia complessiva dell&#8217;Italia ricostruita in questa 44ma edizione <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=45">si è pronunciata</a> su <strong>La Stampa</strong> perfino <strong>Mina</strong>, con toni da <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/category/smisurare-la-comunicazione/"><em>smisurare la comunicazione</em></a>; questi invece i risultati che riguardano il mondo della comunicazione, raccolti nel <a href="http://www.censis.it/10?relational_resource_51=109158&amp;resource_50=109158&amp;relational_resource_52=109158&amp;relational_resource_385=109158&amp;relational_resource_381=109158&amp;relational_resource_382=109158&amp;relational_resource_383=109158&amp;relational_resource_384=109158&amp;relational_resource_403=109158">capitolo <em>Comunicazione e media</em></a>, con qualche commento:</p>
<ul>
<li><strong>Il futuro della rete, tra sicurezza delle transazioni e gratuità dei contenuti.</strong> Il Censis identifica due nodi irrisolti per lo sviluppo di Internet: la scarsa fiducia nell&#8217;e-commerce legata al rischio di spam, phishing, virus, violazione della privacy e scarsa tutela dei minori, che porta il 55% degli utenti ad evitare le transazioni online. D&#8217;altra parte il 64% del campione ritiene che pagare per l&#8217;accesso ai contenuti comprometterebbe la libertà di navigazione. Dati interessanti, ma chi ci dà la certezza che il futuro della rete coincida con la sua monetizzazione? Perché definire nodi o ostacoli alcune delle caratteristiche che potrebbero essere connaturate al mezzo? Non possiamo immaginare un modello di sviluppo basato sulle relazioni sociali piuttosto che sulle transazioni, con contenuti spontanei e ispirati dalla condivisione piuttosto che dal profitto?<span id="more-4037"></span></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Fuga dalle notizie: la cattiva informazione smorza l’audience.</strong> Il dato è un calo significativo dei telespettatori del TG1 (-3,3% di share) e del TG5 (-5%), l&#8217;ipotesi interpretativa è che lo sbilanciamento nello spazio concesso al PDL rispetto al PD (35,8% contro il 17,3% nel TG1, 30,7% contro il 23%  nel TG5) abbia indotto il pubblico italiano a &#8220;punire&#8221; i favoritismi dei tg e passare ad altri mezzi. Sembra di avvertire una forte distorsione ideologica, soprattutto perché esistono connessioni molto più ovvie con altri fenomeni puramente &#8220;mediologici&#8221; come l&#8217;esplosione del consumo di web news. Perché  si dà la colpa a queste ultime per il calo delle vendite di quotidiani e non per il calo dei telespettatori dei TG, che competono con le notizie online per l&#8217;aspetto di istantaneità?</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Leggere nel futuro: il digitale sorpasserà il cartaceo?</strong> Tema attuale (il 2010 è l&#8217;anno dei tablet) ma il dato più importante, quello sul consumo di e-book, si presta a due letture: è vero che è triplicato (dallo 0,03 allo 0,1% della quota di mercato) ma è anche chiaro che parliamo di percentuali risibili.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L’informazione medica corre sul web.</strong> Non si direbbe, stando ai dati: stupisce soprattutto che la televisione rimanga la fonte primaria di informazione medica per il 42% degli intervistati. Seguono i giornali con il 25% e Internet con solo il 12%. Più interessante il legame con l&#8217;istruzione: sono i diplomati e i laureati quelli che ricorrono abitualmente al web e al social web per ricercare patologie, medici e strutture sanitarie.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Le responsabilità sociali dei media e l’opacità delle norme.</strong> La conclusione del capitolo è affidata al tema della famiglia, e in particolare al consumo di Internet da parte dei minori: al 18,2% di questi viene infatti consentito di utilizzare il pc da soli in casa. Bisogna chiarire se parliamo della stessa classe di età a cui ci si riferisce successivamente come &#8220;i bambini e i ragazzi di 3-17 anni&#8221;, perchè in questo caso coinfluirebbero nel dato il caso di un bambino di 3 anni che rischia di rompere il pc o di farsi male e quello di un adolescente che reclama giustamente un po&#8217; di privacy.</li>
</ul>
<p>Scritto da Matteo Borsacchi<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/12/07/44%c2%b0-rapporto-censis-sulla-situazione-sociale-del-paese-comunicazione-e-media/" data-text="44° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese: comunicazione e media" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F12%2F07%2F44%25c2%25b0-rapporto-censis-sulla-situazione-sociale-del-paese-comunicazione-e-media%2F&#038;text=44%C2%B0%20Rapporto%20Censis%20sulla%20situazione%20sociale%20del%20Paese%3A%20comunicazione%20e%20media" >Tweet</a></span></p>
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		<title>La Repubblica della comunicazione</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/12/06/la-repubblica-della-comunicazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 10:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La Repubblica della comunicazione&#8221; è un libro scritto a quattro mani da Francesco Pira e Franco Pomilio. Più che un libro potrebbe essere visto come un itinerario, un percorso da seguire, una fotografia della democrazia italiana, con i suoi valori, con i suoi simboli e i suoi linguaggi. Un tricolore culturale in continua evoluzione che impone un cambiamento anche al tricolore istituzionale, necessariamente costretto a seguire questo processo e a dover affrontare sfide impensate fino a pochi anni fa. Lo sviluppo storico-comunicativo porta alla mutazione del ruolo del comunicatore, un tempo puro tecnico del linguaggio, ormai invece creativo e, necessariamente, originale punto d&#8217;incontro del trinomio: istituzioni, imprese, cittadini. Le tappe analizzate in questo percorso sono collegate a concetti come new media, sostenibilità, crisi e si sviluppano sullo sfondo della relazione Europa-Mediterraneo. Un libro che ci riporta una chiara visione di quella che è la connessione tra sfera pubblica e società civile (propriamente il &#8220;pubblico&#8221; per antonomasia), un rapporto che quotidianamente deve ricercare un equilibrio, che diventa la vera sfida nella &#8220;nuova cultura della comunicazione&#8221; nell&#8217;Italia che cambia. Francesco Pira e Franco Pomilio. La Repubblica della Comunicazione. Sistema-Italia: un viaggio tra istituzioni, cittadini ed imprese. Fausto Lupeti editore, 2010, 250 pp. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/12/La_Repubblica_della_Comunicazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4006" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/12/La_Repubblica_della_Comunicazione.jpg" alt="" width="169" height="244" /></a><strong>&#8220;La Repubblica della comunicazione&#8221;</strong> è un libro scritto a quattro mani da <strong>Francesco Pira</strong> e <strong>Franco Pomilio</strong>. Più che un libro potrebbe essere visto come un itinerario, un percorso da seguire, una fotografia della democrazia italiana, con i suoi valori, con i suoi simboli e i suoi linguaggi. Un tricolore culturale in continua evoluzione che impone un cambiamento anche al tricolore istituzionale, necessariamente costretto a seguire questo processo e a dover affrontare sfide impensate fino a pochi anni fa.</p>
<p style="text-align: left;">Lo <strong>sviluppo storico-comunicativo</strong> porta alla mutazione del ruolo del comunicatore, un tempo puro tecnico del linguaggio, ormai invece creativo e, necessariamente, originale punto d&#8217;incontro del trinomio: <strong>istituzioni, imprese, cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Le tappe analizzate in questo percorso sono collegate a concetti come <em>new media</em>, <em>sostenibilità</em>, <em>crisi </em>e si sviluppano sullo sfondo della relazione Europa-Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-4005"></span>Un libro che ci riporta una chiara visione di quella che è la connessione tra sfera pubblica e società civile (propriamente il &#8220;pubblico&#8221; per antonomasia), un rapporto che quotidianamente deve ricercare un equilibrio, che diventa la vera sfida nella<em> &#8220;nuova cultura della comunicazione&#8221; </em>nell&#8217;Italia che cambia.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Francesco Pira e Franco Pomilio. <em>La Repubblica della Comunicazione. Sistema-Italia: un viaggio tra istituzioni, cittadini ed imprese.</em> Fausto Lupeti editore, 2010, 250 pp.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/12/06/la-repubblica-della-comunicazione/" data-text="La Repubblica della comunicazione" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F12%2F06%2Fla-repubblica-della-comunicazione%2F&#038;text=La%20Repubblica%20della%20comunicazione" >Tweet</a></span></p>
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