Posts Tagged ‘ marketing ’

Nasce WOMMI, l’Associazione dei professionisti italiani del Word Of Mouth Marketing

09/11/2009 By la redazione

Il 20 Novembre 2009 a Milano WOMMI si presenta alla stampa e ai professionisti del Marketing del Passaparola.

WOMMI è la prima associazione italiana nata per offrire un punto di incontro e aggregazione agli operatori e ricercatori che si occupano di Word Of Mouth, e alle aziende che lo usano.

Il presidente Prof. Enrico Pozzi presenterà le ragioni e gli obiettivi dell’Associazione. Seguiranno brevi interventi tematici del Presidente del Comitato scientifico, Prof. Alberto Abruzzese, e dei promotori Luca Basilico, Andrea Febbraio, Vittorio Meloni, Mirko Pallera e Stefano Vitta. Coordina Luca De Biase, de Il Sole 24Ore e Nòva24.

L’incontro avrà luogo nella sala Assemblea di Palazzo Belgioioso in Piazza Belgioioso, 2, Milano.

L’inizio è previsto per le ore 11.00. Al termine un aperitivo in cui promotori ed intervenuti potranno liberamente scambiarsi opinioni ed informazioni.

Ingresso libero. Altre informazioni sul sito www.wommi.it.

WOMMI ringrazia Intesa Sanpaolo per l’ospitalità e il supporto.

Press Info

Stefano Vitta
Tel. 0644254815
Web: www.wommi.it
Mail: wommi mail

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ZZUB al WomSummit

09/04/2008 By la redazione

a cura di Francesco D’Orazio

Ospiti internazionali e leader delle aziende italiane si sono incontrati al primo Word of Mouth Summit italiano (Milano, 2 e 3 Aprile), per condividere con il pubblico della conferenza visione, progetti e prospettive di interazione tra web 2.0 e mercato. Casi reali, panel di discussione e presentazioni che hanno affronterato una serie di temi tra cui: significato e impatto di Web 2.0 ed Enterprise 2.0, casi di successo, opportunita’ e modelli di business del Web 2.0, applicazione dei principi del Web 2.0 per creare nuovi prodotti e servizi, modelli di produzione e monetizzazione dei contenuti che funzionano, i piu’ interessanti servizi offerti dalle aziende italiane, il Web 2.0 nel marketing virale e nella creazione di conversazioni con i clienti, le implicazioni sociali e culturali della partecipazione e del contenuto generato dall’utente.

Si è parlato delle basi del word of mouth ma anche delle sue ultime evoluzioni che stanno trasformando il word-of-mouth in uno degli strumenti più promettenti ed efficaci del marketing online e offline.

Cosa significa marketing del passaparola? Come funziona e come si misura? Come integrarlo in un piano marketing in sinergia con le strategie più tradizionali? Quali sono i vantaggi? Quanto può costare e quali risultati bisogna aspettarsi da questo nuovo strumento? Leggi tutto »

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Brand contro Brand

06/09/2007 By la redazione

di Francesco D’Orazio

Siamo spariti per un po’, un bel po’ e’ vero. Ma non siamo finiti a pescare il salmone selvaggio nei torrenti delle Highlands (personalmente mi sono fermato al fish&chips di Londra)… Abbiamo deciso di imbarcarci in una nuova avventura, faticosa e impegnativa ma decisamente stimolante. Si chiama Bzzers (si legge ‘bazzers’) ed e’ la prima community italiana di passaparola. Per il momento non abbiamo assolutamente intezione di dirvi di piu’ ma possiamo darvi alcune parole chiave: Word of Mouth, passaparola, Buzz Marketing, user-generated marketing.
Saremo pronti a lanciare il beta tra una decina di giorni. Se nel frattempo volete ingannare l’attesa con un primo assaggio di user-generated marketing, date un’occhiata alla Guerra dei Bzzers.

Si tratta di una piccola applicazione costruita su Ning, che mostra due loghi di brand alla volta e vi chiede di rispondere a una domanda molto semplice: qual’e’ il brand migliore? E’ una sorta di “Guerra” tra brand ma siete voi a decidere chi vince. Al momento ci sono circa cento brand ma potete contribuire aggiungendone di nuovi da mandare in battaglia!

La Guerra dei Bzzers e’ un adattamento dell’inglese BrandvsBrand (grazie David!). Come sottolinea David Bausola, la domanda che l’applicazione pone non ha molto senso perche’ i brand vengono selezionati a caso e nella maggiorparte dei casi non hanno nulla a che vedere, appartengono a settori diversi e soprattutto rispondono a universi di valori individuali che non sono lontanamente comparabili. Chi e’ meglio, Wind o i Salumi Negroni? Giorgio Armani o la Rai? Apple o Barilla (a proposito di serendipity, ve lo ricordate il virale su Totti sponsporizzato dal colosso di Cupertino?!?…)

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Cosmopolitan Girl

28/03/2007 By la redazione

di Silvia Manganelli

Di che cosa parla una rivista come Cosmopolitan? Quale rappresentazione della donna mette in scena? La ricerca di Angela Pietronigro* risponde a queste domande analizzando le parole di cui è fatta la “donna Cosmopolitan”. L’analisi prende a campione tutti gli articoli di quattro annate: 1975, 1985, 1995 e 2005. L’indagine sul lessico permette di misurare in modo efficace sia le immagini della donna proposte dalla rivista, sia il modo in cui sono cambiate nel tempo.

L’autrice individua negli articoli tre ambiti tematici: 1. la sfera della cura di sé, che significa moda, bellezza e cosmetica; 2. la sfera delle relazioni, che si traduce in “come trovare un uomo e tenerselo” e nell’esplorazione della sessualità; 3. la realizzazione personale, intesa come carriera e successo professionale. Vediamo meglio (le parole in corsivo fanno parte del lessico individuato da Pietronigro)…

1) rispetto alla cura di sé, niente di nuovo
sotto il cielo: la donne di tutte le età devono fare del loro
meglio e spendere parecchio tempo e denaro per apparire più
glamorous possibile. Il tema parte in sordina a metà
degli anni settanta ma dall’85 è il più presente.

2) la dimensione relazionale è più nuova e
dinamica: accanto alla ricerca del principe azzurro da
sposare, la donna appare come una libertina che
seduce (1985) e desidera (1995). Fino al ‘95 la
sessualità emerge come uno spazio di libera espressione di sé.
La donna è single, trasgressiva e disinibita. Si invertono con
ironia clichés consolidati. L’uomo è raffigurato spesso
come un oggetto e strumento di piacere.

3) la realizzazione professionale è un tema sempre minoritario ma la sua parabola fino al ’95 è interessante: negli anni settanta ci si interroga su come superare il gap formativo che impedisce alle donne di fare carriera. Educazione, diploma, scuola, master,
facoltà, università, laurea
sono le parole più ricorrenti. Nel ventennio successivo la cosmogirl è determinata a farsi strada nel mondo del lavoro. È ambiziosa, vuole essere manager di successo, pone il tema dell’empowerment e della rappresentanza politica.

Cosa succede nel 2005? Il panorama è deprimente.
La sfera della realizzazione professionale scompare,
letteralmente. Anche la dimensione delle relazioni
interpersonali diminuisce in modo significativo. E non solo. A
ben guardare si scopre che le sue parole hanno perso molti
connotati di trasgressione e sfida: troviamo boyfriend
e amicizia, coccole e sguardi.
Trionfa
sopra tutto la cura di sé, che è ricerca esasperata dello
stile, del look giusto, della forma fisica
(fitness). La palestra è il luogo per
eccellenza, lo shopping è l’attività più
interessante.
La donna del nuovo millennio rappresentata da
Cosmopolitan sembra essersi ridotta a puro oggetto
estetico. Pensa solo ad apparire, ad essere bella, perfetta,
elegante. Anche la relazione con gli uomini non sembra
rappresentare più un terreno di confronto e di ridefinizione
della propria identità.
Nel 2005 Cosmopolitan mette
in scena una donna sexy e alla moda ma poco interessata alla
realizzazione personale. Una figura chiusa in un narcisistico
isolamento, in una contemplazione di sé che non lascia spazio
ad altro, e probabilmente ad altri.
Se una Cosmopolitan
girl
avesse oggi tra le mani la prima rivista femminile
italiana, “La Donna” fondata a fine ottocento da
un’intelligente e baffuta signora di idee progressiste, non la
troverebbe affatto posh. Quella rivista, come altre del
periodo, era animata da intenti educativi, parlava di studio,
di diritti politici e di emancipazione. Tutti temi tosti e un
po’ pesantucci, bisogna ammetterlo.
La cosmogirl
sembra aver risolto e archiviato (o rimosso?) tutti quei
fastidiosi problemi che angustiavano e impegnavano le baffute
bisnonne. È dunque libera di concentrarsi su questioni davvero
importanti: la depilazione del labbro superiore e la
cellulite. Come a dire: oltre il rossetto,
niente?

Scarica La Donna Cosmopolitan (*.pdf, 1.437 Kb)

* Angela Pietronigro si è laureata a Scienze della Comunicazione a Roma con una tesi su Cosmopolitan.

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