Due libri recentissimi che analizzano la comunicazione nel mondo arabo.
Media arabi e cultura nel Mediterraneo descrive la galassia dei mass media in lingua araba. Dopo l’11 settembre si cita spesso Al Jazeera, ma ancora si trascura che l’arabo è la lingua ufficiale di 24 paesi ed è parlata da più di 300 milioni di persone. Merita perciò grande attenzione questo viaggio nella cultura visuale panarabica e nei suoi 500 e più canali televisivi, tra star dai compensi milionari, fiction dedicate alle vignette danesi su Maometto e musalsalat, le soap opera ultrarealiste in cui i personaggi discutono di attacchi kamikaze, infedeli, emigrazione e Amahdinejad.
Ornella Milella – Domenico Nunnari, Media arabi e cultura nel Mediterraneo, Gangemi, Roma 2009, 239 pp.
In Muslims and Media Images un gruppo di sociologi, giornalisti e intellettuali indiani indaga invece le ragioni profonde della bad press che affligge l’Islam e le sue rappresentazioni nei media occidentali. Il caso indiano illustra con efficacia l’intrecciarsi di dinamiche globali e locali, dalle radici premoderne della diffidenza europea verso i musulmani alla radicata diffidenza di questi ultimi verso i mass media, che comporta l’incapacità di padroneggiarne le tecniche e sfruttarne le potenzialità emancipatorie. Un libro interessante, ma che dimentica troppo volentieri le variabili politiche.
Ather Farouqui, Muslims and Media Images. News VS Views, Oxford University Press, 2009, 368 pp.