Posts Tagged ‘ passaparola ’

Le cattive notizie vanno sulla stampa. Le buone dappertutto

maggio 2, 2013 By

La vecchia storia secondo cui no news is good news and good news is no news ha fatto il suo tempo, almeno se si guarda oltre la stampa. I social media vogliono storie e non notizie. Le informazioni positive si diffondono di più e meglio perché preferiamo condividere cose positive. Almeno secondo il nuovo guru Jonah Berger, che non crede nemmeno ai social influencer. Leggi tutto »

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La pubblicità che non si vede: come impatta il buzz online sui processi di acquisto?

giugno 7, 2012 By


La pubblicità che non si vede: informazioni e preferenze di acquisto in salsa social.

1184 persone intervistate, un campione di utenti web tra i 18 e i 65 anni e un’analisi relativa alle frequenze di utilizzo dei social media ai tempi di Twitter e Facebook. Leggi tutto »

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Groupama e ZZUB: la sfida del talkabout

maggio 31, 2012 By

Più di 1650 likes, ma soprattutto quasi 1300 talking about this sulla pagina Facebook di Felice Groupama, questo il risultato in pochi giorni della collaborazione tra Groupama Assicurazioni e ZZUB, la più grande community italiana di passaparola. Leggi tutto »

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Nielsen report: advertising, passaparola e brand message

aprile 20, 2012 By

E’ stata rilasciata questo mese l’analisi svolta da Nielsen dal titolo Global Trust in Advertising and Brand Messages. Leggi tutto »

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Il passaparola come momento zero della verità: un report di Google

agosto 10, 2011 By

Con l’arrivo di Google Plus il passaparola entra prepontemente nella proposta pubblicitaria di BigG. I risultati del motore di ricerca saranno sempre più influenzati da amici e parenti, e così anche l’esito di una campagna con Adwords.
Non stupisce quindi la pubblicazione di quest’ultima ricerca sul word of mouth firmata da Jim Lecinski, managing director U.S. Sales & Service di Google, e intitolata Winning the Zero moment of truth.
Il punto di partenza è una formalizzazione elegante e sintetica di una verità in fondo banale: lo shift nei comportamenti pre-acquisto causato dalla disponibilità di un archivio digitale con le esperienze di persone fidate.
Nel modello classico, che portava dallo stimolo allo scaffale del negozio (primo momento della verità) fino all’esperienza effettiva (secondo momento della verità):

si inserisce, anticipando l’esperienza effettiva con la ricerca online di esperienze altrui, il momento zero della verità, fatto di motori di ricerca, passaparola offline, confronto delle recensioni ecc.:

Niente di nuovo? Leggi tutto »

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La psicologia del passaparola secondo il NY Times

luglio 21, 2011 By

Il Customer Insight Group del New York Times ha pubblicato uno studio intitolato The Psychology of Sharing: Why do People Share Online?, un’analisi delle motivazioni che ci spingono a condividere i contenuti in rete.

Esistono differenti tipologie di personalità, ognuna con le sue ragioni e i suoi obiettivi per inviare una mail a un amico o pubblicare un messaggio sulla propria bacheca, e comprenderle può aiutare i comunicatori a creare messaggi che verranno condivisi più facilmente e a coinvolgere le persone giuste.

La ricerca impiega una metodologia mista: interviste etnografiche in profondità, il confronto tra un panel di immersione e uno di privazione dai social media e un sondaggio su 2500 utenti che condividono contenuti con frequenza medio/alta.

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Think Insights, word of mouth e Internet secondo Google

luglio 6, 2011 By

Google, in collaborazione con Keller Fay Group U.S., ha rilasciato i dati di uno studio sul ruolo svolto dal passaparola nell’ambito di Internet.
Capire quale sia il peso che ciascun media assume nella creazione di conversation/WOM e che importanza abbia all’interno del piano marketing.
Partendo da alcuni dati, 2,4 miliardi di conversazioni che coinvolgono a brand per day e 3,3 miliardi di citazioni di brand in un giorno, si è cercato di strutturare un media model per le conversazioni tra utenti, in cui si evidenzia come possano esistere tre opportunità di azione:

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Anatomia del passaparola online su Bin Laden

maggio 3, 2011 By

Hubspot ha pubblicato un’interessante “anatomia del passaparola online” sull’uccisione di Osama Bin Laden, che proviamo a sintetizzare in un’infografica:

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Il Garante UK vieta il buzz dietro compenso se non si dichiara in modo esplicito

febbraio 2, 2011 By

Dall’Inghilterra arriva un importante decisione sulla trasparenza del passaparola online.

L’Office of Fair Trading, l’equivalente britannico dell’Antitrust italiana, ha aperto un’inchiesta su Handpicked Media, un’agenzia di PR specializzata nel reclutamento di blogger autorevoli per diffondere buzz positivo sui propri clienti.

Secondo l’OFT è da considerarsi ingannevole qualsiasi messaggio promozionale “quando non specifica chiaramente che la promozione è stata pagata o ricompensata, in modo evidente rispetto al contenuto editoriale e che non possa sfuggire al consumatore medio “.

Il provvedimento potrebbe colpire quelle celebrità inglesi che recentemente hanno pubblicato messaggi quantomeno sospetti su Twitter: dall’attrice Elizabeth Hurley, che consiglia le creme di Estee Lauder (di cui è testimonial) ai suoi 78.000 follower, alla popstar Lily Allen, che l’anno scorso ha postato su PlayStation e Grey Goose Vodka.

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Cinema e viralità, un binomio di successo

gennaio 7, 2011 By

La viralità pervade, crea curiosità, muove l’interesse e diventa la migliore pubblicità.

Prendendo come esempio di successo il teaser di Tron Legacy, dove l’idea di creazione del film diventa reale grazie all’incredibile successo del video in collaborazione con i Daft Punk, segnaliamo MovieViral, in cui la parola d’ordine è proprio viralità.

Un concetto qui usato nella suo significato meno specifico, più slegato dalle forme di marketing a cui, generalmente, tendiamo ad associarlo, ma che ci rende chiaro come l’unconventional e i nuovi modi di creare coinvolgimento attorno a un prodotto siano assolutamente legati al mondo del cinema.

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