Berlusconi ferito e il lessico di YouTube
di Matteo Borsacchi
L’attacco del 13 dicembre al Presidente del Consiglio ha scatenato critiche e dubbi intorno all’aggressività veicolata dal web.
Le generalizzazioni hanno ignorato spesso sia le differenze tra piattaforme di comunicazione (blog, forum, social network ecc), che quelle tra policy, scelte editoriali e di amministrazione all’interno di piattaforme simili.
Abbiamo esplorato il tema della violenza verbale sull’episodio Berlusconi all’interno di un canale specifico: Youtube Italia. Questo canale è caratterizzato da una diffusione ampia e da una modalità di interazione (anonima, interamente user generated) che lo rendono particolarmente significativo per capire cosa accade tra gli utenti Internet italiani.
Questa forte significatività del canale obbliga però anche alla prudenza interpretativa. I risultati dell’analisi valgono solo per un ristretto bacino di utenza (prevalentemente giovani) e riflettono le condizioni particolari del dibattito: nessuna responsabilità legale per i contenuti inseriti, nessun contatto diretto con gli altri utenti né possibilità di essere riconosciuti.
Il campione di 7000 commenti è stato raccolto dai video più visti nelle 24 ore successive all’accaduto. Il corpus è stato poi analizzato per scoprire le parole più frequenti e le loro relazioni di vicinanza. Il risultato è un network semantico in cui la grandezza dei nodi corrisponde alla frequenza delle parole e il numero sugli archi a quante volte vengono associate l’una all’altra.
Fig.1 – Berlusconi ferito, network semantico



