Posts Tagged ‘ reputazione ’

City ReptrakTM 2011: Londra 1a al mondo per reputazione, seguita da Ginevra, Sidney e Vienna. Venezia, Roma e Firenze in top ten

09/12/2011 By Matteo Borsacchi

Il Reputation Institute ha comunicato i risultati della sua prima indagine sulla reputazione delle città nel mondo, il City Reptrak Leggi tutto »

Monitaly 20-27 nov: il governo Monti muove i primi passi e l’Italia rientra tra le figure chiave dell’eurozona

02/12/2011 By Marta Isoni


Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico. Leggi tutto »

La reputazione del Blackberry tra le vittime dei disordini nel Regno Unito.

19/08/2011 By Matteo Borsacchi

Una particolarità delle agitazioni che hanno infiammato le metropoli inglesi ad inizio agosto è quella di non aver utilizzato i soliti Twitter o Facebook per coordinare gli attacchi, bensì il servizio di messaggistica dei telefonini di Research In Motion, Blackberry Messenger.

Brandwatch ha rilevato un’impennata delle citazioni del marchio Blackberry su Twitter, da 1500 a 8000 al giorno, e un aumento corrispondente della percentuale di post negativi, dal 16% al 24%.

Fig. 1 – La visibilità di Blackberry ai primi di agosto

A incidere negativamente sull’immagine di RIM non è stato solo il ruolo dei Blackberry nell’organizzazione degli scontri, ma anche Leggi tutto »

La migliore reputazione del mondo

17/11/2009 By la redazione

di Ildegarda Ferraro

Nutella superstar. La Ferrero è la migliore al mondo secondo il Global Reputation Pulse 2009. Le banche italiane hanno subito il riflesso importato della grande crisi finanziaria. Hanno reagito bene. Ma possono far tesoro delle indicazioni del Reputation Institute, impegnandosi su sette dimensioni: prodotti/servizi, innovazione, luogo di lavoro, governance, impegno sociale, leadership e performance.

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Fig. 1 – The Reputation Pulse Model

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The future of reputation

28/07/2009 By la redazione

futurereputationdi Enrico Pozzi

Chi passa le giornate a “staggarsi” da foto impietose, ad impostare la visibilità sugli instant messenger, a cercare o smentire voci infamanti su di sè, la propria azienda o il proprio capo, probabilmente apprezzerà l’ironia con cui Daniel J. Solove ripercorre la rotta di collisione tra libertà di parola, amplificata all’esasperazione dalle tecnologie 2.0, e diritto alla privacy.

Un cruciale processo aveva portato l’Occidente a depotenziare la comunità a favore della società, secondo la vecchia ma ancora essenziale dicotomia di Tönnies. La comunità era il regno dei rapporti faccia a faccia, delle interazioni emotive e della socialità ‘calda’, ma anche il luogo del massimo controllo sociale di tutti su tutti. Il suo modello era il ‘villaggio’, dove tutti si conoscono, non c’è la presunta freddezza dell’anonimato, ma non c’è neanche lo spazio del privato, cioè dell’individuo non assorbito nel gruppo. Al contrario la ‘società’ è contrattuale, ‘fredda’ e razionale, ma produce dimensioni private, e dunque il diritto dell’individuo ad esistere nella protezione dell’anonimato. Il suo modello è la città, dove il controllo sociale è molto più fragile, e la solitudine della folla anonima è peso e libertà insieme.

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