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	<title>Misurarelacomunicazione &#187; reputazione</title>
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	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 09:03:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>City ReptrakTM 2011: Londra 1a al mondo per reputazione, seguita da Ginevra, Sidney e Vienna. Venezia, Roma e Firenze in top ten</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/09/city-reptraktm-2011-londra-1a-al-mondo-per-reputazione-seguita-da-ginevra-sidney-e-vienna-venezia-roma-e-firenze-in-top-ten/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 09:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[country branding]]></category>
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		<category><![CDATA[city reptrak 2011]]></category>
		<category><![CDATA[reputation institute]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Reputation Institute ha comunicato i risultati della sua prima indagine sulla reputazione delle città nel mondo, il City Reptrak, che va ad aggiungersi al Global Reptrak, il monitoraggio della reputazione internazionale dei brand, e all&#8217;esperimento di nation branding Country Reptrak. L&#8217;interesse strategico della reputazione di una città è legato soprattutto al turismo: le prime dieci città nella classifica venivano indicate dagli intervistati come destinazione ideale per un viaggio di piacere o di affari tre volte di più rispetto alle altre. Un aspetto interessante è l&#8217;indipendenza della reputazione delle città da quella dei paesi di appartenenza. L&#8217;esempio calzante qui è proprio quello italiano: anche se l&#8217;Italia non è ai primi posti in nessuno degli indici del Country Reptrack, riesce però a piazzare tra i primi dieci tre delle sue &#8220;città d&#8217;arte&#8221;. Secondo gli autori, che hanno intervistato 35000 persone provenienti da 15 paesi , il fattore che influisce di più sulla percezione favorevole di una città è la sua sicurezza per i cittadini e per i turisti. Questo è il motivo per cui città come New York o Los Angeles, ben posizionate per quanto riguarda fascino culturale e vitalità economica, non sono riuscite altrettanto bene nella classifica generale. Qui il comunicato stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/12/city-reptrack.png"><img class="alignleft size-full wp-image-8413" title="city-reptrack" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/12/city-reptrack.png" alt="" width="377" height="230" /></a>Il <strong>Reputation Institute</strong> ha comunicato i risultati della sua prima indagine sulla reputazione delle città nel mondo, il <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/11/25/city-reptrak%E2%84%A2-webinar-30-novembre-2011/">City Reptrak</a><span id="more-8404"></span>, che va ad aggiungersi al <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/04/29/u-s-reptrak-pulse-study-il-modello-emozionale-e-razionale-della-reputazione/">Global Reptrak</a>, il monitoraggio della reputazione internazionale dei brand, e all&#8217;esperimento di nation branding <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/10/04/country-reptrak-2011-la-reputazione-internazionale-dei-paesi-litalia-buona-per-i-viaggi-e-lo-shopping/">Country Reptrak</a>.</p>
<p>L&#8217;interesse strategico della reputazione di una città è legato soprattutto al turismo: le prime dieci città nella classifica venivano indicate dagli intervistati come destinazione ideale per un viaggio di piacere o di affari tre volte di più rispetto alle altre.</p>
<p>Un aspetto interessante è l&#8217;indipendenza della reputazione delle città da quella dei paesi di appartenenza. L&#8217;esempio calzante qui è proprio quello italiano: anche se l&#8217;Italia non è ai primi posti in nessuno degli indici del <em>Country Reptrack</em>, riesce però a piazzare tra i primi dieci tre delle sue &#8220;città d&#8217;arte&#8221;.</p>
<p>Secondo gli autori, che hanno intervistato 35000 persone provenienti da 15 paesi , il fattore che influisce di più sulla percezione favorevole di una città è la sua sicurezza per i cittadini e per i turisti. Questo è il motivo per cui città come <strong>New York </strong>o <strong>Los Angeles</strong>, ben posizionate per quanto riguarda fascino culturale e vitalità economica, non sono riuscite altrettanto bene nella classifica generale.</p>
<p><a href="http://www.reputationinstitute.com/events/30_Nov_11_PR_City_RepTrak_Results.pdf">Qui</a> il comunicato stampa con maggiori info.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/09/city-reptraktm-2011-londra-1a-al-mondo-per-reputazione-seguita-da-ginevra-sidney-e-vienna-venezia-roma-e-firenze-in-top-ten/" data-text="City ReptrakTM 2011: Londra 1a al mondo per reputazione, seguita da Ginevra, Sidney e Vienna. Venezia, Roma e Firenze in top ten" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F12%2F09%2Fcity-reptraktm-2011-londra-1a-al-mondo-per-reputazione-seguita-da-ginevra-sidney-e-vienna-venezia-roma-e-firenze-in-top-ten%2F&#038;text=City%20ReptrakTM%202011%3A%20Londra%201a%20al%20mondo%20per%20reputazione%2C%20seguita%20da%20Ginevra%2C%20Sidney%20e%20Vienna.%20Venezia%2C%20Roma%20e%20Firenze%20in%20top%20ten" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Monitaly 20-27 nov: il governo Monti muove i primi passi e l&#8217;Italia rientra tra le figure chiave dell&#8217;eurozona</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/02/monitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 09:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[country branding]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[reputazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico. Inizio di settimana che registra un leggero calo nella media quotidiana dei post. Si sposta il centro dell&#8217;attenzione: nelle settimane appena trascorse la stampa e il web avevano analizzato passo dopo passo la creazione del nuovo esecutivo, ora l&#8217;interesse per il nostro Paese si intreccia nuovamente agli sviluppi europei legati alla crisi finanziaria e agli interventi che ciascun paese propone per risollevarsi ed evitare la recessione: European officials hope a new agreement, scrive TheWall Street Journal. L&#8217;analisi di questa settimana si focalizza sul canale web 2.0: si trova il picco di post nella giornata di giovedì 24 novembre, durante la quale c&#8217;è stato l&#8217;incontro, a Strasburgo, dei tre leaders dell&#8217;eurozona: Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarközy. Nella classifica dei personaggi più citati sul web ancora molto alto in classifica Silvio Berlusconi per diversi motivi: dal calcio, Silvio Berlusconi has confirmed he will return to be president of AC Milan (ESPN), ai problemi processuali Silvio Berlusconi fails in bid to stop David Mills giving evidence in trial (The Guardian), fino ai suoi impegni politici Berlusconi Vows To Support Monti, But No Wealth Tax (The Wall Street Journal). Seguono, stabili, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/monitaly_def.png"><img class="size-full wp-image-8305 aligncenter" title="monitaly_def" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/11/monitaly_def.png" alt="" width="479" height="387" /></a><br />
Sette giorni importanti per il nuovo governo italiano, dal punto di vista politico.<span id="more-8303"></span></p>
<p>Inizio di settimana che registra un leggero calo nella media quotidiana dei post. Si sposta il centro dell&#8217;attenzione: nelle settimane appena trascorse la stampa e il web avevano analizzato passo dopo passo la creazione del nuovo esecutivo, ora l&#8217;interesse per il nostro Paese si intreccia nuovamente agli sviluppi europei legati alla crisi finanziaria e agli interventi che ciascun paese propone per risollevarsi ed evitare la recessione: <em>European officials hope a new agreement</em>, scrive <strong>TheWall Street Journal</strong>.</p>
<p>L&#8217;analisi di questa settimana si focalizza sul canale web 2.0: si trova il picco di <em>post</em> nella giornata di giovedì 24 novembre, durante la quale c&#8217;è stato l&#8217;incontro, a Strasburgo, dei tre <em>leaders</em> dell&#8217;eurozona: <strong>Mario Monti</strong>, <strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Nicolas Sarközy</strong>.</p>
<p>Nella classifica dei personaggi più citati sul web ancora molto alto in classifica <strong>Silvio Berlusconi</strong> per diversi motivi: dal calcio, <em>Silvio Berlusconi has confirmed he will return to be president of AC Milan</em> (<strong>ESPN</strong>), ai problemi processuali <em>Silvio Berlusconi fails in bid to stop David Mills giving evidence in trial</em> (<strong>The Guardian</strong>), fino ai suoi impegni politici <em>Berlusconi Vows To Support Monti, But No Wealth Tax</em> (<strong>The Wall Street Journal</strong>). Seguono, stabili, il nostro Primo Ministro, il <em>Président de la République française</em> e la <em>Bundeskanklerin</em> tedesca.</p>
<p>Sceso di qualche posizione nella classifica web, ma sempre presente nella top 5, Papa <strong>Benedetto XVI</strong>. Il primo vescovo di Roma smuove il web 2.0 con i suoi interventi sul bisogno di &#8220;riconciliazione&#8221; in Africa (ricordiamo proprio la visita nel continente africano negli scorsi giorni) e la condanna contro gli abusi sessuali.</p>
<p>Si spengono entrambe le polemiche (relative rispettivamente a <strong>Benetton</strong> e <strong>Unicredit</strong>) che avevano destabilizzato la classifica delle aziende più in vista, come avevamo evidenziato nello <a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/11/24/monitaly-14-20-nov-litalia-ha-un-nuovo-governo-critiche-e-polemiche-contro-la-adv-benetton/">scorso report</a>. Risalgono i colossi italiani che mantengono le loro posizioni da mesi: <strong>Ferrari</strong>,<strong> Fiat</strong>, <strong>Gucci</strong>.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/12/02/monitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona/" data-text="Monitaly 20-27 nov: il governo Monti muove i primi passi e l&#8217;Italia rientra tra le figure chiave dell&#8217;eurozona" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F12%2F02%2Fmonitaly-20-27-nov-il-governo-monti-muove-i-primi-passi-e-litalia-rientra-tra-le-figure-chiave-delleurozona%2F&#038;text=Monitaly%2020-27%20nov%3A%20il%20governo%20Monti%20muove%20i%20primi%20passi%20e%20l%26%238217%3BItalia%20rientra%20tra%20le%20figure%20chiave%20dell%26%238217%3Beurozona" >Tweet</a></span></p>
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		<title>La reputazione del Blackberry tra le vittime dei disordini nel Regno Unito.</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/08/19/la-reputazione-del-blackberry-tra-le-vittime-dei-disordini-nel-regno-unito/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 07:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[online reputation]]></category>
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		<category><![CDATA[rim]]></category>
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		<category><![CDATA[uk riots]]></category>

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		<description><![CDATA[Una particolarità delle agitazioni che hanno infiammato le metropoli inglesi ad inizio agosto è quella di non aver utilizzato i soliti Twitter o Facebook per coordinare gli attacchi, bensì il servizio di messaggistica dei telefonini di Research In Motion, Blackberry Messenger. Brandwatch ha rilevato un&#8217;impennata delle citazioni del marchio Blackberry su Twitter, da 1500 a 8000 al giorno, e un aumento corrispondente della percentuale di post negativi, dal 16% al 24%. Fig. 1 &#8211; La visibilità di Blackberry ai primi di agosto A incidere negativamente sull&#8217;immagine di RIM non è stato solo il ruolo dei Blackberry nell&#8217;organizzazione degli scontri, ma anche la sua successiva collaborazione con le autorità inglesi per reprimere le violenze, che ha provocato attacchi al blog dell&#8217;azienda da parte di hacker vicini ai rivoltosi. Fig. 2 &#8211; L&#8217;attacco degli hacker al blog di RIMTweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una particolarità delle agitazioni che hanno infiammato le metropoli inglesi ad inizio agosto è quella di non aver utilizzato i soliti <strong>Twitter</strong> o <strong>Facebook</strong> per coordinare gli attacchi, bensì il servizio di messaggistica dei telefonini di <strong>Research In Motion</strong>, <em>Blackberry Messenger</em>.</p>
<p><strong>Brandwatch</strong> <a href="http://www.marketingmagazine.co.uk/news/1084557/BlackBerrys-reputation-takes-hit-rioters/">ha rilevato</a> un&#8217;impennata delle citazioni del marchio <strong>Blackberry</strong> su Twitter, da 1500 a 8000 al giorno, e un aumento corrispondente della percentuale di post negativi, dal 16% al 24%.</p>
<p><img class="alignnone" title="Blackberry uk riots" src="http://offlinehbpl.hbpl.co.uk//news/OKM/richedit/blackberrygraph.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p><em>Fig. 1 &#8211; La visibilità di Blackberry ai primi di agosto</em></p>
<p>A incidere negativamente sull&#8217;immagine di RIM non è stato solo il ruolo dei Blackberry nell&#8217;organizzazione degli scontri, ma anche <span id="more-6937"></span>la sua successiva collaborazione con le autorità inglesi per reprimere le violenze, che ha provocato attacchi al blog dell&#8217;azienda da parte di hacker vicini ai rivoltosi.</p>
<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/08/blackberry-blog-defaced.png"><img class="alignnone size-full wp-image-6938" title="blackberry-blog-defaced" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/08/blackberry-blog-defaced.png" alt="" width="300" height="170" /></a></p>
<p><em><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/08/blackberry-blog-defaced.png"></a>Fig. 2 &#8211; L&#8217;attacco degli hacker al blog di RIM</em><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/08/19/la-reputazione-del-blackberry-tra-le-vittime-dei-disordini-nel-regno-unito/" data-text="La reputazione del Blackberry tra le vittime dei disordini nel Regno Unito." href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F08%2F19%2Fla-reputazione-del-blackberry-tra-le-vittime-dei-disordini-nel-regno-unito%2F&#038;text=La%20reputazione%20del%20Blackberry%20tra%20le%20vittime%20dei%20disordini%20nel%20Regno%20Unito." >Tweet</a></span></p>
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		<title>La migliore reputazione del mondo</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/11/17/la-migliore-reputazione-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 14:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Ildegarda Ferraro Nutella superstar. La Ferrero è la migliore al mondo secondo il Global Reputation Pulse 2009. Le banche italiane hanno subito il riflesso importato della grande crisi finanziaria. Hanno reagito bene. Ma possono far tesoro delle indicazioni del Reputation Institute, impegnandosi su sette dimensioni: prodotti/servizi, innovazione, luogo di lavoro, governance, impegno sociale, leadership e performance. Fig. 1 &#8211; The Reputation Pulse Model Poche indicazioni semplici: “le imprese di servizi finanziari hanno davanti la grande sfida di comunicare nuove iniziative a persone meno propense a credere in ciò che viene loro detto. Saranno necessarie sofisticate strategie di comunicazione, rafforzate dal supporto di terzi, per riguadagnare credibilità e fiducia da parte dei clienti e dell’opinione pubblica”. E ancora, per puntare ad una buona reputazione, quattro semplici domande da tenere in considerazione per l’impatto che possono avere “Per il clienti: posso credere in quanto mi promette l’azienda? Per gli investitori: posso contare sulle sue previsioni finanziarie? Per i dipendenti: l’azienda manterrà la sua parola? Per il capo azienda: la mia leadership è stimata e rispettata?” Sono solo alcuni degli spunti che emergono dal Global Reputation Pulse del 2009[1], l’analisi messa a punto dal Reputation Institute sulle aziende con la miglior reputazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Ildegarda Ferraro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nutella</strong> superstar. La <strong>Ferrero</strong> è la migliore al mondo secondo il <em>Global Reputation Pulse 2009</em>. Le banche italiane hanno subito il riflesso importato della grande crisi finanziaria. Hanno reagito bene. Ma possono far tesoro delle indicazioni del <strong>Reputation Institute</strong>, impegnandosi su sette dimensioni: prodotti/servizi, innovazione, luogo di lavoro, governance, impegno sociale, leadership e performance.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/reputation-pulse-model.jpg"><img class="size-full wp-image-636 aligncenter" title="reputation-pulse-model" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/reputation-pulse-model.jpg" alt="reputation-pulse-model" width="263" height="272" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fig. 1 &#8211; The Reputation Pulse Model</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-635"></span>Poche indicazioni semplici: “le imprese di servizi finanziari hanno davanti la grande sfida di comunicare nuove iniziative a persone meno propense a credere in ciò che viene loro detto. Saranno necessarie sofisticate strategie di comunicazione, rafforzate dal supporto di terzi, per riguadagnare credibilità e fiducia da parte dei clienti e dell’opinione pubblica”. E ancora, per puntare ad una buona reputazione, quattro semplici domande da tenere in considerazione per l’impatto che possono avere “Per il clienti: posso credere in quanto mi promette l’azienda? Per gli investitori: posso contare sulle sue previsioni finanziarie? Per i dipendenti: l’azienda manterrà la sua parola? Per il capo azienda: la mia leadership è stimata e rispettata?” Sono solo alcuni degli spunti che emergono dal <em>Global Reputation Pulse del 2009</em>[1], l’analisi messa a punto dal Reputation Institute sulle aziende con la miglior reputazione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio un passo indietro. Ero stata conquistata dalla notizia della <strong>Nutella</strong> che batte la libreria <strong>Billy</strong>. La stampa internazionale ed italiana ne aveva parlato approfonditamente[2]. Il <em>2009 Global Reputation Pulse</em>, la classifica annuale della reputazione, ha infatti assegnato la palma alla <strong>Ferrero</strong>. Nel punteggio da 1 a 100, la Ferrero ha raggiunto oltre 85 punti. Segue la svedese <strong>Ikea</strong>, con 84 punti. In terza posizione la <strong>Johnson &amp; Johnson</strong>, con oltre 83 punti. Sopra gli 81 punti <strong>Nintendo</strong>, che è al sesto posto, <strong>Christian Dior</strong> al settimo e <strong>Kraft</strong> all’ottavo. I supermercati spagnoli <strong>Mercadona</strong> al nono e la <strong>Singapore Airlines</strong> al decimo. (cfr <em>The top 50 – The Word’s most reputable companies 2009</em>).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/top-50-png.png"><img class="size-full wp-image-637 aligncenter" title="top-50-png" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/top-50-png.png" alt="top 50" width="278" height="542" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fig. 2 &#8211; Top 50 </em><em>Word’s most reputable companies 2009</em></p>
<p style="text-align: justify;">La classifica è sostanzialmente basata sul giudizio della gente. Il <strong>Reputation Institute</strong> ha chiesto all’opinione pubblica di valutare le 600 maggiori aziende del mondo in base a criteri di fiducia, ammirazione, rispetto, sensazioni positive e stima complessiva. Contano sette dimensioni reputazionali: prodotti/servizi, innovazione, luogo di lavoro, governance, impegno sociale, leadership e performance.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti gli aspetti interessanti su cui riflettere, messi in luce dal <em>Global Reputation Pulse</em>. Alcune tendenze, innanzitutto. La prima è che mei mercati emergenti il rapporto imprese-consumatori è più forte. E così le grandi imprese in Brasile, Russia, India e Cina hanno una connessione emozionale con i clienti più intensa rispetto a quella su cui possono contare le aziende del mondo industrializzato. Un secondo trend evidenzia che la dimensione di maggiore impatto sulla reputazione è prodotti/servizi, seguita da governance e impegno sociale. Di qui l’azione consigliata di muoversi in tre direzioni: garantire alta qualità, prodotti e servizi innovativi; dare peso alla trasparenza e alla correttezza nel business, riconoscendo un buon trattamento ai dipendenti e una stretta connessione con la collettività; articolare chiari obiettivi per il futuro anche in termini di aspettative finanziarie. Una terza tendenza evidenzia che tra <em>industry</em> e <em>stakeholder</em> va crescendo la connessione tra reputazione e comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo quadro la <strong>Nutella</strong> ha sbaragliato il campo. Tra i leader globali sulle sette dimensioni reputazionali <strong>Ferrero</strong> è al primo posto nella dimensione prodotti/servizi, governance, impegno sociale, al secondo in innovazione e leadreship, al terzo in luogo di lavoro e al quarto per performance (cfr. <em>global leaders on the reputation dimensions</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/7-reputation-dimensions.png"><img class="size-full wp-image-638 aligncenter" title="7-reputation-dimensions" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/7-reputation-dimensions.png" alt="7-reputation-dimensions" width="610" height="471" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fig. 3 &#8211; </em><em>Global leaders on the reputation dimensions</em></p>
<p style="text-align: justify;">Pensavo che la campagna vittoriosa della crema di nocciole e dei suoi compagni di viaggio avesse raggiunto il culmine. Oltre a poter contare su di una fitta schiera di addicted – dal regista <strong>Nanni Moretti</strong> fino alla mia piccola figlia – ora può fregiarsi della medaglia della migliore reputazione al mondo. E invece scopro che c’è dell’altro. Nel carrello della spesa di <strong>Luxottica</strong> – pasta, olio, caffè ed altri beni che il welfare aziendale distribuisce ai dipendenti – il sindacato ha chiesto ed ottenuto che ci fosse anche la <strong>Nutella</strong>[3]. In un momento di crisi pare che il carrello convenga a tutti: ai dipendenti, che possono contare su su 110 euro in prodotti alimentari, e all’azienda, che ottiene un trattamento molto più conveniente dei singoli e la soddisfazione degli impiegati.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi finanziaria e poi economica ha modificato davvero lo scenario complessivo. E se ciò è tangibile nel carrello di <strong>Luxottica</strong>, lo è tanto più per il settore bancario. Certamente pesa ovunque in Europa quanto è accaduto in USA. È difficile se non impossibile parlare di banche senza che il pubblico inneschi una connessione con gli Stati Uniti. Nell’immaginario collettivo è quasi inverosimile in termini generali fare due pesi e due misure tra banche di qua e di là dall’oceano. I riflessi pesanti della crisi americana toccano l’idea stessa di “banche”. Allo stesso modo le difficoltà attraversate in alcuni Paesi europei si riflettono sugli altri. E così, per esempio, il pubblico non è certo rimasto impassibile davanti alle immagini televisive della fila per ritirare il denaro depositato alla <strong>Northern Rock</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si escludono Svezia, Norvegia e Finlandia, dove lo scenario è meno difficile, in tutti i Paesi europei si sta costantemente all’erta. Per tornare in UK, la <strong>Northern Rock</strong> è stata completamente nazionalizzata. Pesante il dibattito sulle 2 banche sotto il sostanziale controllo dello Stato: la <strong>Royal Bank of Scotland</strong> e la <strong>NatWest</strong>. I problemi non sembrano essere del tutto dietro le spalle: <strong>HSBS</strong> ha dimezzato i profitti; le Building Societies stanno attraversando un momento non facile. I problemi di percezione sono enormi. Aspetti complessi sono presenti anche in Irlanda, Olanda, Belgio, Francia, Germania e Spagna. Secondo l’indagine di <strong>R&amp;S Mediobanca</strong> sono stati attivati aiuti per 1.700 miliardi a livello mondiale, con UK, Stati Uniti, Germania e Olanda ai primi posti[4].</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>Great Financial Crisis</em> continua ad essere costantemente analizzata, sezionata in ogni sua parte e focalizzata rispetto alle aree di impatto. E così si guarda agli elementi macrostrutturali, alla regulation, alle informazioni-previsioni, all’accounting-provisioning, ai modelli di supervisione e vigilanza. Si definiscono diagnosi in ogni singola area, in modo da mettere a punto terapie.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi internazionale ha mostrato un altissimo livello di solidità e stabilità del settore bancario italiano. Da noi le banche hanno continuato e continuano a fare soprattutto il mestiere di raccogliere il risparmio dei cittadini e finanziare così le imprese, l’essenza dell’economia reale. L’onda d’urto delle situazioni difficili che si sono verificate sotto la spinta di quanto è successo negli Stati Uniti, sebbene renda importante ed indispensabile la massima allerta, non desta però particolari preoccupazioni per quanto riguarda lo stato di salute e l’operatività delle nostre banche. Certo però un rinforzo per la reputazione potrebbe essere importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Torno al <em>Global Pulse </em>per trovare suggerimenti sostanziali per chi viene da momenti difficili. L’analisi dice che le imprese con una forte reputazione ottengono altro supporto, nel senso che l’opinione pubblica è positiva o neutrale. E in caso di crisi riconosce il beneficio del dubbio. Ma certo bisogna essere inattaccabili in prodotti/servizi, innovazione, luogo di lavoro, governance, impegno sociale, leadership e performance.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ildegarda Ferraro</strong> è Responsabile Ufficio Stampa <strong>ABI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’articolo è stato pubblicato su <strong>MK n.5, 2009</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/11/ferraro_mk-5_2009.pdf">Scarica il pdf</a><strong><br />
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		<title>The future of reputation</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 09:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Enrico Pozzi Chi passa le giornate a &#8220;staggarsi&#8221; da foto impietose, ad impostare la visibilità sugli instant messenger, a cercare o smentire voci infamanti su di sè, la propria azienda o il proprio capo, probabilmente apprezzerà l&#8217;ironia con cui Daniel J. Solove ripercorre la rotta di collisione tra libertà di parola, amplificata all&#8217;esasperazione dalle tecnologie 2.0, e diritto alla privacy. Un cruciale processo aveva portato l&#8217;Occidente a depotenziare la comunità a favore della società, secondo la vecchia ma ancora essenziale dicotomia di Tönnies. La comunità era il regno dei rapporti faccia a faccia, delle interazioni emotive e della socialità &#8216;calda&#8217;, ma anche il luogo del massimo controllo sociale di tutti su tutti. Il suo modello era il &#8216;villaggio&#8217;, dove tutti si conoscono, non c&#8217;è la presunta freddezza dell&#8217;anonimato, ma non c&#8217;è neanche lo spazio del privato, cioè dell&#8217;individuo non assorbito nel gruppo. Al contrario la &#8216;società&#8217; è contrattuale, &#8216;fredda&#8217; e razionale, ma produce dimensioni private, e dunque il diritto dell&#8217;individuo ad esistere nella protezione dell&#8217;anonimato. Il suo modello è la città, dove il controllo sociale è molto più fragile, e la solitudine della folla anonima è peso e libertà insieme. Ora sembra che Internet ci riporti verso la logica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-265" title="futurereputation" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/07/futurereputation.jpg" alt="futurereputation" width="150" height="218" />di Enrico Pozzi</p>
<p style="text-align: justify;">Chi passa le giornate a &#8220;staggarsi&#8221; da foto impietose, ad impostare la visibilità sugli <em>instant messenger</em>, a cercare o smentire voci infamanti su di sè, la propria azienda o il proprio capo, probabilmente apprezzerà l&#8217;ironia con cui <strong>Daniel J. Solove</strong> ripercorre la rotta di collisione tra libertà di parola, amplificata all&#8217;esasperazione dalle tecnologie 2.0, e diritto alla privacy.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cruciale processo aveva portato l&#8217;Occidente a depotenziare la comunità a favore della società, secondo la vecchia ma ancora essenziale dicotomia di <strong>Tönnies</strong>. La comunità era il regno dei rapporti faccia a faccia, delle interazioni emotive e della socialità &#8216;calda&#8217;, ma anche il luogo del massimo controllo sociale di tutti su tutti. Il suo modello era il &#8216;villaggio&#8217;, dove tutti si conoscono, non c&#8217;è la presunta freddezza dell&#8217;anonimato, ma non c&#8217;è neanche lo spazio del privato, cioè dell&#8217;individuo non assorbito nel gruppo. Al contrario la &#8216;società&#8217; è contrattuale, &#8216;fredda&#8217; e razionale, ma produce dimensioni private, e dunque il diritto dell&#8217;individuo ad esistere nella protezione dell&#8217;anonimato. Il suo modello è la città, dove il controllo sociale è molto più fragile, e la solitudine della folla anonima è peso e libertà insieme.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-277"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora sembra che Internet ci riporti verso la logica della comunità, e verso i suoi pericoli e dilemmi. In forma estrema, tutti sotto gli sguardi di tutti sempre e per libera scelta. Ci piace tutto ciò? Ci serve? In che modo? Questo libro non pretende di rispondere, ma certo fornisce di che riflettere lucidamente.</p>
<p>Daniel J. Solove, <em>The future of reputation: gossip, rumor, and privacy on the Internet</em>‎, Yale University Press, €20,17<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/07/28/the-future-of-reputation/" data-text="The future of reputation" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2009%2F07%2F28%2Fthe-future-of-reputation%2F&#038;text=The%20future%20of%20reputation" >Tweet</a></span></p>
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