Un sondaggio di Shoutlet, rivolto ai professionisti del ramo, rivela gli incubi che agitano le notti dei social media marketers. Leggi tutto »Tweet
Un sondaggio di Shoutlet, rivolto ai professionisti del ramo, rivela gli incubi che agitano le notti dei social media marketers. Leggi tutto »Tweet
Era l’ottobre 2008 quando Wired celebrò il tramonto della blogosfera, soppiantata dai social media e dalla competizione coi web magazine professionali. Adesso, a distanza di oltre tre anni, pare che il vento sia cambiato e anche l’annuale rapporto di Technocrati segnala un trend positivo: aumentano la frequenza degli aggiornamenti e il tempo speso a scrivere. Leggi tutto »Tweet
Gli esperti di Assisted Living Today spiegano come i social media stanno modificando la nostra intelligenza con un’infografica che, al netto dei toni apocalittici, offre diversi spunti di riflessione. Leggi tutto »Tweet
Un’infografica di Mashable sancisce il trionfo di nuova era del marketing basata su dialogo, fedeltà e partecipazione.
Il marketing tradizionale, tramite i mass media, bombardava i consumatori (definiti target: bersaglio) adottando un approccio aggressivo e unidirezionale.
Il nuovo marketing, invece, cerca di divertire e interessare il pubblico e vuole che il consumatore, con l’aiuto di social media e motori di ricerca, arrivi al brand di sua volontà stabilendo con la marca un rapporto duraturo.
Social media e strategie di business. Si parla spesso della natura più elementarmente associabile al 2.0: mettere in relazione, costruire network p2p e creare nuove sinergie interpersonali.
Questa infografica, invece, pone l’accento sull’altra faccia del social networking: il posizionamento dei prodotti e dei marchi globali attraverso i nuovi modi di sviluppare il dialogo con i consumers, affinchè si stabiliscano rapporti più profittevoli e centrati sul concetto di feedback e passaparola.
Quanto i social media sono driver di successo per il business delle aziende? Quanto sono importanti? Quali sono i dati relativi a Facebook, Twitter e WordPress e quali sono le compagnie che hanno avuto i maggiori vantaggi dalla strategie basate sui social media? Leggi tutto »Tweet
Un’infografica realizzata da Mindflash spiega come trovare lavoro nel regno dei social media attraverso poche, semplici mosse da imparare in cinque minuti.
Un cronometro scandisce i vari passaggi: aprire account sui principali social media, essere creativi e professionali, conoscere la realtà industriale di riferimento, costruire una rete di relazioni…
Poi bisogna conoscere la cultura aziendale, padroneggiare gli strumenti tecnici e accumulare esperienza partendo da zero, accettando anche di lavorare gratis.
Classfinders.com pubblica una divertente infografica che fa accomodare i social media tra i banchi di scuola, associandoli a stereotipi da B-movie estivo.
Facebook è il ragazzo più popolare dell’istituto, quello che conosce tutti; Linkedin il secchione che farà strada nella vita; Twitter una studentessa chiacchierona; Foursquare una ragazza estroversa, sempre in giro.
Non poteva mancare la presa in giro di MySpace, attempato e in sovrappeso, mentre Classmates è la brillante capoclasse. Un po’ aggressiva l’immagine di Last.fm, l’alternativo fanatico di musica.
E Google+? E’ la nuova arrivata, la biondina che sta facendo impazzire tutti.
Se lo chiede Erica Swallow in un post apparso sull’American Express Open Forum e ripreso da Mashable. Lo spunto è dato dal successo di Cruvee, la piattaforma di monitoraggio dei social media incentrata unicamente sul mercato del vino e acquisita a inizio anno da Vintank.
Cruvee monitora ogni giorno 1 milione e mezzo di conversazioni sul vino ed è utilizzata da 1800 produttori su un totale di circa 6500 con sede negli Stati Uniti.
Ma il punto di forza di un tale strumento è la specializzazione tematica, che assicura due vantaggi importanti:
All’interrogativo posto dall’autrice ha provato a rispondere Susan Etlinger, analista del settore per conto della società di social analytics Altimeter: