Posts Tagged ‘ social media ’

Se il web è morto, cosa misuriamo?

10/09/2010 By Davide Fiorentini

la morte del Web

Il web è morto, prepariamo il funerale. Ma non bisogna essere tristi: Internet avrà ancora vita lunga. Questo è quello che sostiene Chris Anderson, direttore editoriale di Wired (conosciuto anche per aver coniato il concetto di long tail).

Secondo Anderson quello che sta avvenendo nel mondo digitale è il passaggio da un Web aperto a una serie di piattaforme semichiuse che utilizzano il protocollo Internet per trasportare l’informazione, ma che non si servono dei browser per la visualizzazione.

Questa rivoluzione è guidata in primo luogo dal mobile computing (iPhone) e dai social media (Facebook), dove il potere di Google non è così pervasivo e dove l’HTML non la fa da padrone.

Prima di seppellire l’ennesimo media – c’è questa sorta di sadico piacere ad annunciare la morte dei diversi mezzi di comunicazione: sono già deceduti in ordine i giornali, la radio, la tv, le email, ecc… – è più interessante analizzare il postulato proposto da Katie Delahaye Paine, la “Queen Of Measurement” americana.

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Marketing Conversazionale di Luca De Felice

06/09/2010 By la redazione

Twitter, Facebook e FriendFeed, il Real-Time Web: le conversazioni in Rete diventano sempre più pubbliche e in tempo reale e per l’immagine di un brand nascono nuove possibilità e nuovi rischi. I clienti si trasformano sempre più in utenti, capaci di influenzare la reputazione online di una marca.

Luca De Felice, Senior Consultant e Responsabile dell’offerta Web 2.0 di Live Reply, nel suo libro “Marketing Conversazionale” cerca di sistematizzare questo nuovo modello di fare comunicazione e propone di affiancare al modello delle “4P” di Jerome McCarthy (Prodotto Prezzo Distribuzione – Place in inglese – e Promozione) le“4C” di Robert Lauterborn (Customer Value, Customer Cost, Customer Convenience e Customer Communication). L’obiettivo è definire le leve del marketing relazionale che l’autore identifica in:  Creatività, Controllo, Community e Conversazioni.

“Il marketing conversazionale assume dei risvolti importanti nell’ambito del Real-Time Web perché quest’ultimo non ammette errori o ritardi: se si è deciso di esserci e di mettersi in gioco bisogna seguire le conversazioni, prepararsi a essere chiamati in causa, rispondere alle domande, replicare e spiegare, il tutto in presa diretta. I punti di contatto tra l’azienda e gli utenti possono essere variegati e afferire a diversi dipartimenti e responsabilità.”

Luca De Felice, Marketing Conversazionale, Il Sole 24 ORE, 2010, 190 pp, 20,00 €

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Misurare la reputazione online: il ruolo dei social media nei colloqui di lavoro

02/08/2010 By Marta Isoni

Il social networking pervade le nostre vite. Ormai è chiaro e palese agli occhi di tutti.  Una vita di relazione ristrutturata, rapporti sociali mediati, amicizie virtuali. Ci siamo abituati alla  nuova vita privata che ci costruiamo in equilibrio tra mondo reale e mondo digitale. Ma quanto può essere influenzata la nostra vita lavorativa?

Uno studio voluto e portato avanti da Adecco, 123people e Digital Reputation ha sottolineato quanto i profili sui social network possano influenzare i colloqui di lavoro e l’assunzione all’interno di un’azienda.

La ricerca, che ha visto la partecipazione di 100 imprese italiane e 400 candidati/lavoratori, ha presentato dati interessanti: l’83% degli intervistati controlla assiduamente la propria digital reputation, il 37% fa verifiche online per capire meglio le attitudini dei candidati, senza scartarli a prescindere, ma piuttosto per effettuare controlli incrociati, verificare le referenze e le eventuali attitudini.

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Mediamondo, come cambiano le regole comunicative quotidiane

27/07/2010 By Marta Isoni

Il Medium è il messaggio. Così sentenziava McLuhan già nel 1967, sottolineando quanto le caratteristiche del mezzo tecnologico determinino effettivamente l’incidenza e il contenuto del messaggio stesso. Concetti come spazio, potenziale e tempo della comunicazione (con l’assenza dei “tempi morti” riempiti dai social media) si modernizzano e si evolvono.

La comunicazione mediata, la quantità spropositata di contenuti condivisibili, l’omologazione e la democrazia dei nuovi media: in un mondo sempre più permeato dai media sembra impossibile staccarsi dalla morsa del 2.0, pena l’esclusione dalle strutture sociali del mondo digitale.

Da una parte le opportunità e le regole comunicative che cambiano, dall’altra la moltiplicazione dei mezzi e l’incapacità degli individui di gestire le infinite possibilità tra cui si trovano a dover scegliere.

Patrizia Rodi, attraverso questo libro, cerca di sottolineare le evoluzioni, i pro e i contro del mondo comunicativo in cui viviamo quotidianamente.

Patrizia Rodi, Mediamondo, Lupetti, 2010, 320 pp.

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“Social media metrics”, il buzz è più efficace della pubblicità tradizionale

23/07/2010 By Marta Isoni

Misurare le misurazioni? Piuttosto valutare l’efficacia dell’introduzione dei social media nel mondo della comunicazione aziendale e della  pubblicità.  Social media metrics di Jim Sterne è un libro che si basa sul concetto fondamentale del marketing moderno: il buzz è più efficace della pubblicità tradizionale. Ciò che i clienti dicono sul tuo prodotto o sulla tua azienda nel mondo del web 2.0 è più influente di una campagna pubblicitaria! Incredibile? Assolutamente no.

L’importanza dell’opinione dei consumatori, non come creazione di idee dall’alto (dei media tradizionali), ma come costruzione partecipativa attraverso l’incontro tra pareri personali, che possono creare un momento di scambio, e le nuove tecnologie 2.0. Capire quanto le amicizie e i followers siano importanti nella strategia di mercato, capire come sfruttare il social networking e capire, infine, la facilità di utilizzo di questi preziosi strumenti attraverso esempi specifici e concreti di esperienze effettive.

Jim Sterne,  SOCIAL MEDIA METRICS. How to Measure and Optimize your Marketing Investment, Wiley & Sons Ltd., 2010, 240 pp.

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Come misurare i social media?

13/07/2010 By Davide Fiorentini

Misurare i social media è il trend del momento nel campo della comunicazione, ma sembra che se ne parli tanto e si agisca poco. L’idea che utilizzando software di misurazione automatica si possa ridurre il lavoro delle persone, che non devono più leggere e schedare blog, tweet e commenti è fuorviante. Anche nei tool automatici è richiesta l’intelligenza umana, per impostare i parametri generali delle analisi e per controllare che i software stiano operando correttamente.

Quali sono le operazioni che si possono fare con i dati raccolti sui social media? In primo luogo l’analisi del mood, per sapere se in Rete si parla in maniera positiva, neutra o negativa di una determinata azienda. Più semplice a dirsi che a farsi. La difficoltà maggiore è classificare le parole ambigue e il sarcasmo. Se si vuole proseguire con l’analisi automatica, ad ogni brand deve essere associata una lista di termini che vengono utilizzati spesso nel suo settore industriale, per cercare di evitare le ambiguità. Tuttavia meglio l’intervento umano per l’analisi testuale.

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Come il web influenza le relazioni sociali?

07/07/2010 By Davide Fiorentini

La maggioranza degli esperti è d’accordo: Internet aumenta e migliora le relazioni sociali e continuerà a farlo per i prossimi dieci anni.

L’Imagining the Internet Center della Elon University, in collaborazione con il Pew Research Center’s Internet & American Life Project, ha reso pubblico il suo quarto rapporto “Future of the Internet” dal titolo “The future of social relations” (il futuro delle relazioni sociali). Durante lo studio sono stati intervistati  895 esperti e critici di tecnologia, che hanno essenzialmente espresso due punti di vista sul futuro del web, così riassumibili:

1. “se penso al futuro e considero le amicizie, il matrimonio e le altre relazioni, vedo che Internet sarà una forza positiva.”

2. “se penso al futuro e considero le amicizie, il matrimonio e le altre relazioni, vedo che Internet sarà una forza negativa.

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Il buzz sui social media e gli ascolti televisivi sono correlati?

29/06/2010 By la redazione

lost

Se Twitter è in grado di anticipare i risultati del botteghino, la stessa capacità di previsione dei social media potrebbe essere vera anche per i dati d’ascolto televisivi?

Viralheat, società di monitoraggio dei media, ha tracciato per un mese le citazioni (circa un milione) su Twitter, Facebook, YouTube, Google Buzz e altri social network, di 9 degli show americani più conosciuti, durante la messa in onda delle puntate finali. Di tutte le citazioni, commenti e aggiornamenti è stato anche analizzato il mood.

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