Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici
Ciò che ieri era presente oggi è già passato. I fatti sbattuti in prima pagina una settimana fa sono diventati già ricordi, e i ricordi vanno organizzati e strutturati attraverso precise operazioni che riescano a formare, ad “aggiornare”, la memoria collettiva di un gruppo.
Il mondo è sempre più disvelato dai media (tutti gli avvenimenti, tutte le notizie mondiali sono plasmate, tagliate, ricostruite e “colorate”) che, con il loro potere di “trasmettitori di verità”, ci raccontano sempre una storia mediata. La costruzione delle narrazioni sociali, che influisce sul modo in cui l’individuo ed il gruppo interpretano la realtà, influenza anche la memoria collettiva.
Questo libro scritto da Olimpia Affuso, ricercatrice e responsabile dell’Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana presso l’Università della Calabria, vuole analizzare il rapporto reale che si è creato tra memoria e media e i meccanismi che hanno portato sempre più alla definizione di una “memoria magazine”.
Olimpia Affuso, Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici, Carocci, 2010, 222 pp.
Il buzz sui social media e gli ascolti televisivi sono correlati?

Se Twitter è in grado di anticipare i risultati del botteghino, la stessa capacità di previsione dei social media potrebbe essere vera anche per i dati d’ascolto televisivi?
Viralheat, società di monitoraggio dei media, ha tracciato per un mese le citazioni (circa un milione) su Twitter, Facebook, YouTube, Google Buzz e altri social network, di 9 degli show americani più conosciuti, durante la messa in onda delle puntate finali. Di tutte le citazioni, commenti e aggiornamenti è stato anche analizzato il mood.
Intervista a Lorella Zanardo, autrice de “ilcorpodelledonne”
Per Lorella Zanardo misurare la comunicazione ha significato la presa di coscienza empirica e la denuncia fattuale di un problema: la rappresentazione televisiva del corpo delle donne.
Nell’intervista che vi proponiamo l’imprenditrice e consulente ci racconta il lavoro di monitoraggio e di montaggio da cui è nato ilcorpodelledonne. Questo film documento, che ha avuto grande successo sul web, mostra l’avvilente messa in scena di corpi femminili sempre più confinati alla funzione di cornice, o, per usare le parole di Lorella, di “grechina”.
scritto da: Matteo Borsacchi
Identità catodiche
Rappresentazione sociale. Comunità. Culture di gusto. Tutti concetti che sembrano mischiarsi all’interno del palinsesto televisivo italiano.
Quanto la tv riesce a costruirci?
Prima le nostre identità si formavano sulla base dell’esperienze vissute, ora siamo investiti da merci simboliche di massa che ci plasmano. Siamo anche noi prodotti della catena di montaggio?
Esiste una differenza tra vita vissuta e rappresentazione televisiva?
Piero Vereni, antropologo e ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, descrive stereotipi e dieta mediale della tv che cambia con un preciso intento: eliminare la contrapposizione realtà vissuta vs realtà catodica che è diventato l’oggetto principale di critica al sistema mass mediale.
Piero Vereni, Identità catodiche, Meltemi, Roma 2008, 167 pp.


