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	<title>Misurarelacomunicazione &#187; tv</title>
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	<description>Il blog e la newsletter per chi in Italia si occupa di comunicazione e PR</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 09:03:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I 100 programmi TV più influenti di sempre</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/03/29/i-100-programmi-tv-piu-influenti-di-sempre/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 12:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[100 programmi]]></category>
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		<description><![CDATA[Adweek ha ripercorso in un itinerario visuale la storia degli show televisivi più importanti, scelti secondo un criterio diverso dai dati di pubblico o dal numero di premi conquistati: parliamo del &#8220;grado di influenza che questi programmi hanno avuto sull&#8217;evoluzione del medium in una superpotenza culturale e in un business gigantesco&#8221;. Si va dalla commedia del 1948 The Milton Berle Show fino all&#8217;ultimo successo di AMC The Walking Dead, una serie horror ispirata ad un fumetto di zombies, toccando tutte le pietre miliari e quelle rappresentazioni della famiglia (Dallas, The Simpson, The Cosby Show), delle età (thirtysomething, Beverly Hills 90210, Glee), della legge (Law and order, CSI, NCIS) e via dicendo che questi programmi veicolavano, in cui gli spettatori si riconoscevano e a cui i brand volevano essere associati. Molto utile anche il box nella seconda pagina con le tappe fondamentali nell&#8217;evoluzione dell&#8217;advertising televisivo. Qui si può scaricare l&#8217;infografica.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/03/100-tv-shows.png"><img class="alignright size-full wp-image-5418" title="100-tv-shows" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/03/100-tv-shows.png" alt="" width="400" height="121" /></a><strong>Adweek</strong> ha ripercorso in un itinerario visuale la storia degli show televisivi più importanti, scelti secondo un criterio diverso dai dati di pubblico o dal numero di premi conquistati: parliamo del &#8220;grado di influenza che questi programmi hanno avuto sull&#8217;evoluzione del medium in una superpotenza culturale e in un business gigantesco&#8221;.</p>
<p>Si va dalla commedia del 1948 <em>The Milton Berle Show</em> fino all&#8217;ultimo successo di <strong>AMC</strong> <em>The Walking Dead</em>, una serie horror ispirata ad un fumetto di zombies, toccando tutte le pietre miliari e quelle rappresentazioni della famiglia (<em>Dallas, The Simpson, The Cosby Show</em>), delle età (<em>thirtysomething, Beverly Hills 90210, Glee</em>), della legge (<em>Law and order, CSI, NCIS</em>) e via dicendo che questi programmi veicolavano, in cui gli spettatori si riconoscevano e a cui i brand volevano essere associati.<span id="more-5417"></span></p>
<p>Molto utile anche il box nella seconda pagina con le tappe fondamentali nell&#8217;evoluzione dell&#8217;advertising televisivo.</p>
<p><a href="http://www.mediaweek.com/mw/photos/stylus/1230368-100.pdf">Qui</a> si può scaricare l&#8217;infografica.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/03/29/i-100-programmi-tv-piu-influenti-di-sempre/" data-text="I 100 programmi TV più influenti di sempre" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F03%2F29%2Fi-100-programmi-tv-piu-influenti-di-sempre%2F&#038;text=I%20100%20programmi%20TV%20pi%C3%B9%20influenti%20di%20sempre" >Tweet</a></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Nielsen media report: investimenti pubblicitari, audience internet e tv</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/02/16/nielsen-media-report-investimenti-pubblicitari-audience-internet-e-tv/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 16:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
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		<description><![CDATA[Il report mensile dedicato all&#8217;Italia da Nielsen si focalizza su due aspetti che ci interessano: gli investimenti pubblicitari nell&#8217;arco del 2010 e i dati sul pubblico di internet aggiornati a dicembre scorso. Questi i key-points sull&#8217;advertising: contrariamente alle aspettative la pubblicità ha chiuso il 2010 con un trend positivo del 4,7% rispetto al 2009. a guidare la classifica della spesa in advertising i tre colossi delle TLC: Telecom Italia, Vodafone e Wind.  Nonostante ciò la spesa del settore è leggermente più bassa che nello scorso anno. i media che hanno goduto di aumenti significativi sono Internet, la mail e il cinema. In calo (seppure contenuto) i giornali, mentre crollano free-press e periodici. i settori che hanno registrato gli aumenti più significativi in spesa pubblicitaria sono la grande distribuzione, le bevande/alcolici e la cura della persona. Questi invece i dati principali sull&#8217;audience di Internet: continua indisturbata la crescita del mezzo: superata la soglia dei 25 milioni di utenti attivi, con una crescita del 12,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno il web 1.0 si mantiene nelle prime due posizioni dei servizi più utilizzati, con mototi di ricerca e portali. Seguono le community e i servizi di video-sharing, con crescite del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/02/nielsenmediareport.png"><img class="size-full wp-image-4987 alignright" title="nielsenmediareport" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/02/nielsenmediareport.png" alt="" width="214" height="267" /></a>Il report mensile dedicato all&#8217;Italia da <strong>Nielsen</strong> si focalizza su due aspetti che ci interessano: gli investimenti pubblicitari nell&#8217;arco del 2010 e i dati sul pubblico di internet aggiornati a dicembre scorso.</p>
<p>Questi i <em>key-points</em> sull&#8217;advertising:</p>
<ul>
<li>contrariamente alle aspettative la pubblicità ha chiuso il 2010 con un trend positivo del 4,7% rispetto al 2009.</li>
<li>a guidare la classifica della spesa in advertising i tre colossi delle TLC: <strong>Telecom Italia, Vodafone</strong> e <strong>Wind</strong>.  Nonostante ciò la spesa del settore è leggermente più bassa che nello scorso anno.</li>
<li>i media che hanno goduto di aumenti significativi sono Internet, la mail e il cinema. In calo (seppure contenuto) i giornali, mentre crollano free-press e periodici.</li>
<li>i settori che hanno registrato gli aumenti più significativi in spesa pubblicitaria sono la grande distribuzione, le bevande/alcolici e la cura della persona.</li>
</ul>
<p>Questi invece i dati principali sull&#8217;audience di Internet:<span id="more-4986"></span></p>
<ul>
<li>continua indisturbata la crescita del mezzo: superata la soglia dei 25 milioni di utenti attivi, con una crescita del 12,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno</li>
<li>il web 1.0 si mantiene nelle prime due posizioni dei servizi più utilizzati, con mototi di ricerca e portali. Seguono le community e i servizi di <em>video-sharing</em>, con crescite del 18 e del 16%. I blog non compaiono nell&#8217;elenco.</li>
<li>anche tra le applicazioni confermati ai primi posti i giurassici <strong>Windows Media Player</strong> e <strong>Messenger</strong>, ma col fiato dei competitor <strong>VLC</strong> e <strong>Skype</strong> sul collo.</li>
</ul>
<p>Per concludere qualche dato poco significativo sul pubblico televisivo:</p>
<ul>
<li>nessun segnale di declino, bensì un aumento del 3,6% per una media mensile di 10 milioni di telespettatori.</li>
<li>su satellite e digitale terrestre da segnalare il successo di<strong> Rai4,</strong> che scavalca <strong>Boing</strong> in prima posizione</li>
</ul>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/02/16/nielsen-media-report-investimenti-pubblicitari-audience-internet-e-tv/" data-text="Nielsen media report: investimenti pubblicitari, audience internet e tv" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F02%2F16%2Fnielsen-media-report-investimenti-pubblicitari-audience-internet-e-tv%2F&#038;text=Nielsen%20media%20report%3A%20investimenti%20pubblicitari%2C%20audience%20internet%20e%20tv" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Rapporto Istat: Cittadini e nuove tecnologie</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/01/04/rapporto-istat-cittadini-e-nuove-tecnologie/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 08:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo è giusto fare il punto della situazione. Capire che che  cosa sia successo fino ad oggi. Cercare di fotografare quelle che sono state le tendenze e le evoluzioni, lo sviluppo e l&#8217;insediarsi delle tecnologie nella nostra società. Sul finire del 2010 è stata diffusa l&#8217;indagine, condotta e sviluppata dall&#8217;Istat, &#8220;Cittadini e nuove tecnologie&#8221;. I dati evidenziano un&#8217;Italia ancora indietro rispetto agli standard europei, un&#8217;evidente frammentazione (per fasce di popolazione e territorialità) nell&#8217;accesso e nella fruizione dell&#8217;hi tech e uno sviluppo in ascesa costante del social networking. I dati più interessanti, nonostante potessero essere facilmente ipotizzabili, sono la crescita del numero di famiglie che possiedono un PC (circa un 3% in più rispetto al 2009) e l&#8217;incremento dell&#8217;accesso ad internet (fino al 52,4%) anche tramite banda larga (che nonostante un 9% in più si stabilizza su un misero 43,4%). Proprio la banda larga può essere vista come il fallimento più evidente della politica tecnologica italiana rispetto alla media europea che si attesta su uno stabile 61%. L&#8217;Italia, in classifica, riesce&#8221; a superare soltanto Romania, Bulgaria e Grecia. Ciò che conserva il primato nel consumo mediale è certamente la &#8220;mamma tecnologica&#8221; degli italiani: la TV continua ad &#8220;accompagnare&#8221; il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/01/istat.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4397" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2011/01/istat.jpg" alt="" width="336" height="127" /></a>Con l&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo è giusto fare il punto della situazione. Capire che che  cosa sia successo fino ad oggi. Cercare di fotografare quelle che sono state le tendenze e le evoluzioni, lo sviluppo e l&#8217;insediarsi delle tecnologie nella nostra società.</p>
<p style="text-align: left;">Sul finire del 2010 è stata diffusa l&#8217;indagine, condotta e sviluppata dall&#8217;<strong><a href="www.istat.it">Istat</a></strong>, <em><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/nuovetec/20101223_00/">&#8220;Cittadini e nuove tecnologie&#8221;.</a></em></p>
<p style="text-align: left;">I dati evidenziano un&#8217;Italia ancora indietro rispetto agli standard europei, un&#8217;evidente frammentazione (per fasce di popolazione e territorialità) nell&#8217;accesso e nella fruizione dell&#8217;<em>hi tech</em> e uno sviluppo in ascesa costante del <a title="social network su misurare la comunicazione" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/tag/social-network/" target="_self">social networking</a>.</p>
<p style="text-align: left;">I dati più interessanti, nonostante potessero essere facilmente ipotizzabili, sono la crescita del numero di famiglie che possiedono un PC (circa un 3% in più rispetto al 2009) e l&#8217;incremento dell&#8217;accesso ad internet (fino al 52,4%) anche tramite banda larga (che nonostante un 9% in più si stabilizza su un misero 43,4%).</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-4393"></span>Proprio la <strong>banda larga</strong> può essere vista come il fallimento più evidente della politica tecnologica italiana rispetto alla media europea che si attesta su uno stabile 61%. L&#8217;Italia, in classifica, riesce&#8221; a superare soltanto Romania, Bulgaria e Grecia.</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che conserva il primato nel consumo mediale è certamente la &#8220;mamma tecnologica&#8221; degli italiani: la <a title="TV su misurare la comunicazione" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/tag/tv/" target="_self">TV</a> continua ad &#8220;accompagnare&#8221; il 95% delle famiglie italiane. Saldamente presenti anche i cellulari (85%) con la quinta posizione nel numero di <strong>simcard</strong> per abitanti.</p>
<p style="text-align: left;">Questa ricerca ci ripropone l&#8217;immagine di un&#8217;Italia che si muove verso la tecnologia, ma senza scatti in avanti evidenti. Un&#8217;Italia che, pur senza arrestarsi, non riesce a darsi ancora lo slancio giusto per colmare, e magari un giorno superare, quel gap che da sempre la penalizza rispetto alle altre grandi nazioni europee.</p>
<p style="text-align: left;">- Testo integrale dell&#8217;indagine <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/nuovetec/20101223_00/testointegrale20101223.pdf">&#8220;Cittadini e nuove tecnologie&#8221; (formato .pdf)<br />
</a>- <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/nuovetec/20101223_00/tavole_ICT_2010.zip">Tavole (formato .zip)</a></p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="http://www.istat.it/">www.istat.it</a></p>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2011/01/04/rapporto-istat-cittadini-e-nuove-tecnologie/" data-text="Rapporto Istat: Cittadini e nuove tecnologie" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2011%2F01%2F04%2Frapporto-istat-cittadini-e-nuove-tecnologie%2F&#038;text=Rapporto%20Istat%3A%20Cittadini%20e%20nuove%20tecnologie" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Misurare il coinvolgimento televisivo tramite il passaparola online?</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/09/20/misurare-il-coinvolgimento-televisivo-tramite-il-passaparola-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 08:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[word of mouth]]></category>
		<category><![CDATA[buzz]]></category>
		<category><![CDATA[sentiment]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[USA – General Sentiment e Q Score hanno costruito una serie di rapporti, chiamati Prime Time Audience Evaluation Reports, che misurano il coinvolgimento del pubblico nei programmi televisivi e la forza di tale coinvolgimento. I rapporti sono suddivisi in tematiche e aggiornati settimanalmente. I programmi televisivi sono valutati tramite il General Sentiment’s Involvement Score che misura la quantità di passaparola online generata intorno ad uno spettacolo, mentre il Q Scores’ Emotional Bonding è una metrica che aiuta i pubblicitari e le emittenti a determinare la “devozione” dei telespettatori nei programmi. Prescindendo dalla validità delle misurazioni (tutte da verificare) è possibile misurare il coinvolgimento di uno spettacolo televisivo soltanto attraverso il passaparola online? TV e Web non sono due differenti media? Delle correlazioni sicuramente ci sono, soprattutto negli Stati Uniti dove la penetrazione di Internet è elevatissima. Ma per l’Europa, e in particolar modo per l’Italia, questa relazione è molto più debole. Inoltre, è sicuramente più facile misurare ciò che succede online &#8211; i dati sono facilmente accessibili &#8211; piuttosto che analizzare il coinvolgimento televisivo tramite interviste a campione stratificato. Prime time Audience Evaluation Report View more documents from Paul Murcott. Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2929 aligncenter" title="qscore" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/09/qscore.jpg" alt="" width="500" height="242" /></p>
<p>USA – <a title="General Sentiment HP" href="http://www.generalsentiment.com/home.html" target="_blank">General Sentiment</a> e <a title="Q Score hompage" href="http://www.qscores.com/pages/Template1/site11/30/default.aspx" target="_blank">Q Score</a> hanno costruito una serie di rapporti, chiamati <strong>Prime Time Audience Evaluation Reports</strong>, che misurano il coinvolgimento del pubblico nei programmi televisivi e la forza di tale coinvolgimento. I rapporti sono suddivisi in tematiche e aggiornati settimanalmente.</p>
<p>I programmi televisivi sono valutati tramite il <strong>General Sentiment’s Involvement Score</strong> che misura la quantità di passaparola online generata intorno ad uno spettacolo, mentre il <strong>Q Scores’ Emotional Bonding</strong> è una metrica che aiuta i pubblicitari e le emittenti a determinare la “devozione” dei telespettatori nei programmi.</p>
<p>Prescindendo dalla validità delle misurazioni (tutte da verificare) è possibile misurare il coinvolgimento di uno spettacolo televisivo soltanto attraverso il <a title="passaparola online su MLC" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/category/misurare-il-passaparola/" target="_self">passaparola online</a>? TV e Web non sono due differenti media?</p>
<p><span id="more-2924"></span>Delle <a title="tv e buzz online" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/06/29/il-buzz-sui-social-media-e-gli-ascolti-televisivi-sono-correlati/" target="_blank">correlazioni</a> sicuramente ci sono, soprattutto negli Stati Uniti dove la penetrazione di Internet è elevatissima. Ma per l’Europa, e in particolar modo per l’Italia, questa relazione è molto più debole. Inoltre, è sicuramente più facile misurare ciò che succede online &#8211; i dati sono facilmente accessibili &#8211; piuttosto che analizzare il coinvolgimento televisivo tramite interviste a campione stratificato.</p>
<div id="__ss_5124301" style="width: 477px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Prime time Audience Evaluation Report" href="http://www.slideshare.net/generalsentiment/prime-time-audience-evaluation-report">Prime time Audience Evaluation Report</a></strong><object id="__sse5124301" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=primetimeaudienceevalreport-100903132005-phpapp01&amp;stripped_title=prime-time-audience-evaluation-report&amp;userName=generalsentiment" /><param name="name" value="__sse5124301" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5124301" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=primetimeaudienceevalreport-100903132005-phpapp01&amp;stripped_title=prime-time-audience-evaluation-report&amp;userName=generalsentiment" name="__sse5124301" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a href="http://www.slideshare.net/generalsentiment">Paul Murcott</a>.</div>
</div>
<p><span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/09/20/misurare-il-coinvolgimento-televisivo-tramite-il-passaparola-online/" data-text="Misurare il coinvolgimento televisivo tramite il passaparola online?" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F09%2F20%2Fmisurare-il-coinvolgimento-televisivo-tramite-il-passaparola-online%2F&#038;text=Misurare%20il%20coinvolgimento%20televisivo%20tramite%20il%20passaparola%20online%3F" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/07/22/il-magazine-della-memoria-i-media-e-il-ricordo-degli-avvenimenti-pubblici/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Isoni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che ieri era presente oggi è già passato. I fatti sbattuti in prima pagina una settimana fa sono diventati già ricordi, e i ricordi vanno organizzati e strutturati attraverso precise operazioni che riescano a formare, ad &#8220;aggiornare&#8221;, la memoria collettiva di un gruppo. Il mondo è sempre più disvelato dai media (tutti gli avvenimenti, tutte le notizie  mondiali sono plasmate, tagliate, ricostruite e &#8220;colorate&#8221;) che, con il loro potere di &#8220;trasmettitori di verità&#8221;, ci raccontano sempre una storia mediata. La costruzione delle narrazioni sociali, che influisce sul modo in cui l&#8217;individuo ed il gruppo interpretano la realtà, influenza anche la memoria collettiva. Questo libro scritto da Olimpia Affuso, ricercatrice e responsabile dell’Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana presso l’Università della Calabria, vuole analizzare il rapporto reale che si è creato tra memoria e media e i meccanismi che hanno portato sempre più alla definizione di una &#8220;memoria magazine&#8221;. Olimpia Affuso, Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici, Carocci, 2010, 222 pp.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/07/il_magazine_della_memoria.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2490" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/07/il_magazine_della_memoria.jpg" alt="" width="162" height="252" /></a>Ciò che ieri era presente oggi è già passato. I fatti sbattuti in prima pagina una settimana fa sono diventati già ricordi, e i ricordi vanno organizzati e strutturati attraverso precise operazioni che riescano a formare, ad &#8220;aggiornare&#8221;, la memoria collettiva di un gruppo.</p>
<p>Il mondo è sempre più disvelato dai media (tutti gli avvenimenti, tutte le notizie  mondiali sono plasmate, tagliate, ricostruite e &#8220;colorate&#8221;) che, con il loro potere di <em>&#8220;trasmettitori di verità&#8221;</em>, ci raccontano sempre una storia mediata. La costruzione delle narrazioni sociali, che influisce sul modo in cui l&#8217;individuo ed il gruppo interpretano la realtà, influenza anche la memoria collettiva.</p>
<p>Questo libro scritto da <strong>Olimpia Affuso</strong>, ricercatrice e responsabile dell<em>’Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana</em> presso l’<strong>Università della Calabria</strong>, vuole analizzare il rapporto reale che si è creato tra memoria e media e i meccanismi che hanno portato sempre più alla definizione di una &#8220;memoria magazine&#8221;.</p>
<p>Olimpia Affuso, <em>Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici</em>, Carocci, 2010, 222 pp.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/07/22/il-magazine-della-memoria-i-media-e-il-ricordo-degli-avvenimenti-pubblici/" data-text="Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F07%2F22%2Fil-magazine-della-memoria-i-media-e-il-ricordo-degli-avvenimenti-pubblici%2F&#038;text=Il%20magazine%20della%20memoria.%20I%20media%20e%20il%20ricordo%20degli%20avvenimenti%20pubblici" >Tweet</a></span></p>
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		<item>
		<title>Il buzz sui social media e gli ascolti televisivi sono correlati?</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/06/29/il-buzz-sui-social-media-e-gli-ascolti-televisivi-sono-correlati/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[misurare il web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[word of mouth]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
		<category><![CDATA[mood analysis]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Se Twitter è in grado di anticipare i risultati del botteghino, la stessa capacità di previsione dei social media potrebbe essere vera anche per i dati d’ascolto televisivi? Viralheat, società di monitoraggio dei media, ha tracciato per un mese le citazioni (circa un milione) su Twitter, Facebook, YouTube, Google Buzz e altri social network, di 9 degli show americani più conosciuti, durante la messa in onda delle puntate finali. Di tutte le citazioni, commenti e aggiornamenti è stato anche analizzato il mood. I risultati così ottenuti sono stati comparati con i dati d’ascolto Nielsen. La quantità di passaparola sul web è direttamente proporzionale al numero di telespettatori davanti allo schermo? Non necessariamente. La ricerca ha determinato che: Il buzz online non è sempre direttamente correlato ai dati d’ascolto; L’analisi del mood cambia il modo di percepire il passaparola online; Anche quando i dati d’ascolto non sono strabilianti (com’è accaduto per la puntata finale di Lost)  il passaparola online può essere gigantesco. E il sentiment della maggior parte di queste citazioni può essere negativo; Alcuni show, come “Dancing with the Star” (Ballando con le Stelle) hanno buoni dati d’ascolto anche se sono poco menzionati in Rete. Viralheat sostiene che, per capire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2171 aligncenter" title="lost" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/06/lost.jpg" alt="lost" width="500" height="264" /></p>
<p style="text-align: left;">Se <a title="Twitter anticipa il box office su Wommi" href="http://www.wommi.it/2010/04/come-prevedere-il-box-office-con-twitter-e-sbagliare-di-una-sola-virgola/" target="_self">Twitter è in grado di anticipare i risultati del botteghino</a>, la stessa capacità di previsione dei social media potrebbe essere vera anche per i dati d’ascolto televisivi?</p>
<p><strong>Viralheat</strong>, società di monitoraggio dei media, ha tracciato per un mese le citazioni (circa un milione) su <strong>Twitter, Facebook, YouTube, Google Buzz</strong> e altri social network, di 9 degli show americani più conosciuti, durante la messa in onda delle puntate finali. Di tutte le citazioni, commenti e aggiornamenti è stato anche <a title="misurare il mood" href="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/06/25/misurare-il-mood-detto-malamente-sentiment/" target="_self">analizzato il mood</a>.</p>
<p><span id="more-2166"></span>I risultati così ottenuti sono stati comparati con i <strong>dati d’ascolto Nielsen</strong>. La quantità di passaparola sul web è direttamente proporzionale al numero di telespettatori davanti allo schermo?</p>
<p>Non necessariamente. La ricerca ha determinato che:</p>
<ul>
<li>Il buzz online non è sempre direttamente correlato ai dati d’ascolto;</li>
<li>L’analisi del mood cambia il modo di percepire il passaparola online;</li>
<li>Anche quando i dati d’ascolto non sono strabilianti (com’è accaduto per la puntata finale di <em>Lost</em>)  il passaparola online può essere gigantesco. E il sentiment della maggior parte di queste citazioni può essere negativo;</li>
<li>Alcuni show, come <em>“Dancing with the Star”</em> (Ballando con le Stelle) hanno buoni dati d’ascolto anche se sono poco menzionati in Rete.</li>
</ul>
<p>Viralheat sostiene che, per capire davvero il successo di uno show televisivo, non bastano i dati d’ascolto ma bisogna confrontarli con l’analisi del mood sui social media. Opinione con la quale non possiamo che essere d&#8217;accordo.</p>
<p>Qui in basso l’infografica con i risultati dell’analisi (clicca per ingrandire).</p>
<div id="attachment_2174" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/06/neilsen-versus-buzz.png"><img class="size-full wp-image-2174 " title="infografica nielsen contro social media buzz" src="http://www.misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2010/06/neilsen-versus-buzz-small.png.jpg" alt="" width="640" height="943" /></a><p class="wp-caption-text">infografica nielsen contro social media buzz</p></div>
<p>Fonte [<a title="mashable" href="http://mashable.com/2010/06/24/neilsen-vs-social-media/" target="_blank">Mashable</a>]<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2010/06/29/il-buzz-sui-social-media-e-gli-ascolti-televisivi-sono-correlati/" data-text="Il buzz sui social media e gli ascolti televisivi sono correlati?" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2010%2F06%2F29%2Fil-buzz-sui-social-media-e-gli-ascolti-televisivi-sono-correlati%2F&#038;text=Il%20buzz%20sui%20social%20media%20e%20gli%20ascolti%20televisivi%20sono%20correlati%3F" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Intervista a Lorella Zanardo, autrice de “ilcorpodelledonne”</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/11/19/intervista-a-lorella-zanardo-autrice-de-ilcorpodelledonne/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Borsacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Lorella Zanardo misurare la comunicazione ha significato la presa di coscienza empirica e la denuncia fattuale di un problema: la rappresentazione televisiva del corpo delle donne. Nell&#8217;intervista che vi proponiamo l&#8217;imprenditrice e consulente ci racconta il lavoro di monitoraggio e di montaggio da cui è nato ilcorpodelledonne. Questo film documento, che ha  avuto grande successo sul web,  mostra l&#8217;avvilente messa in scena di corpi femminili sempre più confinati alla funzione di cornice, o, per usare le parole di Lorella, di &#8220;grechina&#8221;. scritto da: Matteo BorsacchiTweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per <strong>Lorella Zanardo</strong> <em>misurare la comunicazione</em> ha significato la presa di coscienza empirica e la denuncia fattuale di un problema: la rappresentazione televisiva del corpo delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;intervista che vi proponiamo l&#8217;imprenditrice e consulente ci racconta il lavoro di monitoraggio e di montaggio da cui è nato <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89">ilcorpodelledonne</a>. Questo film documento, che ha  avuto grande successo sul web,  mostra l&#8217;avvilente messa in scena di corpi femminili sempre più confinati alla funzione di cornice, o, per usare le parole di Lorella, di &#8220;grechina&#8221;.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7590651&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7590651&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7590651&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7590651&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1"></embed></object></p>
<p>scritto da: Matteo Borsacchi<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/11/19/intervista-a-lorella-zanardo-autrice-de-ilcorpodelledonne/" data-text="Intervista a Lorella Zanardo, autrice de “ilcorpodelledonne”" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2009%2F11%2F19%2Fintervista-a-lorella-zanardo-autrice-de-ilcorpodelledonne%2F&#038;text=Intervista%20a%20Lorella%20Zanardo%2C%20autrice%20de%20%E2%80%9Cilcorpodelledonne%E2%80%9D" >Tweet</a></span></p>
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		<title>Identità catodiche</title>
		<link>http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/09/23/identita-catodiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 06:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[misurare i media]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Rappresentazione sociale. Comunità. Culture di gusto. Tutti concetti che sembrano mischiarsi all’interno del palinsesto televisivo italiano. Quanto la tv riesce a costruirci? Prima le nostre identità si formavano sulla base dell’esperienze vissute, ora siamo investiti da merci simboliche di massa che ci plasmano. Siamo anche noi prodotti della catena di montaggio? Esiste una differenza tra vita vissuta e rappresentazione televisiva? Piero Vereni, antropologo e ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, descrive stereotipi e dieta mediale della tv che cambia con un preciso intento: eliminare la contrapposizione realtà vissuta vs realtà catodica che è diventato l’oggetto principale di critica al sistema mass mediale. Piero Vereni, Identità catodiche, Meltemi, Roma 2008, 167 pp.Tweet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/09/identita_catodiche.jpg"><img class="size-full wp-image-365 alignright" title="identita_catodiche" src="http://misurarelacomunicazione.it/wp-content/uploads/2009/09/identita_catodiche.jpg" alt="Identità catodiche, Piero Vereni" width="135" height="216" /></a>Rappresentazione sociale. Comunità. Culture di gusto. Tutti concetti che sembrano mischiarsi all’interno del palinsesto televisivo italiano.<br />
Quanto la tv riesce a costruirci?<br />
Prima le nostre identità si formavano sulla base dell’esperienze vissute, ora siamo investiti da merci simboliche di massa che ci plasmano. Siamo anche noi prodotti della catena di montaggio?<br />
Esiste una differenza tra vita vissuta e rappresentazione televisiva?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piero Vereni</strong>, antropologo e ricercatore all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, descrive stereotipi e dieta mediale della tv che cambia con un preciso intento: eliminare la contrapposizione realtà vissuta <em>vs</em> realtà catodica che è diventato l’oggetto principale di critica al sistema mass mediale.</p>
<p>Piero Vereni, <em>Identità catodiche</em>, Meltemi, Roma 2008, 167 pp.<span style="float: right; margin-right: -35px;" ><a class="twitter-share-button"  data-via="" data-count="horizontal" data-related="Misurare" data-lang="it" data-url="http://www.misurarelacomunicazione.it/2009/09/23/identita-catodiche/" data-text="Identità catodiche" href="http://twitter.com/share?via=&#038;count=horizontal&#038;related=Misurare&#038;lang=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.misurarelacomunicazione.it%2F2009%2F09%2F23%2Fidentita-catodiche%2F&#038;text=Identit%C3%A0%20catodiche" >Tweet</a></span></p>
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